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martedì 8 settembre 2026

In culo alla guerra ibrida

Un giorno di questi un mio amico mi fa: “Ma cosa cazzo vuol dire guerra ibrida”?

Oh, un pochino di ragione ce l’ha, parliamoci chiaro. Insomma, noi attempati la guerra la abbiamo sentita dire in un verso solo: bombe, carrarmati, mazze chiodate, ecc. Iniziò tutto lo scimmione di “2001 Odissea nello spazio”, quando scoprì la valenza dominante dell’osso, che infatti barbo’ in capo a un suo consimile per guadagnarsi una pozzanghera d’acqua. Ecco, questa per noi era guerra. Che oggi diventa ibrida.
Da definizione, dicesi guerra ibrida “una strategia di conflitto che unisce azioni militari convenzionali e strumenti non militari per destabilizzare un Paese senza dichiarare una guerra aperta”. Insomma, è come quando da cittini ci si faceva gli spregetti ma non si voleva fare a cazzotti (perché ci si cacava nelle mutande).
Ordunque, Re della guerra ibrida è Putin. Se un drone svolazza in cielo, ha stato Putin. Se si incendia un negozio, ha stato Putin. Se si perdono le elezioni, ha stato Putin. Così funziona la neo politica internazionale, quella raccontata ai minus habentes. In effetti avere a disposizione la guerra ibrida in questi tempi è un gran colpo di culo. Pensate, potreste utilizzarla come paravento per i vostri insuccessi politici, economici, strategici, sistemici; come esattamente fa una classe politica e militare (occidentale) composta da dementi, vecchi e logori.
La dinamica è di una semplicità disarmante: evocare minacce impalpabili, cibernetiche o tecnologiche, serve a costruire un perimetro di costante allarme in cui la verifica dei fatti è preclusa al cittadino comune. Di fronte all’inverificabile, l’opinione pubblica deve semplicemente fidarsi sulla parola di apparati, governi e mainstream della disinformazione di massa, che hanno fatto della manipolazione sistematica della realtà la loro unica strategia di sopravvivenza. In un Occidente in avanzato stato di decomposizione, invocare costantemente un nemico esterno permette ai putreffatti politici di continuare come zombie, facendo danni incalcolabili. Le masse applaudono e rivotano, una volta a destra e una volta a sinistra, continuando a non capire che il giochino è sempre lo stesso. Attraverso narrazioni inverosimili simili alle favole che ci facevano addormentare, si crea una narrazione del complotto, continua e stucchevole. Infine si etichetta chi dissente e soprattutto chi osa argomentare in modo contrario.
È tutto semplicissimo, sull’orlo del baratro.

2 commenti:

  1. Classi dirigenti occidentali gravemente irresponsabili, sembrano tutti voler gettare benzina sul fuoco quando invece ci sarebbe bisogno di persone capaci di disinnescare questa narrazione di guerra.

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