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lunedì 20 luglio 2026

La profanazione del Sacro

Ventisette minuti e mezzo. Tanto è durato lo scempio che ì demoniaci ammerigani hanno “dedicato” al Mondiale di calcio appena finito.


Farsa doveva essere e farsa è stata. Ma c’è stato ancora di più. C’è stata la violazione di un rituale, nell’ottica della distruzione che questo popolo di maiali da decenni ormai infierisce al mondo.

Non bastano più i genocidi, le bombe, i milioni di morti che sono la base della sopravvivenza degli USA. Un impero ormai arrivato alla fine, che alla fine vuole deliberatamente portare tutto e tutti. E quindi può il calcio, lo sport popolare per eccellenza, resistere nei suoi riti sacri a questo tifone distruttivo? Assolutamente no. Assolutamente no.

Fra candaun iniziali e ricorsi pilotati per non fare squalificare uno sconosciuto e semi focomelico calciante ammerigano, siamo arrivati al punto culminante della putrefazione che questo popolo di merda ha svuotato sul calcio: lo sciò nell’intervallo, 27 minuti e 30 secondi di merda vera, fra star di plastica e Piggy la maialina dei Muppets. Che è esattamente la rappresentazione perfettissima di questa sub-cultura che ha avviluppato nel proprio abbraccio mortale un mondo intero, o quasi. E che, incapace di reggere il confronto con la Bellezza di uno sport che vive anche di pause e furbizie, decide di distruggerlo. Come distrugge tutto ciò che non è superficiale.

A quel quasi va il nostro ringraziamento. A chi lotta contro questo tumore che sta devastando il pianeta, anche rispondendo per le rime con missili che speriamo siano sempre più e più efficaci. La iper macchina gonfia di gente di merda, ciccioni, automi, ex esseri umani è ciò che ricorderemo di questo Mondiale, che è come se mai fosse passato. Nel ricordo dei Mondiali, quelli veri, che abbiamo avuto almeno la fortuna di vedere.

Forza Iran.


“Il calcio è l’ultima rappresentazione sacra del nostro tempo. È rito nel fondo, anche se è evasione. Mentre altre rappresentazioni sacre, persino la messa, sono in declino, il calcio è l’unica rimastaci. Il calcio è lo spettacolo che ha sostituito il teatro”.

(P.P. Pasolini, 1970)

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