Fondata da Thiel nel 2003, Palantir è una società con sede a Denver di analisi di dati utilizzata da agenzie governative come CIA e FBI ma anche da grandi aziende, come Airbus. Il nome deriva dai palantiri, le “pietre veggenti” della saga del Signore degli Anelli. Nel 2025 ha fornito alla Nato un sistema di analisi tramite AI per le operazioni militari in Ucraina. La società fornisce strumenti di analisi dei dati tanto a imprese private quanto ad agenzie di intelligence, come la Cia, apparati militari e forze di polizia. La sua visione nasce da un intreccio di correnti di pensiero contraddittorie, che andiamo a vedere.
L’operato di Palantir è il prodotto di una visione del mondo complessa e, a prima vista, contraddittoria, radicata in correnti di pensiero diverse che Thiel ha fatto sue.
La filosofia mimetica di Rene’ Girard.
Il primo pilastro ideologico di Thiel si è formato a Stanford, dove, da studente di filosofia, rimase folgorato dagli insegnamenti del filosofo francese René Girard. La teoria centrale di Girard è quella del desiderio mimetico: gli esseri umani sono fondamentalmente imitativi. Non desideriamo le cose per il loro valore intrinseco, ma perché le desiderano gli altri. Questo meccanismo, apparentemente innocuo, è per Girard la radice di ogni conflitto. Quando due o più individui desiderano la stessa cosa, diventano rivali. Questa rivalità mimetica si diffonde a macchia d’olio, minacciando di far collassare la società in una violenza caotica. Per sopravvivere, le società hanno sviluppato un meccanismo di salvezza: il capro espiatorio. La comunità, inconsciamente, canalizza la sua violenza collettiva verso un singolo individuo o gruppo, incolpandolo dei propri mali. La sua espulsione o linciaggio riporta temporaneamente la pace. Thiel ha assorbito questa visione pessimistica della natura umana e l’ha applicata al mondo degli affari e della tecnologia. Se la competizione (rivalità mimetica) è intrinsecamente violenta e distruttiva, allora la strategia vincente è evitarla del tutto. La tesi di Thiel è che le startup non dovrebbero cercare di competere in mercati affollati, ma dovrebbero creare prodotti unici per raggiungere una posizione di monopolio. Il monopolio, per Thiel, non è avidità; è la fuga dalla violenza mimetica del mercato. Questa lente girardiana ha informato i suoi investimenti più riusciti. È stato il primo investitore esterno di Facebook, intuendo che la piattaforma di Mark Zuckerberg sarebbe diventata la più potente macchina del desiderio mimetico mai creata. Come Thiel avrebbe spiegato, “chi possiede una macchina per creare desiderio, possiede il mondo”. Il pulsante “Mi piace” è diventato il volano di questa mimesi globale.
La profezia anarchico-capitalista de “L’individuo sovrano”
Se Girard ha fornito a Thiel una diagnosi della condizione umana, il libro The “Sovereign Individual” (1997) di James Dale Davidson e William Rees-Mogg gli ha fornito una profezia sul futuro. Considerato una sorta di bibbia radicale nella Silicon Valley, il testo profetizza il crollo imminente dello stato-nazione. Secondo gli autori, l’era industriale, che ha concentrato il potere nelle mani dei governi attraverso la tassazione e il controllo territoriale, sta finendo. La rivoluzione digitale e la microelaborazione stanno “riducendo il rendimento della violenza”. Il capitale, ora digitale e mobile (pensiamo alle criptovalute), può sfuggire alla tassazione. Gli individui di talento - gli “Individui Sovrani” - non saranno più legati alla geografia o alla cittadinanza. Opereranno nel cyberspazio, un “paradiso fiscale nel cielo”, accumulando ricchezze e potere al di fuori di ogni giurisdizione. In questo nuovo Medioevo digitale, lo stato-nazione si dissolverà. La politica democratica diventerà un relitto. I servizi pubblici, inclusa la sicurezza, saranno privatizzati, offerti in concorrenza da entità che assomiglieranno più a corporazioni o bande armate che a governi. Sarà un’era di disuguaglianza estrema: da un lato un’aristocrazia dell’informazione, dall’altro una massa di “talenti medi” inutili e senza supporto.
Il contesto teologico-apocalittico
Se Girard offre la diagnosi e “L’Individuo Sovrano” la profezia, un saggio teologico del 2025, “Viaggi alla fine del mondo”, scritto da Thiel con Sam Wolfe, fornisce la cornice apocalittica definitiva. Pubblicato sulla rivista “First Things”, l’articolo svela il livello più profondo del pensiero di Thiel, legando il progetto tecnologico moderno direttamente alla figura dell’Anticristo. L’analisi parte da Francis Bacon e dalla sua “Nuova Atlantide” (1626). Thiel e Wolfe sostengono che Bacon, sotto la patina di compatibilità cristiana, nascondesse un sogno più oscuro: “abolire Dio” e abolire il caso stesso. La Nuova Atlantide non è una semplice utopia, ma un “grimorio”, una mappa per un “impero globale e tecnocratico”. Il centro di questo impero è la “Casa di Salomone”, un istituto scientifico segreto il cui scopo è “la conoscenza delle cause e dei movimenti segreti delle cose; e l’ampliamento dei confini dell’impero umano, per l’effettuazione di tutte le cose possibili”. Questa missione è sacrilega, poiché solo “con Dio... tutte le cose sono possibili”. In questa lettura, Palantir è la moderna Casa di Salomone. È l’incarnazione del progetto baconiano: un istituto segreto (velato dalla segretezza commerciale e statale) che usa la stregoneria tecnologica per ottenere l’onniscienza (la conoscenza di tutte le cause e movimenti segreti) al fine di effettuare tutte le cose possibili (controllo predittivo, fine del caso, abolizione del rischio). Thiel e Wolfe spingono l’analogia fino alla sua conclusione teologica. Sostengono che l’utopia tecnocratica di Bacon, Bensalem, sia segretamente governata da un personaggio di nome Joabin, che identificano, attraverso indizi testuali, come l’Anticristo biblico. Questo dilemma è aggiornato da Alan Moore in Watchmen, che Thiel e Wolfe citano. L’Anticristo moderno, Ozymandias, usa la tecnologia (un’“invasione aliena” simulata) per creare una minaccia globale, costringendo il mondo ad accettare un governo unico per salvarsi da Armageddon. La domanda di Moore è quella di Thiel: «Ozymandias o guerra nucleare?». La sfida alla democrazia diventa così assoluta. Thiel non ci presenta una scelta tra democrazia e autoritarismo, ma una scelta apocalittica: “Anticristo o Armageddon?”. O il caos (guerra nucleare, collasso climatico, IA fuori controllo) o un regime tecnocratico globale (l’impero di Ozymandias, il Governo Mondiale di One Piece, la Bensalem di Bacon) che ci salva da noi stessi.
Qui emerge la grande contraddizione, o forse la sintesi, di Peter Thiel. Come può l’uomo che profetizza la fine dello stato (L’Individuo Sovrano) essere lo stesso che arma lo stato con Palantir? Come può l’uomo che avverte che la tecnocrazia baconiana è il regno dell’Anticristo essere il suo principale costruttore?
La risposta è che Palantir è lo strumento che unisce queste visioni.
Palantir come Macchina Girardiana
Se la società è sull’orlo della violenza mimetica (Girard), ha bisogno di un meccanismo per gestirla. Nella visione di Girard, era il capro espiatorio. Nella visione di Thiel, è la tecnologia. Palantir è una macchina progettata per identificare e neutralizzare le minacce prima che il caos mimetico esploda. È, in effetti, un sistema di identificazione del capro espiatorio su scala digitale.
Palantir come Strumento di Transizione (e Controllo)
Thiel crede che lo stato stia morendo. Ma la transizione sarà violenta. In questo scenario, Palantir ha una duplice funzione. Da un lato, è uno strumento per l’élite (gli “Individui Sovrani”) per proteggersi durante il crollo. Dall’altro, è il fondamento della nuova struttura di potere. Thiel teme che il progetto baconiano (la scienza moderna) porti inevitabilmente a un regime globale totalizzante. Palantir è la tecnologia che rende possibile tale regime. È la “Casa di Salomone” che offre ai governanti il potere di “effettuare tutte le cose possibili”, un potere quasi divino. Il pericolo che Palantir rappresenta per le democrazie non è quindi solo una questione di privacy. La vera minaccia è ideologica. La democrazia liberale si basa su presupposti che Thiel e le sue ideologie di riferimento rifiutano: crede nel dibatto pubblico, nella sovranità popolare e nell’idea che il conflitto possa essere mediato attraverso processi e istituzioni, non solo represso. La visione del mondo di Palantir, al contrario, vede la società come una massa caotica e mimetica (Girard) che ha bisogno di essere gestita da un’élite cognitiva (Sovereign Individual). Vede la trasparenza come un ostacolo e la sorveglianza totale come una necessità per ottenere “Pace e sicurezza”. Quando le agenzie di polizia o di intelligence adottano Palantir, non stanno solo comprando un software; stanno importando un’ideologia. Stanno abbracciando la visione apocalittica di Thiel, dove l’unica alternativa al collasso totale (Armageddon) è un controllo tecnocratico totale (l’Anticristo). Peter Thiel, quindi, gioca su due tavoli: finanzia le forze (come le criptovalute) che cercano di distruggere lo stato dal di fuori, e arma lo stato (via Palantir) per implementare un sistema di controllo totale dall’interno. In entrambi gli scenari, la democrazia, intesa come autogoverno di cittadini eguali, è la vittima designata.

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