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lunedì 27 luglio 2026

Assassini

Non prendere la tachipirina, non fa niente. Anzi, fa danno”. Queste furono le parole del mio Medico, che contattai quando chiappai il coviddi in forma abbastanza seria.
“Porc… Ma se il Ministero dice l’esatto contrario…”.
“Ti spiego. La Tachipirina non è un antivirale, che è quello che ci vuole. Quindi inghiotti tre Brufen al giorno e stai zitto”.
Passano gli anni, i morti e le restrizioni alle nostre libertà (fra gli applausi di milioni di persone) ed ecco che questa semplicissima verità, capita anche da un incompetente come me, è schiaffata in faccia a tutti dalla dottoressa Amato, consulente scelta dall’Ufficio di presidenza della commissione parlamentare d’inchiesta sulla gestione della pandemia Covid, che spiega nel dettaglio appunto come fosse contro ogni evidenza scientifica raccomandare un “antidolorifico e  antipiretico con nessuna o scarsa azione antinfiammatoria, appartenendo infatti ad altra classe di farmaci, che non presenta nessun impatto sulla malattia in quanto né agisce sulla replicazione virale né agisce sulla tempesta citochinica”. Insomma, “sarebbe stato logico considerare l’introduzione precoce di trattamento ad azione antivirale”. Il Brufen di cui sopra. Se a ciò si aggiunge che la Tachipirina riduce il glutatione, un importante antiossidante naturale prodotto dalle cellule, si giunge ad una semplicissima conclusione.
Ovvero che, essendo tali notizie la base del primo esame di medicina, non fosse credibile che ciò fosse fatto per negligenza. Qui ci fu colpa, con preterintenzione. Che provocò una strage. Una strage di Stato. Stop. Chi oggi nega questa evidenza, o è un demente o è un corrotto o è uno che, avendola presa in culo, non vuole ammettere la verità.
Vigile attesa. La Amato dice: “È un atteggiamento che di norma viene assicurato quando le possibilità di guarigione sono notevoli e se sappiamo che la malattia che stiamo affrontando difficilmente evolverà in maniera pericolosa”. Ovvero l’esatto contrario di ciò che tutti abbiamo vissuto, rafforzato dal fatto che l’OMS aveva già dichiarato una emergenza sanitaria pubblica di portata internazionale. O no? Quindi, anche in questo caso, la vigile attesa fu voluta per ammazzare quanta più gente possibile. Stop. Dice la Amato: “Attendere l’aggravamento dei sintomi (wait and see) nei pazienti fragili aumenta il rischio di ospedalizzazione e morte”. Ospedalizzazione e morte. Stop.
Da 1.12.2019 a 27.03.2026 furono scritti 2706 articoli scientifici che riportavano la validità di prove scientifiche di efficacia per malati covid. Ebbene, in Itaglia Speranza ed i suoi assassini non solo non cacarono minimamente queste evidenze, ma anzi operarono all’esatto contrario. Già si sapeva, dice Amato, che per avere meno morti bisognava usare una “implementazione urgente della terapia combinata, ovvero l’uso di più farmaci”.
In conclusione, l’Itaglia “ non ha tenuto conto delle prove scientifiche effettivamente a disposizione nella letteratura scientifica  dando, dunque, delle indicazioni non supportate da prove di efficacia e ponendo quindi a rischio di evoluzione di malattia i pazienti paucisintomatici a domicilio”.



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