Un consigliere senior del NIAID è accusato di cospirazione contro gli Stati Uniti. Ha cancellato email e usato account privati per nascondere i legami tra i fondi americani e il laboratorio di Wuhan. Un sistema di potere che solleva pesanti dubbi sulle verità scientifiche imposte durante la pandemia.
David Morens, 78 anni, storico braccio destro di Anthony Fauci al National Institute of Allergy and Infectious Diseases (NIAID),è stato formalmente incriminato dal Dipartimento di Giustizia americano con accuse pesantissime: cospirazione contro gli Stati Uniti, distruzione e falsificazione di documenti in indagini federali, occultamento di atti pubblici.
Secondo l’atto di accusa, Morens ha orchestrato un sistema illegale per aggirare il Freedom of Information Act (FOIA), la legge sulla trasparenza che permette a cittadini e giornalisti di accedere ai documenti del governo. L’obiettivo era chiaro: nascondere i legami economici e scientifici tra gli enti governativi americani e la ricerca sui coronavirus condotta dall’Istituto di Virologia di Wuhan, in Cina.
Le indagini dell’FBI e dell’ispettorato della sanità mostrerebbero uno scenario inquietante. Quando il National Institutes of Health (NIH) ha bloccato i fondi per la ricerca “Understanding the risk of bat coronavirus emergence” a causa dei sospetti sulla fuga da un laboratorio, Morens è entrato in azione. Insieme ad alcuni complici legati alla società che gestiva i fondi, avrebbe concordato per iscritto di usare il proprio account Gmail personale invece di quello istituzionale. Attraverso questo canale segreto passavano bozze di lettere, informazioni riservate e strategie per influenzare i vertici della sanità americana.
La trasparenza scientifica sarebbe stata barattata anche per vantaggi personali. L’indagine parla di vere e proprie mance illegali. Un complice ha spedito a casa di Morens casse di vino pregiato per ringraziarlo dei suoi “imbrogli dietro le quinte”. Per sdebitarsi, il funzionario pubblico avrebbe promesso la pubblicazione di un articolo scientifico su una nota rivista medica per difendere la tesi dell’origine naturale del virus. Sarebbero stati previsti anche pranzi in ristoranti stellati a Parigi, New York e Washington.
È impossibile non collegare questi fatti alla figura del demone Anthony Fauci, capo diretto di Morens per oltre quindici anni, e protetto da una amnistia concessa dal Presidente Joe Biden all’ultimo momento. Per questo Fauci non sarà mai indagato dalla magistratura ordinaria, bloccato dallo scudo politico della Casa Bianca. Ma ora forse qualcuno, alla luce di quanto sta succedendo ai suoi collaboratori, può iniziare a unire i puntini.
David Morens, 78 anni, storico braccio destro di Anthony Fauci al National Institute of Allergy and Infectious Diseases (NIAID),è stato formalmente incriminato dal Dipartimento di Giustizia americano con accuse pesantissime: cospirazione contro gli Stati Uniti, distruzione e falsificazione di documenti in indagini federali, occultamento di atti pubblici.
Secondo l’atto di accusa, Morens ha orchestrato un sistema illegale per aggirare il Freedom of Information Act (FOIA), la legge sulla trasparenza che permette a cittadini e giornalisti di accedere ai documenti del governo. L’obiettivo era chiaro: nascondere i legami economici e scientifici tra gli enti governativi americani e la ricerca sui coronavirus condotta dall’Istituto di Virologia di Wuhan, in Cina.
Le indagini dell’FBI e dell’ispettorato della sanità mostrerebbero uno scenario inquietante. Quando il National Institutes of Health (NIH) ha bloccato i fondi per la ricerca “Understanding the risk of bat coronavirus emergence” a causa dei sospetti sulla fuga da un laboratorio, Morens è entrato in azione. Insieme ad alcuni complici legati alla società che gestiva i fondi, avrebbe concordato per iscritto di usare il proprio account Gmail personale invece di quello istituzionale. Attraverso questo canale segreto passavano bozze di lettere, informazioni riservate e strategie per influenzare i vertici della sanità americana.
La trasparenza scientifica sarebbe stata barattata anche per vantaggi personali. L’indagine parla di vere e proprie mance illegali. Un complice ha spedito a casa di Morens casse di vino pregiato per ringraziarlo dei suoi “imbrogli dietro le quinte”. Per sdebitarsi, il funzionario pubblico avrebbe promesso la pubblicazione di un articolo scientifico su una nota rivista medica per difendere la tesi dell’origine naturale del virus. Sarebbero stati previsti anche pranzi in ristoranti stellati a Parigi, New York e Washington.
È impossibile non collegare questi fatti alla figura del demone Anthony Fauci, capo diretto di Morens per oltre quindici anni, e protetto da una amnistia concessa dal Presidente Joe Biden all’ultimo momento. Per questo Fauci non sarà mai indagato dalla magistratura ordinaria, bloccato dallo scudo politico della Casa Bianca. Ma ora forse qualcuno, alla luce di quanto sta succedendo ai suoi collaboratori, può iniziare a unire i puntini.

Il magnifico rettore dell'università di Jena è uscito dal gruppo
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