Godiamo assai per la dipartita della multicolor Germania dall’orribile Mondiale di calcio ad opera di un viscoso Paraguay. Ma al di là delle sorti del match, l’occasione ci è propizia per analizzare due commenti, che danno l’esatta misura dello stato mentale dei due contendenti.
Merz dalla testa grossa, cancelliere teutonico, ha scritto un messaggio in cui si rallegra per la prestazione della propria squadra, di cui si dice orgoglioso per la sua dedizione e per le emozioni che ha regalato al Paese. Ecco, immaginiamo se la Germania non fosse schizzata fuori cosa avrebbe vergato… Il messaggio è parso per ciò che è, ovvero distonico e scollegato dalla realtà degli eventi. Una perdita di lucidità esattamente pari a ciò che avviene in politica, con una Germania affossata dalle decisioni russofobe e dal riarmo pericoloso. Ma di là delle appartenenze politiche, la vicenda pone una questione interessante: quando si arriva a raccontare una pesante sconfitta come se fosse motivo d’orgoglio, si rischia di trasformare qualsiasi fallimento in una vittoria narrativa. E forse è proprio questo il tratto più caratteristico dell’Occidente contemporaneo: la voglia di cambiare la realtà attraverso il modo di raccontarla, modo grottesco ed infantile.
Sul versante paraguayano, ci piace molto riportare una acuta osservazione dell’allenatore Gustavo Alfaro: “Ai miei ragazzi ho detto: ciò che abbiamo di fronte si è formato in accademie di primo livello. Noi siamo cresciuti giocando a calcio per strada, scalzi, con i costanti sacrifici dei nostri padri per permetterci gli allenamenti. Badate bene: magari, avessimo le strutture dei tedeschi. Ma queste sono le nostre origini: è questo che fa di noi una Nazionale". Molto interessante perché tocca una tematica centralissima nella formazione dei giovani calciatori: accademia vs strada. È così vero che una preparazione ossessiva svolta nei centri sportivi di primissimo livello forma una generazione di giovani più performanti? Quando si arriva a giocare una partita decisiva, cosa conta di più, la struttura o il cuore? Il compromesso spersonalizzante o l’identità di comunità?
Noi, da sempre, abbiamo la nostra precisa idea in merito. Avallata, una volta di più, dal viscoso Paraguay che sconfigge una multicolor Germania.
Merz dalla testa grossa, cancelliere teutonico, ha scritto un messaggio in cui si rallegra per la prestazione della propria squadra, di cui si dice orgoglioso per la sua dedizione e per le emozioni che ha regalato al Paese. Ecco, immaginiamo se la Germania non fosse schizzata fuori cosa avrebbe vergato… Il messaggio è parso per ciò che è, ovvero distonico e scollegato dalla realtà degli eventi. Una perdita di lucidità esattamente pari a ciò che avviene in politica, con una Germania affossata dalle decisioni russofobe e dal riarmo pericoloso. Ma di là delle appartenenze politiche, la vicenda pone una questione interessante: quando si arriva a raccontare una pesante sconfitta come se fosse motivo d’orgoglio, si rischia di trasformare qualsiasi fallimento in una vittoria narrativa. E forse è proprio questo il tratto più caratteristico dell’Occidente contemporaneo: la voglia di cambiare la realtà attraverso il modo di raccontarla, modo grottesco ed infantile.
Sul versante paraguayano, ci piace molto riportare una acuta osservazione dell’allenatore Gustavo Alfaro: “Ai miei ragazzi ho detto: ciò che abbiamo di fronte si è formato in accademie di primo livello. Noi siamo cresciuti giocando a calcio per strada, scalzi, con i costanti sacrifici dei nostri padri per permetterci gli allenamenti. Badate bene: magari, avessimo le strutture dei tedeschi. Ma queste sono le nostre origini: è questo che fa di noi una Nazionale". Molto interessante perché tocca una tematica centralissima nella formazione dei giovani calciatori: accademia vs strada. È così vero che una preparazione ossessiva svolta nei centri sportivi di primissimo livello forma una generazione di giovani più performanti? Quando si arriva a giocare una partita decisiva, cosa conta di più, la struttura o il cuore? Il compromesso spersonalizzante o l’identità di comunità?
Noi, da sempre, abbiamo la nostra precisa idea in merito. Avallata, una volta di più, dal viscoso Paraguay che sconfigge una multicolor Germania.

Grande Almuta, analisi attenta delle parole che fa capire che gente c'è ai vertici di certi paesi.
RispondiEliminaQuello che è avvenuto in Europa è proprio l'annullamento della cosa più importante, l'APPARTENENZA.
Alla propria moneta istituendo la BCE, al proprio territorio creando un'entità più vasta come la UE, alla propria carta costituzionale per consegnarci a regole Europee che spesso sono in contrasto con i nostri interessi ed i nostri principi.