Il canale youtube di wiatutti!

martedì 28 luglio 2026

Avindra, non ci rompere i coglioni

Tra il 2020 e il 2021, il dottor Avindra Nath, uno dei principali ricercatori dell’istituto neurologico dell’NIH, stava esaminando decine di pazienti che mostravano danni al sistema nervoso periferico e al midollo spinale dopo la somministrazione del vaccino. Ah… NIH = National Institute of Health USA. 



Nath aveva notato un dato fondamentale per la salute pubblica: la diagnosi precoce e la somministrazione tempestiva di cortosteroidei riuscivano a invertire i sintomi neurologici, offrendo una cura concreta a chi stava soffrendo.

Nell’aprile del 2021, il ricercatore inviò la bozza del suo studio al direttore del suo istituto, il dottor Walter Koroshetz. L’analisi raccoglieva i casi di 32 pazienti giunti al suo studio attraverso segnalazioni e presenze del medico in vari podcast scientifici.

Koroshetz decise di inoltrare il documento ai vertici dell’agenzia, tra cui il celebre dottor Anthony Fauci e il direttore generale dell’NIH, il dottor Francis Collins. Nella sua comunicazione, Koroshetz confermava che anche diversi dipendenti dell’istituto, compreso lo stesso Nath, avevano sviluppato tinnito acuto e perdita dell’udito dopo il vaccino. 

Invece di incoraggiare l’approfondimento clinico su una terapia che sembrava funzionare, le reazioni dei vertici furono d’allarme politico e comunicativo. Il direttore Francis Collins definì l’approccio del team di ricerca “molto preoccupante”. A suo avviso, raccogliere casi singoli per costruire uno studio non era un metodo scientificamente valido e avrebbe avuto come unico effetto quello di alimentare la paura sui social media. Il punto più critico fu raggiunto quando il vice direttore dell’NIH, Lawrence Tabak, scrisse in privato a Collins esprimendo sconcerto con una frase diretta: “Non capisco perché Walter non fermi tutto questo”.

Le conseguenze di questo atteggiamento istituzionale si sono riflesse immediatamente sulla vita delle persone malate. Il lavoro del dottor Nath venne rifiutato dal New England Journal of Medicine e non fu mai pubblicato su una rivista scientifica ufficiale revisionata da pari. Lo studio apparve solo nel maggio 2022 sotto forma di pre-print, ossia una pubblicazione preliminare priva di revisione formale, con oltre un anno di ritardo rispetto alle scoperte iniziali. I pazienti seguiti dal team di Nath furono improvvisamente congedati senza ricevere ulteriori spiegazioni o cure.

La storia emerge dai documenti diffusi dall’organizzazione Informed Consent Action Network, un ente incazzoso nato da un gruppo di avvocati vaccinoscettici, che ha deciso di rompere il cazzo a chi ci salva la vita. Secondo sti tizi, pubblicando mail interne al NIH, i vertici dello stesso tesero a ostacolare e insabbiare le ricerche scientifiche sulle reazioni avverse. L’obiettivo dichiarato era evitare che queste notizie potessero alimentare l’esitazione vaccinale nell’opinione pubblica.

Mannaggia a questi avvocati vaccinoscettici… E mannaggia a questo scassacazzi di Avindra Nath, sicuramente un medico no-vax. Del quale vi lasciamo il curriculum.


Nel 2012, Nath ha ricevuto il premio "Pioneer in NeuroVirology" dalla International Society for NeuroVirology (ISNV) in occasione dell'11° Simposio Internazionale di Neurovirologia tenutosi a New York (USA). È stato eletto Fellow dell'American Association for the Advancement of Science. Nel 2023, è stato invitato a tenere la quarta "Sharwaree Gokhale Memorial Lecture" presso l'Indian Institute of Science. Nath è stato incluso nella lista del 2024 della rivista *Time* dedicata alle persone più influenti nel campo della salute ed è stato eletto membro della National Academy of Medicine nel 2024.



Nessun commento:

Posta un commento