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domenica 23 marzo 2014

Ancora un rintocco della Martinella

Il blog "La Martinella di Siena" pare molto attento allo svolgimento del dibattito sull'ipotesi di ristrutturazione del Rastrello e torna a parlarne in un post del 18 marzo.
Breve ma intenso.
E che mi lascia la possibilità di iniziare ad esprimere una mia idea sulla questione.



Con il pezzo de La Martinella, mi accomunano molte idee.
Ma sicuramente non l'intento.
Il tentativo di mescolare ancora una volta le enormi potenzialità del progetto con le rinomate malefatte di Mezzaroma - vero motivo a mio avviso dell'articolo in questione - sta diventando davvero esercizio patetico.
Ormai, dopo che si è ripetuto all'inverosimile, la gente ha finalmente capito che una cosa è la gestione - farneticante e dannosa - della società AC Siena da parte della attuale presidenza, un'altra la presentazione di uno studio di fattibilità che porterebbe grande impulso alla nostra città.
Non si riesce ancora a capire questo concetto? Ok, cerco di spiegarmi più praticamente.
Anzitutto, si ribadisce ancora (poi basta, non se ne può più) che il tutto nasce da una legge nazionale, anzi, dalla più importante delle leggi, la Legge di Stabilità, e non dall'iniziativa di un privato che si sveglia la mattina e produce un progetto a caso.
Si ricorda poi che deve essere la società di calcio che alza il dito e dice: scusate, io vorrei usufruire delle possibilità che mi concede la legge e presentare al Comune uno studio che parli della volontà di ristrutturare uno stadio già esistente.
Si sta parlando di una follia? No, di una "occasione unica", che punta ad "attivare risorse private attraverso misure compensative (come la costruzione di strutture commerciali o turistiche, essendo vietata solo l'edilizia residenziale)". Pare che, secondo calcoli di gente che qualcosina di economia ne mastica, "i ricavi extra che stadi nuovi e moderni potrebbero generare superano i 700 milioni" (Il Sole 24 Ore, 16 marzo).
Questo è pertanto ciò che viene espresso da una fonte di informazione mediatica nazionale, professionale e cosciente.
Ma torniamo a La Martinella, che ci vuol tenere a ribadire che, con l'ennesimo deferimento per mancati pagamenti della presidenza, "la credibilità dei proponenti si è ulteriormente incrinata".
Premesso che questo blog, sulla credibilità dei proponenti si è già espresso da tempo, ecco ciò che, riprendendo le premesse de La Martinella, dovrebbe avvenire secondo noi in una realtà politica sana e sveglia.
Il sindaco di una città in grave difficoltà, come lo è Siena dopo il crollo del Babbo, dovrebbe prendersi carico della fattibilità del progetto, imponendo al contempo a Mezzaroma di farsi da parte, in quanto ostacolo agli occhi della persona comune, per l'implementazione dello stesso. Meglio ancora se il "farsi da parte" volesse dire lasciare ad altri la proprietà della Robur, trovando altri ipotetici imprenditori interessati alla società di calcio.
Dopo di che, la politica di Siena dovrebbe farsi carico di spiegare ai cittadini le enormi opportunità della legge e del progetto presentato, sostenendolo di fronte a tutte le categorie interessate. Il contrario quindi di ciò che sta succedendo al momento, dove tale operazione viene effettuata solo da uno sparuto gruppo di tifosi bianconeri, a fronte dell'immobilismo/opposizione dell'intero fronte politico.
Dopo, infine, andare a ritoccare tecnicamente, ove ce ne fosse bisogno, lo studio, migliorandolo e rendendolo ottimizzato per le esigenze reali della città.
In tal caso, saremmo tutti felici e ci scorderemmo delle magagne di Mezzaroma, che sono e restano esclusivo problema (grande) dei tifosi del Siena.
Il progetto è e resta al contrario una opportunità per tutti i cittadini di Siena.
Questo, a mio modestissimo avviso, dovrebbe scrivere La Martinella di Siena, a chiosa del suo ragionamento.
Ma non lo fa...

1 commento:

  1. Se si guarda a chi scrive su quel blog si fatica ben poco a ritrovare gente che ha ENORMI responsabilità su quello che è accaduto a Siena negli ultimi vent'anni. Sono i portavoce degli omini degli orti e come tali vanno considerati: l'importante è insegnare alle nuove generazioni (da 0 anni in su) chi sono questi signori, additandoli per strada con nome cognome a figli e nipoti quali "rovine della città" (il che è molto meno meschino delle liste che questi stessi signori usavano fare negli anni settanta contro chi la pensava in modo diverso).
    P.S. un premio a chi riconosce un redattore del blog in questione sulla copertina di un noto pamphlet ereticale.

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