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martedì 30 giugno 2026

Gli ospedali tedeschi e il caldo

Caldo. Fa caldo. Caldo caldo. Caldissimo. Anche in Germania.


La chiamano bolla tropicale quella che da qualche giorno si è installata sopra le nostre teste e che ci sta facendo patire le pene dell’inferno. Un’area gigantesca che avviluppa in pratica tutta Europa, quella continentale compresa. E quindi andiamo a vedere come se la cavano in Germania, esattamente a Dusseldorf, esattamente al Centro di medicina operativa, reparto di recupero cardiaco. Ebbene, esattamente lì uno di questi giorni il termometro ha decretato 38 gradi, al quarto piano di un ospedale gioiello della tecnica, fatto tutto a vetri e costato ben 180 milioni di euro.

In tale reparto stanno gli operati di cuore, quelli più gravi, che giocano fra la vita e la morte. Vabbè, ci sarà l’aria condizionata a palla… Eh no, qui casca l’asino. Niente aria condizionata. Pare incredibile, ma è così. Ok, ci sarà stato un guasto momentaneo… Eh no, non è propriamente così. Trattasi di una scelta ponderata e decisa con piena consapevolezza.

Narra la storia che circa dieci anni, quando l’ospedale era in costruzione, ovviamente si fece richiesta di dotarlo di aria fresca. Al che intervennero i presidi delle altre facoltà, che fecero notare che queste non erano dotate di aria condizionata. E quindi? Facilissimo! L’impianto non si mise su nemmeno dentro l’ospedale. 

Ora, ragioniamoci un po’… È abbastanza evidente che i popoli di origine anglosassone siano una grande massa di ritardati e che abbiano una flessibilità pari allo zero. Come in questo caso, per cui si equipara il bisogno di un operato di cuore a quello di uno studente di architettura. Per non fare un torto a nessuno, in nome di una grottesca equità, si decide di mettere a rischio la vita di migliaia di persone, che necessitano di massimo conforto. Questa è la perfetta immagine della squallida decadenza del nostro continente, ostaggio di squilibrati che hanno perso ogni contatto con la realtà quotidiana.

A ciò si aggiunge la follia green, che costruisce strutture mastodontiche in vetro e acciaio (immaginate che cazzo di caldo ci possa fare dentro) e demonizza l’uso dei sistemi ad aria condizionata, dipinti come nemici naturali delle logiche del risparmio energetico. 

Ed alla fine arriva in soccorso il pragmatismo teutonico. In questi costosissimi ospedali, quando fa troppo caldo, intere aree si evacuano ed altre sono interdette ai degenti, rendendo una parte della struttura non agibile. E dove sono evacuati i malati? Nei capannoni fieristici. All’interno dei quali c’è… ma sì, c’è l’aria condizionata!

Ma andate in culo, popo’ di dementi.

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