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martedì 25 agosto 2026

La genesi di Vannacci

Ho letto in questi giorni un lungo ed interessante articolo su Vannacci. Chi è, da dove viene. E dove andrà, se si è vispi a identificarlo.

Febbraio 2023. Roberto Vannacci è un semi sconosciuto addetto militare presso l’ambasciata italiana a Mosca. Non ha ancora detto nulla pubblicamente. Non ha contratti editoriali. Non ha casa editrice. Nessuno sa che sta scrivendo un libro. Eppure qualcuno comincia a modificare la sua pagina Wikipedia con un lavoro metodico: riorganizzazione della struttura biografica, aggiunta di sezioni, standardizzazione dello stile, pulizia narrativa. Sul piano della comunicazione e del marketing, trattasi del lavoro di chi prepara un profilo per la viralità futura. Il bot che agisce si chiama “Hockler73”. Non ha una pagina di discussione attiva. Non interagisce con nessuno. Appare, modifica, scompare.
Agosto 2023. Roberto Vannacci carica il suo libro su Amazon. In un giorno ci sono 100.000 ricerche Google. In una settimana ci sono 93.700 copie vendute. In tre mesi ci sono quasi 900.000 euro di ricavi. Tutto molto strano per una auto pubblicazione.
Tentando di vedere il flusso del denaro, si scopre che il 26 agosto 2023, esattamente una settimana dopo il lancio, qualcuno fonda ufficialmente un’associazione culturale chiamata “Il mondo al contrario” (il nome del libro). Vannacci dice ai giornalisti di non saperne nulla. Ma l’associazione esiste, è registrata e fondata da Fabio Filomeni. E chi è Fabio Filomeni? È un tenente colonnello della Folgore in congedo con 15 anni di carriera nei reparti speciali, un master in antiterrorismo internazionale, un master in security e intelligence. Ma sopratutto ha una storia professionale con Vannacci che dura 25 anni, fra Somalia, Bosnia, Iraq, Yemen. Difficile dire che i due non si conoscano affatto, come sostiene Vannacci. Vannacci è il frontman, ma è Filomeni che, per venti lunghi mesi, organizza tutto il movimento. Fonda l’associazione. Crea le prime cellule territoriali. Raccoglie tesseramenti (30 euro l’uno, e le stime parlano di 12.000 iscritti = 360.000 euro annui). Costruisce una rete di coordinamento che rimane invisibile sui media. Non appare mai sulle TV. Non concede interviste. Non scrive articoli. Rimane dietro le quinte, facendo il suo lavoro di ufficiale: organizzare la struttura, mantenere la catena di comando, assicurare che i comunicati passino dal canale giusto al momento giusto. È il modo di operare della Folgore: ogni elemento sa solo quello che deve sapere. I soldati ricevono ordini, non spiegazioni. La rete funziona per comparti stagni.
Marzo 2025, Filomeni lascia per “divergenze politiche organizzative”. E arriva Massimiliano Simoni, consigliere regionale della Toscana, ex-Lega, ex-sottufficiale della Folgore, massone. Continuità all’interno della Folgore, dove un tassello si rimpiazza con un altro della stessa forma. Simoni diventa il Coordinatore Nazionale di Futuro Nazionale, dando istruzioni ai team territoriali in formazione, gestendo il tesseramento, firmando i contratti con i fornitori. In sintesi, Simone è  il luogotenente che trasforma le intenzioni di Vannacci in azioni concrete.
Dicembre 2025, nasce il “Centro Studi Rinascimento Nazionale”, think tank e forma di legittimazione intellettuale per le posizioni politiche di Vannacci. Il presidente è Luca Sforzini, massone dichiarato da 30 anni, profondo conoscitore di canali finanziari opachi, esperto dei nodi della rete di potere nascosto che collega massoneria, politica, e finanza privata. La sede del Centro Studi è il Castello Sforzini ad Alessandria, proprietà privata di Luca Sforzini, provincia di Alessandria, nel Piemonte. È uno spazio controllato, non pubblico, dove possono incontrarsi persone senza che i media lo sappiano.
Gennaio 2026, nasce “Fondazione Generazione Xa”. Presidente: la moglie di Vannacci, Camelia Mihailescu. Direttore operativo: Massimiliano Simoni. La fondazione privata ha un tariffario di donazioni (Simpatizzante 100 euro, Oro 500 euro, Platino 1.000 euro, Diamante 2.000 euro - 5.000 euro) e può esistere senza bilancio pubblico, dato che una fondazione non ha l’obbligo di trasparenza che ha un partito politico. Le donazioni massime rimangono sempre sotto i 3.000 euro, il limite legale di tracciamento.
Dicembre 2025, nasce il “Centro Studi Rinascimento Nazionale”, che raccoglie donazioni online. Denaro tracciato: zero euro.
Febbraio 2026, nasce Futuro Nazionale come partito politico registrato, con obbligo di trasparenza e pubblicazione dei bilanci. Sono stati dichiarati 316.918,52 euro in 4 mesi (febbraio-giugno 2026), il 26% viene da “Il mondo al contrario” (83.300 euro), il resto da donatori privati. Il sistema di tesseramento di Futuro Nazionale non verifica l’identità di chi versa denaro. Teoricamente chiunque potrebbe versare usando un nome falso.
Febbraio 2026, Il Giornale pubblica un’intervista a Benjamin Harnwell, rappresentante di Steve Bannon, consigliere di Trump, incaricato di sviluppare con e fra movimenti sovranisti europei: “Il generale e io siamo in contatto diretto. Tengo aggiornato Steve Bannon sugli sviluppi di Futuro Nazionale.”
Giugno 2026, il Dipartimento di Stato americano pubblica ufficialmente bandi per finanziare “organizzazioni della società civile europea” che si oppongono alla censura online, che difendono la sovranità nazionale, che promuovono una “filosofia politica, un diritto e un patrimonio di civiltà occidentale comuni”.
Luglio 2026, il Financial Times rivela: “Il Dipartimento di Stato americano finanzia think tank europei allineati con il network MAGA”.
Folgore + massoneria + MAGA: siamo del gatto.


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