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mercoledì 24 giugno 2026

Il falò di confronto

Sarà durissima rivedere gli ex amanti seduti davanti al falò, a discutere e confrontarsi sulle reciproche posizioni. E pensare quanto Amore è scorso fra i due…


Ho da poco partecipato ad una reunion della terza liceo, sezione C. Nella quale ognuno di noi, nascostamente, ha tentato di attirare l’attenzione degli altri con la disperata ostentazione di confidenza, familiarità e convivialità con gli altri presenti. Ecco, immaginate cosa potrebbe succedere se ciò capitasse a un vertice tra capi di Stato e di governo. E capita sempre…
Ci spiace un po’ per la povera Giorgia, che a nostro avviso non ha bravi consiglieri, a partire da chi le organizza il vestiario per incontri importanti. Lo scivolamento progressivo verso la ridicolaggine a noi pare evidente, nella ossessiva rincorsa a voler dimostrare centralità, autorevolezza, rilevanza. Ma soprattutto la nostra Giorgia non ha veramente capito chi ha di fronte, riguardo a Trumpete. Un mostro, un mostro vero, amico dei genocidi, pedofilo, puttaniere, spietato. Che non tollera i deboli e gli adulatori, che schifa al punto di volerli distruggere. Ciò che è esattamente capitato a Giorgia. Che tutto d’un tratto ha visto trasformarsi il suo candidato al Nobel per la pace nel suo peggiore accusatore, vile accusatore.
Insomma, il teatrino della marcia politica occidentale ci ha offerto anche questa litigata fra ex amanti, penosa come le due figure contendenti. I narcisisti come Trump pretendono l’adulazione ma in realtà disprezzano chi gli lecca i piedi. Un paradosso. Più facilmente una persona s’inchina, meno il narcisista la rispetta. I narcisisti alla Trump pretendono poi fedeltà dai leccapiedi, ma non si sentono minimamente in dovere di ricambiare. La fedeltà come la sudditanza, per loro sono debolezze di cui approfittare alla bisogna. Gli altri per loro sono mezzi da sfruttare o ostacoli da abbattere per i loro scopi egoistici. E non solo. Più li assecondi, più pretendono e nel malaugurato caso di un tradimento, apriti cielo. Trump si è sentito tradito dalla Meloni per la questione dello Stretto di Hormuz, pretendeva che gli alleati Nato si precipitassero anche a nuoto a sostenere i suoi deliri bellici ed invece si è beccato un mega dito medio sul faccione. Che l’Italia abbia una Costituzione e sia vincolata da trattati internazionali, Trump non lo sa e non gliene frega nulla. Pretendeva che vassalli e presunte discepole come la Meloni si tuffassero senza esitazioni e il rifiuto l’ha preso come lesa maestà. Anche solo un “no” per un narcisista equivale ad un tradimento che lo manda in bestia perché intacca l’idea grandiosa che ha di sé, il suo fragile e fasullo senso di superiorità.
Riferito a Giorgia, chi si genuflette non può poi stupirsi di essere trattato da inferiore. Domanda finale: come ci si può stupire di venir trattati da sudditi, dopo aver passato anni a comportarsi esattamente come tali? 

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