Sataniao è, fra le altre cose, uno psicopatico. E di sicuro comanda uno Stato psicopatico.
Già. Al di là dei pezzi di merda dei propri governanti, è direttamente Israele una entità psicopatica collettiva. Ed i sionisti sono i vettori di tale malvagia patologia, che promuovono un modo particolare (anti umano) attraverso cui vedono e interagiscono collettivamente con le altre comunità umane.
Anzitutto, cosa è la psicopatia? Una sindrome dei tratti psicologici classificata tra i disturbi della personalità. Il tratto più caratteristico dello psicopatico è la completa assenza di empatia e, di conseguenza, di inibizione morale nel far male agli altri, unita alla sete di potere. La psicopatia condivide anche alcuni tratti con il narcisismo: gli psicopatici hanno una visione grandiosa della propria importanza. Secondo loro hanno diritto a qualsiasi cosa perché si ritengono persone eccezionali. Non sbagliano mai e i fallimenti sono sempre colpa degli altri. La verità non ha alcun valore per lo psicopatico; essa è ciò che fa comodo in un dato momento. È un bugiardo patologico, ma non se ne rende conto. Per lui mentire è così naturale che il problema della sua “sincerità” è quasi irrilevante. Lo psicopatico prova solo emozioni molto superficiali e non ha sentimenti reali per nessuno; ma ha sviluppato una grande capacità di ingannare. Non è in grado di provare empatia, ma impara a simularla. Il suo potere è la straordinaria capacità di fingere, ingannare, intrappolare e catturare. Sebbene sia immune dai sensi di colpa, diventa un maestro nel far sentire in colpa gli altri. Poiché lo psicopatico non è in grado di mettersi nei panni degli altri, non può guardare se stesso in modo critico. Sicuro di avere ragione in ogni circostanza, è sinceramente sorpreso dal rancore delle sue vittime e le punirà per questo.
Torniamo ora a Israele. Gli Ebrei tendono a confondere ebraicità con umanità. Per questo motivo ciò che è buono per gli Ebrei deve necessariamente essere buono per l’umanità. Al contrario, un crimine contro gli Ebrei è un crimine contro l’umanità, un concetto creato nel 1945. Confondere l’ebraicità con l’umanità è un segno di narcisismo collettivo, ma, quando si arriva a considerare i non Ebrei come sub-umani, diventa un segno di psicopatia collettiva. Israele è lo psicopatico fra le nazioni, considerando la sua assoluta presunzione, la disumanizzazione dei palestinesi e la sua straordinaria capacità di mentire e manipolare.
La radice di questa deriva patologica è biblica. La psicopatia collettiva di Israele non è infatti genetica, ma è culturale, si è formata in tempi molto antichi ed è, quindi, radicata nel suo subconscio ancestrale: deriva in ultima analisi da un dio geloso inventato dai Leviti per controllare le tribù affamate che erano partite alla conquista della Palestina circa tremila anni fa. Per nascita, Israele è la nazione di un dio psicopatico. Yahweh, il dio di Israele, è un dio vulcanico, arrabbiato e solitario, che manifesta verso tutti gli altri dei un odio implacabile e finisce per considerarli dei non-dei. Yahweh, essenzialmente un Dio teoclasta, aveva insegnato agli Ebrei il disprezzo per le divinità dei popoli circostanti, dai quali essi dovevano rimanere rigorosamente separati. Yahweh offre solo due strade possibili a Israele: la dominazione sulle altre nazioni, se Israele rispetterà il patto sulla separazione dagli altri popoli, o l’annientamento da parte di queste stesse nazioni, se Israele romperà il patto. Espropriare gli altri o essere espropriati, dominare o essere sterminati: Israele non riesce a pensare oltre questa alternativa.
Il sionismo, ideologia laica, è tuttavia un prodotto dell’Ebraismo, e l’Ebraismo è radicato nella Bibbia ebraica. Ogni Ebreo basa in ultima analisi il suo Ebraismo sulla Bibbia o su ciò che sa della Bibbia. L’Ebraismo è quindi l’interiorizzazione del dio psicopatico. Non fa molta differenza se gli Ebrei definiscono il loro essere Ebrei in termini religiosi o in termini etnici: da un punto di vista religioso, la Bibbia conserva la memoria e l’essenza dell’Alleanza con Dio, mentre, da un punto di vista laico, la Bibbia è la narrazione fondamentale del popolo ebraico e il modello con cui gli Ebrei interpretano tutta la loro storia successiva.
Ecco le prove di questa evidenza. Theodor Herzl, il profeta del sionismo politico, denominò sionismo la sua ideologia, utilizzando il nome biblico di Gerusalemme. Nel 1919 Chaim Weizmann, primo presidente di Israele, dichiarò: “La Bibbia è il nostro mandato”. La Dichiarazione di Fondazione dello Stato di Israele inizia così: “La Terra d’Israele è stato il luogo di nascita del popolo ebraico. Qui si è formata la loro identità spirituale, religiosa e politica. Qui ha raggiunto per la prima volta la condizione di Stato, ha creato valori culturali di importanza nazionale e universale e ha donato al mondo l’eterno Libro dei Libri”. David Ben-Gurion, padre della nazione, aveva una visione biblica del popolo ebraico, dato che disse, nel 1948, che la rinascita di Israele “era equivalsa all’Esodo dall’Egitto, alla conquista del territorio da parte di Giosuè, alla rivolta dei Maccabei”. Ben-Gurion sponsorizzava un corso di studi biblici a casa sua ed era solito ribadire due concetti per caratterizzare il carattere morale dello Stato di Israele e il suo destino e dovere verso se stesso e il mondo: il primo era quello del “popolo eletto”, un termine che deriva dall’alleanza tra Dio e il popolo di Israele; il secondo era l’impegno del popolo ebraico verso i principi di giustizia e pace che lo rendono una “luce per le nazioni”, nello spirito dei profeti. Moshe Dayan, l’eroe militare della Guerra dei Sei Giorni del 1967, aveva giustificato l’annessione dei nuovi territori sulla base della Bibbia. Naftali Bennett, ministro israeliano dell’Istruzione, aveva giustificato con la Bibbia l’annessione della Cisgiordania. Chiudiamo con gli invasati oggi al governo di Israele, con una citazione di Sataniao fatta nel 2015 alla vigilia del Purim, che celebra il lieto fine del Libro di Ester (il massacro di 75.000 uomini, donne e bambini persiani), che evidentemente era un programma per ciò che sta accadendo in questi giorni: “Siamo un popolo antico. Nei nostri quasi 4.000 anni di storia, molti hanno cercato ripetutamente di distruggere il popolo ebraico. Domani sera, in occasione della festa ebraica del Purim, leggeremo il libro di Ester. Leggeremo di un potente viceré persiano di nome Haman, che aveva complottato per distruggere il popolo ebraico circa 2.500 anni fa. Ma una coraggiosa donna ebrea, la regina Ester, aveva smascherato il complotto e dato al popolo ebraico il diritto di difendersi dai suoi nemici. Il complotto era stato sventato. Il nostro popolo era stato salvato. Oggi, il popolo ebraico si trova ad affrontare un altro tentativo di distruzione da parte di un altro potentato persiano”.
Insomma, se Sataniao è uno psicopatico (e lo è), psicopatico è soprattutto lo Stato di Israele. Senza dovere per forza essere o essere considerati antisemiti. E se lo considerate, ci importa una sega.
Già. Al di là dei pezzi di merda dei propri governanti, è direttamente Israele una entità psicopatica collettiva. Ed i sionisti sono i vettori di tale malvagia patologia, che promuovono un modo particolare (anti umano) attraverso cui vedono e interagiscono collettivamente con le altre comunità umane.
Anzitutto, cosa è la psicopatia? Una sindrome dei tratti psicologici classificata tra i disturbi della personalità. Il tratto più caratteristico dello psicopatico è la completa assenza di empatia e, di conseguenza, di inibizione morale nel far male agli altri, unita alla sete di potere. La psicopatia condivide anche alcuni tratti con il narcisismo: gli psicopatici hanno una visione grandiosa della propria importanza. Secondo loro hanno diritto a qualsiasi cosa perché si ritengono persone eccezionali. Non sbagliano mai e i fallimenti sono sempre colpa degli altri. La verità non ha alcun valore per lo psicopatico; essa è ciò che fa comodo in un dato momento. È un bugiardo patologico, ma non se ne rende conto. Per lui mentire è così naturale che il problema della sua “sincerità” è quasi irrilevante. Lo psicopatico prova solo emozioni molto superficiali e non ha sentimenti reali per nessuno; ma ha sviluppato una grande capacità di ingannare. Non è in grado di provare empatia, ma impara a simularla. Il suo potere è la straordinaria capacità di fingere, ingannare, intrappolare e catturare. Sebbene sia immune dai sensi di colpa, diventa un maestro nel far sentire in colpa gli altri. Poiché lo psicopatico non è in grado di mettersi nei panni degli altri, non può guardare se stesso in modo critico. Sicuro di avere ragione in ogni circostanza, è sinceramente sorpreso dal rancore delle sue vittime e le punirà per questo.
Torniamo ora a Israele. Gli Ebrei tendono a confondere ebraicità con umanità. Per questo motivo ciò che è buono per gli Ebrei deve necessariamente essere buono per l’umanità. Al contrario, un crimine contro gli Ebrei è un crimine contro l’umanità, un concetto creato nel 1945. Confondere l’ebraicità con l’umanità è un segno di narcisismo collettivo, ma, quando si arriva a considerare i non Ebrei come sub-umani, diventa un segno di psicopatia collettiva. Israele è lo psicopatico fra le nazioni, considerando la sua assoluta presunzione, la disumanizzazione dei palestinesi e la sua straordinaria capacità di mentire e manipolare.
La radice di questa deriva patologica è biblica. La psicopatia collettiva di Israele non è infatti genetica, ma è culturale, si è formata in tempi molto antichi ed è, quindi, radicata nel suo subconscio ancestrale: deriva in ultima analisi da un dio geloso inventato dai Leviti per controllare le tribù affamate che erano partite alla conquista della Palestina circa tremila anni fa. Per nascita, Israele è la nazione di un dio psicopatico. Yahweh, il dio di Israele, è un dio vulcanico, arrabbiato e solitario, che manifesta verso tutti gli altri dei un odio implacabile e finisce per considerarli dei non-dei. Yahweh, essenzialmente un Dio teoclasta, aveva insegnato agli Ebrei il disprezzo per le divinità dei popoli circostanti, dai quali essi dovevano rimanere rigorosamente separati. Yahweh offre solo due strade possibili a Israele: la dominazione sulle altre nazioni, se Israele rispetterà il patto sulla separazione dagli altri popoli, o l’annientamento da parte di queste stesse nazioni, se Israele romperà il patto. Espropriare gli altri o essere espropriati, dominare o essere sterminati: Israele non riesce a pensare oltre questa alternativa.
Il sionismo, ideologia laica, è tuttavia un prodotto dell’Ebraismo, e l’Ebraismo è radicato nella Bibbia ebraica. Ogni Ebreo basa in ultima analisi il suo Ebraismo sulla Bibbia o su ciò che sa della Bibbia. L’Ebraismo è quindi l’interiorizzazione del dio psicopatico. Non fa molta differenza se gli Ebrei definiscono il loro essere Ebrei in termini religiosi o in termini etnici: da un punto di vista religioso, la Bibbia conserva la memoria e l’essenza dell’Alleanza con Dio, mentre, da un punto di vista laico, la Bibbia è la narrazione fondamentale del popolo ebraico e il modello con cui gli Ebrei interpretano tutta la loro storia successiva.
Ecco le prove di questa evidenza. Theodor Herzl, il profeta del sionismo politico, denominò sionismo la sua ideologia, utilizzando il nome biblico di Gerusalemme. Nel 1919 Chaim Weizmann, primo presidente di Israele, dichiarò: “La Bibbia è il nostro mandato”. La Dichiarazione di Fondazione dello Stato di Israele inizia così: “La Terra d’Israele è stato il luogo di nascita del popolo ebraico. Qui si è formata la loro identità spirituale, religiosa e politica. Qui ha raggiunto per la prima volta la condizione di Stato, ha creato valori culturali di importanza nazionale e universale e ha donato al mondo l’eterno Libro dei Libri”. David Ben-Gurion, padre della nazione, aveva una visione biblica del popolo ebraico, dato che disse, nel 1948, che la rinascita di Israele “era equivalsa all’Esodo dall’Egitto, alla conquista del territorio da parte di Giosuè, alla rivolta dei Maccabei”. Ben-Gurion sponsorizzava un corso di studi biblici a casa sua ed era solito ribadire due concetti per caratterizzare il carattere morale dello Stato di Israele e il suo destino e dovere verso se stesso e il mondo: il primo era quello del “popolo eletto”, un termine che deriva dall’alleanza tra Dio e il popolo di Israele; il secondo era l’impegno del popolo ebraico verso i principi di giustizia e pace che lo rendono una “luce per le nazioni”, nello spirito dei profeti. Moshe Dayan, l’eroe militare della Guerra dei Sei Giorni del 1967, aveva giustificato l’annessione dei nuovi territori sulla base della Bibbia. Naftali Bennett, ministro israeliano dell’Istruzione, aveva giustificato con la Bibbia l’annessione della Cisgiordania. Chiudiamo con gli invasati oggi al governo di Israele, con una citazione di Sataniao fatta nel 2015 alla vigilia del Purim, che celebra il lieto fine del Libro di Ester (il massacro di 75.000 uomini, donne e bambini persiani), che evidentemente era un programma per ciò che sta accadendo in questi giorni: “Siamo un popolo antico. Nei nostri quasi 4.000 anni di storia, molti hanno cercato ripetutamente di distruggere il popolo ebraico. Domani sera, in occasione della festa ebraica del Purim, leggeremo il libro di Ester. Leggeremo di un potente viceré persiano di nome Haman, che aveva complottato per distruggere il popolo ebraico circa 2.500 anni fa. Ma una coraggiosa donna ebrea, la regina Ester, aveva smascherato il complotto e dato al popolo ebraico il diritto di difendersi dai suoi nemici. Il complotto era stato sventato. Il nostro popolo era stato salvato. Oggi, il popolo ebraico si trova ad affrontare un altro tentativo di distruzione da parte di un altro potentato persiano”.
Insomma, se Sataniao è uno psicopatico (e lo è), psicopatico è soprattutto lo Stato di Israele. Senza dovere per forza essere o essere considerati antisemiti. E se lo considerate, ci importa una sega.
“Distruggerete completamente tutti i luoghi, dove le nazioni che state per scacciare servono i loro dèi: sugli alti monti, sui colli e sotto ogni albero verde. Demolirete i loro altari, spezzerete le loro stele, taglierete i loro pali sacri, brucerete nel fuoco le statue dei loro dèi e cancellerete il loro nome da quei luoghi” (Deuteronomio 12, 2-3)

Io sono per calenda
RispondiEliminaEri per Trump che portava la pace nel mondo. Ora passi a un corrotto pariolino. Sempre scelte oculate
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