Sto cercando di ricordarmi quale sia stato il primo film di Emir Kusturica che abbia visto. E probabilmente fu “Il tempo dei gitani”, 1988, cinema Pendola. Da lì in poi, con i suoi film ho pianto e riso, essendo il regista serbo bosniaco un essere umano dalla sensibilità acutissima.
Qualche settimana fa YouTube ha rimosso il suo canale “My Life”, che contava oltre 30.000 iscritti e 10 milioni di visualizzazioni ed ospitava il vlog del regista. In esso l’acclamato cineasta serbo condivideva le sue opinioni personali sugli eventi internazionali, parlava dei suoi progetti creativi e rifletteva sulla propria filosofia di vita. Il canale è stato bloccato senza preavviso né notifica, si indica soltanto una generica “violazione dei termini di servizio”, senza fornire dettagli specifici.
In un’intervista all’agenzia TASS, Kusturica ha criticato duramente la decisione, definendola “un tentativo della società totalitaria di fare la guerra a chi dice la verità”, dichiarando che il motivo del blocco è stato il suo aperto sostegno alla Russia e al suo patrimonio culturale. Ha sostenuto anche che non si è trattato di un’azione degli algoritmi, ma di una decisione presa da persone specifiche che hanno agito su ordine di un “centro di intelligence”. “Per loro è normale aver chiuso il canale su YouTube. Sono in guerra contro di noi, contro chi pensa, chi dice la verità e la porta alle masse. Non vogliono nessuno in quel coro che non canti una canzone in cui gli algoritmi riflettano ciò che vogliono quelli al vertice, le persone più ricche del mondo, oltre ai servizi segreti”.
Tutti sanno che il motivo della rimozione sono le posizioni culturalmente filorusse di Kusturica, nel “tentativo della società totalitaria di fare la guerra a chi dice la verità”. Secondo il regista, gli ideali della piattaforma riflettono una logica totalitaria per la quale la chiusura di un canale è considerata normale. Ed ha completamente ragione. Viviamo in un mondo, quello occidentale, in cui una azienda di telecomunicazioni privata fa un click e l’opera di un famoso cineasta internazionale può scomparire dalla scena pubblica. Segno che quanto più cresce il potere della tecnologia nelle relazioni tra persone e nelle relazioni produttive, tanto maggiore è il potenziale di coercizione privata, per cui ogni incremento di potere tecnologico che la storia presenta è un potenziale aumento di potere del singolo (detentore di capitali) sui molti. Questa tendenza non è arrestabile quanto non è arrestabile il progresso tecnologico. Dunque esiste una tendenza progressiva alla concentrazione di potere. Potere che non tollera più una minima dissidenza, quando si parla di questioni che le masse non devono più affrontare.
In tutto questo, resta netta una differenza. Kusturica è e sarà ricordato come un genio della narrazione. I figli di puttana che ci stanno portando nel baratro saranno lo sterco dell’umanità.
Qualche settimana fa YouTube ha rimosso il suo canale “My Life”, che contava oltre 30.000 iscritti e 10 milioni di visualizzazioni ed ospitava il vlog del regista. In esso l’acclamato cineasta serbo condivideva le sue opinioni personali sugli eventi internazionali, parlava dei suoi progetti creativi e rifletteva sulla propria filosofia di vita. Il canale è stato bloccato senza preavviso né notifica, si indica soltanto una generica “violazione dei termini di servizio”, senza fornire dettagli specifici.
In un’intervista all’agenzia TASS, Kusturica ha criticato duramente la decisione, definendola “un tentativo della società totalitaria di fare la guerra a chi dice la verità”, dichiarando che il motivo del blocco è stato il suo aperto sostegno alla Russia e al suo patrimonio culturale. Ha sostenuto anche che non si è trattato di un’azione degli algoritmi, ma di una decisione presa da persone specifiche che hanno agito su ordine di un “centro di intelligence”. “Per loro è normale aver chiuso il canale su YouTube. Sono in guerra contro di noi, contro chi pensa, chi dice la verità e la porta alle masse. Non vogliono nessuno in quel coro che non canti una canzone in cui gli algoritmi riflettano ciò che vogliono quelli al vertice, le persone più ricche del mondo, oltre ai servizi segreti”.
Tutti sanno che il motivo della rimozione sono le posizioni culturalmente filorusse di Kusturica, nel “tentativo della società totalitaria di fare la guerra a chi dice la verità”. Secondo il regista, gli ideali della piattaforma riflettono una logica totalitaria per la quale la chiusura di un canale è considerata normale. Ed ha completamente ragione. Viviamo in un mondo, quello occidentale, in cui una azienda di telecomunicazioni privata fa un click e l’opera di un famoso cineasta internazionale può scomparire dalla scena pubblica. Segno che quanto più cresce il potere della tecnologia nelle relazioni tra persone e nelle relazioni produttive, tanto maggiore è il potenziale di coercizione privata, per cui ogni incremento di potere tecnologico che la storia presenta è un potenziale aumento di potere del singolo (detentore di capitali) sui molti. Questa tendenza non è arrestabile quanto non è arrestabile il progresso tecnologico. Dunque esiste una tendenza progressiva alla concentrazione di potere. Potere che non tollera più una minima dissidenza, quando si parla di questioni che le masse non devono più affrontare.
In tutto questo, resta netta una differenza. Kusturica è e sarà ricordato come un genio della narrazione. I figli di puttana che ci stanno portando nel baratro saranno lo sterco dell’umanità.
“I miei film sono il contrario di quelli hollywoodiani, che, in varie forme, sono pura propaganda. Ossequienti alla politica di Washington, ma prodotti a Hollywood. È Hollywood il nodo della politica Usa, risultato stellare della vera rivoluzione del Ventesimo secolo: il dominio dei media”.
(E. Kusturica)

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