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sabato 18 luglio 2026

Il Rinascimento senese di Quixote. Capitolo 7

Tutte le mostre potrebbero essere studiate in collaborazione con un esperto di musica (Chigiana? Franci? Siena Jazz?) per accompagnarle con spettacolari atmosfere musicali ad hoc. Ci vorrebbero anche esperti di giochi di luce. Narratori che appaiono all'improvviso in punti prestabiliti. Attori che si avvicinano ai visitatori ed iniziano a spiegare loro le cose come se fossero il nonno o il maestro che racconta con fare sognante.


Ritengo essenziale che gli eventi adottino con il pubblico forme di "comunicazione" incoraggianti ed estremamente interattive. Insomma Mostre ed Eventi che siano ESPERIENZE EMOZIONALI e non solo pura e dotta, ma noiosa, rappresentazione.
In Italia ho visto raramente (mai?) mostre organizzate come SPETTACOLI o AVVENTURE.
Tutto questo avrebbe già una sua collocazione naturale visto che il S.Maria della Scala è probabilmente una delle strutture museali più belle e versatili del mondo. Ma anche la nostra città è un teatro a cielo aperto, vicoli, piazzette e strade che potrebbero essere vivacizzate da musici, poeti e attori itineranti.
Perché non dare agli studenti e professori dell'Istituto d'Arte e della Facoltà di Storia dell'Arte la possibilità di impegnarsi, crescere e lavorare mettendosi alla prova nel contesto museale cittadino? Insomma, utilizzare i senesi o i residenti a Siena per dare impulso alla città e, oltretutto, creando occupazione e professionalità. Troppo rischioso? Si vanno a toccare interessi "altri"?
I giovani artisti non hanno spazi espositivi a Siena. Perché non adibire degli spazi al S.Maria della Scala o del Palazzo delle Papesse proprio a questo scopo? Insomma, dare ai giovani ed alle avanguardie senesi, italiane e straniere degli spazi gratuiti (con ingresso a pagamento) non sarebbe un'idea tanto sciocca. Inoltre potrebbe avvicinare tantissimi giovani artisti forestieri alla nostra città.

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