Infine, la luce torna (potenzialmente) a splendere sul Rastrello. Stadio dei tifosi del Siena calcio, ma - dettaglio che a molti sfugge - stadio di Siena. Di una città. Di una comunità. Di un territorio.
Come in un eterno loop, a partire dalla mattina di lunedì 18 maggio tutta Siena è tornata a parlare di stadio. Merito (o demerito, a seconda dei punti di vista) della Amministrazione comunale, che ha voluto avviare un percorso condividendolo con i propri cittadini. E da quel momento, come è bello che sia, ci sono i pro ed i contro, quelli che schifano tutto e quelli che tutto adorano, gli attendisti e gli entusiasti. Che noi non giudichiamo, essendo tutti mossi da un brivido sentimentale. A noi piace ragionar di logica, come qui sopra sempre capita.
E, di logica, da tifosi bianconeri ma soprattutto da residenti senesi, noi plaudiamo all’avvio del percorso intrapreso. Perché lo stadio di Chernobyl non lo possiamo più vedere, soprattutto per il fatto che spessissimo rappresenta il biglietto di benvenuto del turista, che nella conca parcheggia, ammirando il rampichio dei tubi innocenti (rugginosi) prima di avventurarsi in un labirinto di strade quasi millenarie. Perché questo stadio, così ridotto, non ha più la propria funzione di luogo dedicato allo sport: tribune vecchie, gradini fatiscenti, interni da rifare. Perché uno stadio in queste condizioni rappresenta un costo per tutti, società svedese in primis, ma anche per il Comune e quindi per tutti noi. E perché - e qui parla il tifoso - a noi piange il cuore vedere il Sienone giocare in un luogo che solo pochi anni fa era lo specchio gentile e bello di una città baciata e protetta dall’Unesco.
Quando il Siena è ripartito, lo stadio era sotto sequestro da parte di un mafioso con una marmotta in testa. Ed anche da lì, dal non avere avuto possesso della nostra casa, la ripartenza è stata faticosa ed accidentata. L’avere cioè a disposizione un campo già riqualificato o in procinto di esserlo, potrà garantire un appeal maggiore per tutti quelli che un giorno vorranno appropinquarsi alla nostra gloriosa società. Bene quindi per chi il Siena oggi lo detiene, bene per una Amministrazione comunale.
Ma - e qui sta a mio avviso la parte più importante - il focus sul Rastrello è fatto per allargarsi a cerchi concentrici, investendo un’area gigantesca (22 ettari), che oggi rappresenta il principale punto di ingresso cittadino e che non ha, da anni, alcuna logica, costruttiva, architettonica, di viabilità, ecc. Stiamo parlando di quella zona che va dalla ex Sita alla Lizza, che oramai è un insieme di roba incoerente, che a spizzichi e bocconi sta su ritta con i fili ma che non ha alcun tipo di pensiero organico o strategico. Già, strategico. Dopo anni, si inizia a parlare di strategia, di visione, almeno per una parte del centro storico e zone limitrofe. Una visione che va da oggi ai prossimi 50 anni. Finalmente. E che investe una zona ampia come un terzo del nostro centro storico. Zona che vede appunto al centro il nostro Rastrello. Che può diventare il fulcro intorno al quale si potranno muovere persone, automezzi, idee.
A noi tutto ciò pare molto importante. Ma il lavoro è tutto da fare. Anzitutto nella comunicazione verso la città. Poi verso i tifosi. Assisteremo (sta già succedendo dopo poche ore) a un muro compatto di persone, associazioni, enti, partiti che non accetteranno un futuro sviluppo del progetto, adducendo argomentazioni e scuse che non più di dieci anni fa tentarono di bloccare l’iter del progetto mezzaromiano. Gente che fino a ieri sosteneva che questo tipo di lavori non si possono dare in mano a privati, oggi raccomandano che sono solo i privati che possono sostenere ‘sta roba qua. Molti che invocavano azione da parte della politica, oggi chiederanno di fare attività altrove. Chi rimproverava di non spendere denari pubblici, oggi griderà allo spreco. Lo sappiamo. E anche stavolta, come dieci anni fa, non molleremo.
PS: come vedete, volutamente non ho inserito riferimenti a proprietà svedesi odierne. Perché gli svedesi, al di là delle prime chiacchiere di circostanza, di mettere mano allo stadio non hanno mai avuto voglia (o potuto farlo). Per cui, i nostri discorsi sul Rastrello bypasseranno costantemente una proprietà che mai ha dato l’impressione di volere seriamente mettere mano a smuovere un mattone in loco.

Condivido l'analisi e applaudo anch'io al Comune che, seppur all'interno di un progetto che andrebbe approfondito, comunque si muove laddove nessuno o quasi si era mai mosso prima d'ora.
RispondiEliminaIo però Simone riferimento agli Svedesi lo faccio, lo faccio non perché mi stanno antipatici o altro o pretenda da loro cose che nessuna proprietà in 122 anni della nostra storia ha fatto, ma perché i loro presupposti, a memoria, sono stati fin dall'inizio diversi rispetto a tutte le altre proprietà. E attenzione, la mia non è una critica per non aver voluto essere coinvolti nel progetto Stadio, la mia critica si concentra piuttosto in un'assenza di progettualità (almeno così pare) su un centro sportivo o comunque una struttura funzionale agli allenamenti di tutto il comparto Siena FC.
Vuoi fare femminile ad alti livelli equiparandolo al maschile? Vuoi avere un settore giovanile che prende spunto dal Brommapojkarna in Svezia? Bene, invito tutti a vedere dove si allena questa squadra e tutte le giovanili, senza parlare di tutto quello che poi ruota attorno.
Se l'obiettivo è quello di creare un sistema virtuoso mi pare impossibile che dopo due anni non si siano ancora attrezzati con qualcosa di diverso o comunque di aggiuntivo al Bertoni. Come si può implementare un settore femminile e le giovanili con un solo campo a disposizione, che oltretutto comincia ad avere una decina di anni e ipersfruttato.
Io è qua che batto idealmente i pugni sul tavolo e dico che non va bene.
Se si fossero presentati con premesse diverse dicendo "a noi ci interessa solo della prima squadra" avrei anche potuto capire (ma assolutamente non concordare); ma visto che loro si sono presentati con la prima squadra inseriti in un contesto più ampio che coinvolge altre anime del Club, allora mi devi anche sviluppare tutto un contorno che consenta una crescita di tutti i settori; altrimenti, se spendi poco per la prima squadra, non mi sviluppi le giovanili (perchè tutti ammassati al Bertoni non me li puoi sviluppare come si deve) e non sei interessato alle strutture allora, alla fine dei salmi, ma che sei venuto a fare?
Concordo su tutto. Il mio PS è riferito al fatto che ormai sulla questione stadio non vale più nemmeno la pena di citare gli svedesi, è tempo perso. Come tempo perso, man mano che appunto il tempo passa, è quello riferito alle strutture dei campi di allenamento. In quel caso, si arriverà forse alla ipotesi di fare allenare a grappolo ragazzi e ragazze in un unico campo in sintetico? O più probabilmente si andranno a trovare campi nei comuni limitrofi? Come associazione Millenovecentoquattro abbiamo svolto negli ultimi due anni due convegni mirati, uno riguardante lo stadio e uno riguardante il settore giovanile… il terreno era stato anche preparato… Bisognava essere vispi e ascoltare un po’ di più, probabilmente. Ma chi detiene la proprietà al 100% è giusto che faccia le proprie scelte, con onori ed oneri a carico.
EliminaOttima rappresentazione dell'idea legata al disegnino come è stata già ribattezzata l'immagine mostrata in Comune.
RispondiEliminaIntanto mi piace che si sia arrivati alla "certezza" che lo Stadio del Siena Calcio deve essere lì, al Rastrello.
Avendo già espresso sul Muro dei Tifosi la mia opinione sull'idea rappresentata dal Comune, mi concentro sulle reazioni. Soprattutto su quelle del passato perché rendono chiaro il contesto in cui ci troviamo dove tanti o comunque sempre troppi considerano, a torto secondo me, la Robur e le partite di calcio al Rastrello un problema.
Per questo già nel 2004 e con la serie A ebbero la brillante idea di confinare la Robur all'Arbia e tutti contenti. Parcheggi liberi e commercianti felici.
Giova ricordare le dichiarazioni di chi rappresentava la categoria che mostrava fastidio appunto per le partite di calcio che occupavano tutti i parcheggi con le chiusure di intere zone di San Prospero, etc.
Dimenticando invece il valore economico per il centro storico di tutte quelle persone che prima e dopo la partita affluivano in centro, compresi i tifosi ospiti (migliaia delle volte) che spesso dormivano e mangiavano nelle varie strutture presenti sul territorio.
L'evento a traino dell'economia locale; un elemento cercato e voluto in tutti i posti ma che a Siena molti sembravano osteggiare.
Come lo è oggi le Strade Bianche ed altri potrebbero diventarlo.
Faccio un paragone con due altre realtà toscane.
A La Spezia i commercianti erano imbufaliti per la recente retrocessione in serie C della squadra di calcio.
Ad Arezzo quelli che espongono alla mostra antiquaria ed al mercato che c'è periodicamente già si preoccupano della possibile concomitanza con la partita di calcio tant'è che hanno chiesto alla Lega di evitare partite al sabato alle ore 15,00.
Perché appunto hanno una visione chiara di quanto sia importante anche l'evento calcio per l'immagine ed il ritorno economico sul tessuto cittadino.
Invece a Siena ci fu una sollevazione popolare e politica da parte di sempre troppi cittadini quando fu presentato il progetto di Mezzaroma nel 2014 che invece prevedeva il rifacimento totale del Rastrello.
Troppi spazi commerciali, casino quando ci sono le partite, poi le mamme dell'asilo in Fortezza ma non ricordo il motivo, poi gli scoiattoli, poi....mumble mumble, non ricordo altro.
Ah no, i soldi andrebbero spesi in altri luoghi perché lo Stadio non è che interessa a tutti.
Ora il Comune spende 20 milioni che ha a disposizione tra soldi propri (le nostre tasse, le nostre multe, etc) e finanziamento in banca.
L'investimento si ripaga da sempre grazie al parcheggio e migliora non solo quella parte dello Stadio ma anche tutta quella zona.
Gradinata e Tribuna Coperta si rinnovano con i contributi ricevuti da Stato, UE o altro.
Idem per quei 7 milioni a cui di riferiva l'Assesfore Bianchini che sono destinati alla zona di Fortezza e del parco circostante. Sono fondi non del Comune.
Finalmente una visione per migliorare la città; evitiamo quindi prese di posizione fuori luogo.
C'è la struttura che ripaga il Comune, il parcheggio.
C'è il beneficio per tutti e non solo per i tifosi del Siena.
Evitiamo di mettere i Bastoni fra le ruote, soprattutto da parte di chi si è comportato da sempre come il cane con l'aglio, non lo mangia e non lo fa mangiare.
Avanti con il disegnino.
Ad oggi è un acquerello. Niente di più. Non vuol dire che è merda, ma un progetto è un'altra cosa. Lo aspettiamo.
RispondiEliminaFinalmente qualcosa si muove.... ok siamo a un disegno ma se ne parla almeno.
RispondiEliminaCon tutte le cautele del caso.
Il timore più grande? Che facciano davvero il pacheggio multipiano e la curva ospiti..... e che il resto stia a marcire come adesso.
Un'occasione unica, forse l'ultimo treno che va preso per ristrutturarlo TUTTO il glorioso Rastrello.
Ora più che mai tutti noi tifosi che vogliamo bene alla Robur dobbiamo fare in modo che questo progetto vada avanti e vada avanti bene, su tutta la zona e non un moncherino.
Anche perchè diciamocelo, il rischio è che dalla curva ospiti ci prendano pel culo! ;-)
Beffa delle beffe. Hai detto bene: i tifosi dovranno essere un fulcro della questione.
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