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lunedì 1 giugno 2026

Il drone in Romania

Boh, una volta la feccia del mondo (gli USA) era veramente molto più capace nell’andare a disegnare le cosiddette false flag che hanno permesso di fare deflagrare guerre e cambiare il destino della storia dell’umanità. Ora mi pare che ci sia ancora da lavorarci su.



L’incidente del Golfo di Tonchino, quella che doveva diventare l’Operazione Northwoods, la corazzata Maine, la fialetta di antrace di Powell all’Onu e soprattutto la farsa delle Torri gemelle, solo per citare i casi più famosi: queste sono le false flag di cui stiamo parlando. Che ovviamente i più preparati e strutturati confuteranno come teorie complottiste, ma vabbè, ce ne faremo una ragione.
Per fare scoppiare la terza guerra mondiale mondiale che ci porterà via tutti in circa 30 minuti, va studiato qualcosa di più profondo rispetto ai droni russi o presunti tali che cascano in territorio Nato. Prima uno disteso su un pollaio, poi le decine di quelli cascati nei Paesi baltici (forse perché proprio da lì partiti?), ora il drone che si deposita in un palazzo a Galati in Romania. Sulla base di questo circo, i maledetti servi della informazione mainstream hanno fatto il loro sporco lavoro, creando una fase di isteria collettiva poi come sempre disgregata dai fatti. Ma ancora non basta.

Il problema ormai non è più se un drone attraversi un confine, ma chi riesce a imporre la lettura politica dell'evento. E per anni la lettura politica l'ha imposta la Nato, con la complicità entusiasta di politici servili e di un sistema mediatico che sul drone di Galati spalanca gli occhi mentre li teneva invece accuratamente chiusi sui crimini di guerra sistematici su vastissima scala della coalizione Epstein.

Le signore dell’alta borghesia Von der Leyen e Metsola hanno trasformato droni ucraini fuori controllo in prova della minaccia russa. Ma la Russia ha smesso di recitare la parte dell'osservatore paziente. Putin, parlando ai giornalisti, ha fatto una domanda semplicissima, che ha affossato la isterica presa di posizione di una Europa comandata da una massa di dementi pezzi di merda: ma chi cazzo lo conferma che si è trattato di un drone russo? E subito è emersa una ricostruzione del presidente pagliaccio Nicosur Dan, che ci dice che il drone sarebbe arrivato in Romania dopo l’intervento della contraerea ucraina, che ne avrebbe deviato il percorso.

Intanto ogni incidente sul bordo orientale viene caricato di una funzione precisa: spingere il riarmo, allargare il perimetro Nato dentro la politica europea, abituare i cittadini a nuovi costi e nuove rinunce, mentre il dettaglio scomodo - un drone deviato dalla difesa ucraina - viene lasciato raffreddare ai margini. Resta la scena utile: Europa sotto minaccia, Bruxelles indispensabile, Nato inevitabile.

Con questa terza guerra mondiale che deve scoppiare, prima o poi.

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