Jay Bhattacharya, direttore del National Institutes of Health e già professore di medicina alla Stanford University è intervenuto in Commissione coviddi qualche settimana fa.
La sua audizione ha smontato, punto per punto, ogni politica, mossa e direttiva intrapresa dal governo italiano durante la crisi sanitaria. Da subito il direttore afferma che “i danni del lockdown sono stati molto peggiori rispetto a quelli del Covid”. Parla apertamente di un aumento di morti come risultato delle politiche di chiusura. “I lockdown non hanno protetto la vita umana”, afferma Bhattacharya.
“Il risultato della nostra meta-analisi arriva alla conclusione che i lockdown hanno avuto poco o nessun effetto sulla mortalità da Covid-19. Hanno invece causato enormi danni, soprattutto sulle parti più povere della popolazione”.
Sono 135 milioni di individui in più al mondo che hanno sofferto la fame, più di 150 milioni di minori sono sprofondati nella povertà, c’è stato un aumento dello sfruttamento sessuale dei bambini, tanti di loro sono stati costretti al lavoro.
Ma il direttore parla anche di mascherine, vaccini e green pass.
“L’evidenza randomizzata non ha dimostrato che l’uso delle mascherine ha rallentato il diffondersi del virus respiratorio e della pandemia. Quindi le mascherine non sono state uno strumento efficace. Si sapeva dall’inizio che all’aria aperta la malattia non si diffondeva”.
“Già nel marzo del ‘21 era chiaro che il vaccino non impedisse l’infezione. Anzi, che l’efficacia del vaccino diminuisse pochi mesi dopo averlo ricevuto”.
“Il fatto che gli individui non vaccinati fossero più pericolosi e potessero diffondere la malattia più facilmente rispetto ai vaccinati non è corretto da un punto di vista scientifico. Entrambe le persone potevano diffondere il patogeno allo stesso modo. Il green pass si è basato su un falso scientifico. Era proprio sbagliato”.
Queste sue affermazioni, fatte ora, così come al tempo, non sono state ascoltate. Anche un professore dal calibro di Jay Bhattacharya non ha ricevuto ascolto.
“Hanno cercato di sminuirci, di censurare, di accuse gravi. Si è voluto reprimere e sopprimere il dibattitto, ma i lockdown non proteggevano la vita. Ho ricevuto minacce di morte, pressioni dalla mia università, tutto sostanzialmente per costringermi al silenzio”.
Se solo si fosse consentito un dibattito scientifico, un discussione onesta, molte sofferenze si sarebbero potute evitare. La lezione da trarre, conclude il professore, è che questi lockdown hanno reso le società più povere. “E società più povere tendendo ad avere un tasso di mortalità più elevato per malattie prevenibili. Questo è il prodotto dei lockdown: società povere e malate“.
Da sottolineare come il direttore abbia dovuto ripetere più volte i concetti espressi, perché la minoranza non sembrava in alcun modo capacitarsene. Ancora oggi, dopo sei anni, la mente sembra restare annebbiata, incapace di processare una realtà che fa troppo male.
L’On. Alfonso Colucci del Movimento 5 stelle domanda: “Direttore non è d’accordo con quanto dichiarato dal premio Nobel Parisi, secondo cui senza lockdown in Italia avremmo avuto 10 volte morti in più nella prima ondata?”.
“Non sono d’accordo. Qui si parla di modelli fasulli, progettati per sovrastimare il risultato positivo dei lockdown, che fosse reale o meno”.
Sempre Colucci poi chiede: “Se è vero che il vaccino non impedisce la trasmissione, ma non è altrettanto vero che diminuisce la carica virale, quindi la gravità della malattia, è questo un elemento di protezione della malattia dalle sue forme più severe ed è quindi in grado di creare una forma di immunità di gregge? Le chiedo un’opinione scientifica”.
“La protezione fornita dall’immunità di gregge diminuiva pochi mesi dopo il vaccino. Abbiamo pochissime evidenze di qualità che i vaccini potessero essere utilizzati per sradicare la malattia. Non avrebbero potuto”.
L’On. Ylenia Zambito del Partito Democratico invece domanda: “Non crede che, ad esempio affermazioni come quella di Trump durante la pandemia, cioè che si poteva usare i disinfettanti per bocca oppure iniettarsi direttamente nelle vene, abbiano contribuito a questo abbassamento della vaccinazione?”.
“Credo che la ragione primaria sia che i governi hanno sopravvaluto i benefici del lockdown. Sono stati dati vaccini contro il Covid anche a bambini piccolissimi e molte persone guardando alle proprie esperienze, si sono resi conto che questa non era una raccomandazione ragionevole e credo che questo abbia
causato una riduzione di fiducia fra pubblico e sistema sanitario”.
Insomma, Bhattacharya è un complottista.

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