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martedì 19 maggio 2026

Allora i bio-laboratori ammerigani in Ucraina ci sono davvero

“Porre fine alla pericolosa ricerca sul guadagno di funzione che minaccia la salute e il benessere del popolo americano e del mondo”. Chi ha proferito queste parole?


Ma sicuramente il blog terrapiattista Wiatutti. Oppure ha stato Putin. Ebbene no…

Ha stata la direttrice dell’Intelligence nazionale americana Tulsi Gabbard, annunciando un’indagine su oltre 120 laboratori biologici all’estero finanziati dagli Stati Uniti, più di 40 dei quali situati in Ucraina. L’inchiesta, avviata insieme al direttore del NIH Jay Bhattacharya e al segretario alla Salute Robert F. Kennedy Jr., punta a chiarire quali agenti patogeni siano stati studiati, quali programmi siano stati sostenuti con fondi pubblici americani e se siano state condotte ricerche “gain of function”, manipolazioni genetiche capaci di rendere virus e batteri più trasmissibili o letali. Oh, non che ciò sia mai avvenuto, sia chiaro. Soprattutto in relazione al coviddi. Che - ripetete tutti in coro - viene da un pangolino che incula uno zibetto, che a sua volta lo rivoga nel tortello di un pipistrello, il quale è mangiato da un omino sudicio cinese. Oppure inculato da un omino sudicio cinese, non mi ricordo. Ma la sostanza non cambia.

Tornando alla Gabbard: “La pandemia di Covid-19 ha rivelato l’impatto globale catastrofico che la ricerca su agenti patogeni pericolosi nei laboratori biologici può avere”, riaprendo un dossier che collega le indagini sulle origini del coviddi ai laboratori biologici finanziati dagli USA in Ucraina, tornati al centro del dibattito dopo le ammissioni del 2022 della sottosegretaria di Stato Victoria Nuland (che al tempo non bastarono per fare venire qualche sospetto ai soliti scienziati filo-nazisti). Secondo il Dipartimento della Difesa ammerigano (putiniano), gli USA hanno investito circa 200 milioni di dollari dal 2005 in almeno 46 laboratori, centri sanitari e strutture diagnostiche ucraine nell’ambito del Biological Threat Reduction Program, un ramo del programma Cooperative Threat Reduction, nato dopo il crollo dell’URSS per mettere in sicurezza materiali biologici e arsenali ereditati dall’epoca sovietica. Il progetto era coordinato dalla Defense Threat Reduction Agency (DTRA), agenzia del Pentagono specializzata nella riduzione delle minacce non convenzionali. Secondo l’interpretazione ufficiale ammerigana, queste strutture avevano finalità di biosicurezza: monitoraggio sanitario e prevenzione delle epidemie. Putin, invece, ha sostenuto che tali attività costituissero una copertura per programmi biologici militari finanziati dagli Stati Uniti: cattivo! Il tema esplose pubblicamente l’8 marzo 2022, a pochi giorni dall’inizio dell’Operazione Speciale. Durante una audizione al Senato americano, il demonio Nuland confermò l’esistenza di “strutture di ricerca biologica” in Ucraina, dichiarando che Washington era “molto preoccupata” dal rischio che le forze russe potessero prenderne il controllo.
L’11 marzo 2022, anche l’Organizzazione Mondiale della Sanità, nonostante avesse dichiarato di non essere a conoscenza di attività ucraine in violazione della Convenzione sulle armi biologiche, intervenne sulla questione, raccomandando all’Ucraina di distruggere gli eventuali agenti patogeni ad alto rischio custoditi nei laboratori, per evitare fughe biologiche causate dal conflitto. Parallelamente, Mosca accusò apertamente Washington di aver creato in Ucraina una rete di oltre 30 biolaboratori impegnati nello studio di agenti patogeni potenzialmente utilizzabili a fini militari. Il Ministero della Difesa russo diffuse documenti e dossier sostenendo che alcuni programmi riguardassero la raccolta di biomateriali - compresi campioni di sangue di popolazioni slave - e lo studio di virus trasmissibili attraverso gli uccelli migratori e che alcune ricerche fossero indirizzate alla creazione di armi biologiche “etniche”. Incredibile cosa si inventano questi russi, cribbio!

Ovvia, pare quindi che questo blog, ANCHE (scritto grosso) in questo caso avesse visto giusto. E fino a qui, tarabaralla. Arriva ora il finale più gustoso, completamente ammantato di complottismo.

Ordunque, vi ricordate quel pedofilo mangia bambini per cui Trumpete sta per far finire il mondo? Bene… In più di una mail, il mostro scrive a tale Bryan Bishop, esperto di bitcoin; e non solo. Da quanto emerge dalle mail fra Epstein e Bishop, questi condividono il progetto di “Designer babies”, ossia la creazione di bambini in laboratorio che corrispondano a determinati criteri. In questo progetto Bishop individua Epstein come probabile finanziatore. È oramai noto, infatti, l’interesse di Epstein per la creazione di una razza superiore utilizzando il suo DNA. Condividono quindi gli “interessi transumanisti”, ingegneria genetica, clonazione umana, editing embrionale. Ed in una mail del 30 agosto 2018 Bishop scrive ad Epstein del suo laboratorio in Ucraina, laboratorio appunto dedicato allo sviluppo di tali mostruosità.
Tutta roba iper terrapiattista, confutata dai siti di debunker servi del potere. E ora che lo dice il capo dei capi dei Buoni?


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