Eccoci vai, lo sapevo. Proprio ieri annunciavo un break mezzo agostiano del blog e proprio oggi torno a scrivere. Mannaggia, che incoerenza! Però quando si parla del mio demone preferito, Anthony Fauci, non resisto.
Un anno lo feci anche io, al mare. Mi misi a vendere in un banchino qualche fumetto doppione che avevo, proprio accanto all’edicola. Ecco, non mi ricordo davvero che qualcuno mi abbia detto niente di particolare.
Un incubo mi perseguita: sogno ragazzini a giro con ciabatte e calzini bianchi da tennis. Meno male che è solo un sogno.
Questo articolo è dedicato ai tanti babbi e le tante mamme al tempo iper favorevoli ai lockdown, quando in caso avevano figlioli piccoli o piccolissimi. Leggete se avete il coraggio, cari teste di cazzo.
Ma la avete seguita bene la vicenda Fifa? E usando dico bene, voglio dire bene. Non del tutto? Beh, riaffrontiamola.
Qualche anno fa, nella zona di King’s Cross, a un certo punto della sera, soprattutto in inverno, non ci si sentiva molto sicuri a camminare. Io, a metà anni ‘90, da lì passavo spesso, dottorando frequentante la National Library.
Nei tempi morti di questa caldissima estate, mi imbatto in un articolo, nel quale il prof. Di Pietro, Direttore dell’Istituto Dermoclinico di Milano (quindi non il primo che passa) confuta quanto riportato nel bestseller di Raimon Bellunt: esporre l’ano al sole non aumenterebbe energia e benessere. Ohibò.