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martedì 21 luglio 2026

Nathalie, parti te e tutti quelli che la pensano come te

Nathalie Tocci. Leggiamo insieme il suo curriculum.


Nathalie Tocci è una politologa e editorialista italiana, Professor of Practice alla School of Advanced International Studies. Laureata presso la University di Oxford in scienze politiche nel 1998, nel 1999 ottiene un master alla London School of Economics. In seguito ha completato un dottorato in relazioni internazionali nel 2003.

In precedenza ha lavorato per il Robert Schuman Centre for Advanced Studies dello European University Institute, il Centre for European Policy Studies di Bruxelles e la Transatlantic Academy di Washington. Dal 2006 è direttrice della ricerca per la politica estera europea allo IAI. È consigliere dell’European Council on Foreign Relations. Dal 2012 al 2014 è stata membro del Consiglio di Amministrazione della Università di Trento. Nel 2014 è stata Consigliere per le strategie internazionali del Ministro degli Affari Esteri, Federica Mogherini. Seguendo la carriera della Mogherini, dal 2014 al 2019 Alta rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, ha ricoperto il ruolo di Special Adviser. Attualmente è editorialista dei quotidiani La Stampa e The Guardian ed è stata editorialista per i problemi globali del quotidiano americano di politica Politico.

È Professoressa Onoraria alla Università di Tubinga ed è membro del Board dell’European Policy Centre di Bruxelles. Nel 2006 entra allo IAI di Roma, di cui diventa direttrice dal 2017 al 2026. Dal 2013 al 2020 è stata membro del consiglio di amministrazione di Edison SPA. Dal 2020 è consigliere eletto per conto del Ministero dell’economia e delle finanze nel consiglio di amministrazione di Eni, in qualità di amministratore non esecutivo indipendente.

Insomma, una Brava. Ma Brava Brava.

Ordunque, qualche giorno fa Il 16 luglio 2026, su “The Economist”, cotanta signora ha pubblicato un intervento dal titolo: “Gli europei combatterebbero, se si arrivasse a tanto?”.

Secondo la Tocci, mandare soldati europei in Ucraina prima di un eventuale cessate il fuoco servirebbe poco alla difesa dei nazisti, ma potrebbe aiutare gli europei a sviluppare una mentalità più adatta alla guerra. Cioè… La presenza di militari europei, con tutti i rischi conseguenti (e morti da considerare come sicure), avrebbe per lo più una funzione educativa: avvicinare la guerra alle nostre società, abituare la popolazione alla possibilità del conflitto, renderla psicologicamente più resistente. Quindi, esponendo i militari europei al pericolo, popolazioni considerate troppo tiepide, troppo pacifiste o troppo poco preparate alla guerra sarebbero scosse e poi preparate per la guerra (che ormai, secondo l’Europa) deve arrivare.

Dalle comode sedute dei think tank atlantisti e delle stanze a 20 gradi con l’aria condizionata, la signora teorizza la necessità di portare la realtà più vicino a casa. Casa non sua, ovviamente. E naturalmente a portarla saranno altri, non lei: giovani in uniforme, famiglie in attesa e soldati professionisti trasformati in strumenti per modificare la psicologia collettiva.

Accanto ai mostri genocidi ed agli esaltati bellici, arriva questa proposta mostruosa direttamente dal cuore del più liberal e progressista ambiente europeo. Oramai l’Europa, se vuole sopravvivere alla sua grottesca esistenza, ha individuato una sola via d’uscita: la guerra. Ma i popoli la guerra non la vogliono. Per cui i Bravi ora hanno una funzione, nel loro stato di perenne servitù: tentare di abituarci gradualmente all’idea di combattere e morire. Per i Bravi stessi.

Questo blog riprende l’idea della Tocci e la rilancia. Ottimo che ci siano persone che vanno al fronte in Ucraina per abituarci alla imminente guerra. E queste persone devono essere: Nathalie Tocci e tutta la sua stirpe, iniziando da ciò che ha più caro, il figliolo. E per meglio comprendere ciò che accadrà, speriamo che non sia la Tocci a morire per prima, ma siano proprio i suoi cari. Così si capirebbe meglio tutti.

Nathalie, è arrivata l’ora. Vai e torna vincitrice.



3 commenti:

  1. Questa è nata con la poltrona sotto il culo.
    Chissà chi l'ha introdotta e protetta per avere così tanti incarichi o forse sarà brava per davvero, deve essere così.

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  2. Lei partirebbe anche solo che la colf gli ha spostato gli scarponi da mettere sul terreno e lei non si raccapezza nell'armadio a muro, quindi c'andate voi

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  3. Feccia allo stato puro.
    Non so se sia peggio lei o la perversione del calcio femminile

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