E tre. Per l’Itaglia, nella mia giovinezza la squadra più forte al mondo nel giuoco del calcio, i Mondiali di calcio oramai sono una chimera. Nulla di preoccupante, tiferemo Iran (sempre che non lo facciano partecipare i mafiosi del football mondiale) in Nordamerica. Ma qui esiste un solo grande imputato: Gravina.
Il quale Gravina ha già riconfermato che non si dimetterà. Noi speriamo quindi che muoia, ma evidentemente il Signore ha piani strani per chi ci deve lasciare e questa feccia non la vuole accanto a se stesso nell’alto dei cieli.
Tanta discussione sulla qualità dei nostri calcianti. Belli, fisicati, iper tatuati, ricchi, dotati di grandi procuratori e spesso allenati da un nugolo di psicopatici atti alla distruzione delle poche menti pensanti. E quindi anche una povera Bosnia, in uno stadietto da noi denigrato (quando in Itaglia ci sono impianti vomitevoli fermi a 40 anni fa), si presenta con giovanotti tecnici, che puntano l’uomo, di grande personalità e ritmo. E cosa ci incastra il decrepito Gravina?
Qualche mese fa il corrotto ebbe a proferire queste parole: “Purtroppo in 60 giorni non nascerà in Italia un nuovo Mbappe’”. Per dire che non era colpa sua se il Belpaese, una volta stracolmo di gioattori di talento, oggi non vede lontanamente un gambione che sia uno. Già. E perché succede ciò? Sfortuna? Coincidenza astrale? Invasione delle cavallette?
La risposta la ha data il Consiglio di Stato qualche tempo fa, allorché condannò la FIGC (presieduta dal mafioso) “per abuso di posizione dominante nell’organizzazione dei tornei giovanili”. Si, avete letto bene, benissimo. “Escludendo gli Enti di Promozione Sportiva e limitando illecitamente la loro attività nel settore delle competizioni calcistiche amatoriali”, come citava l’Antitrust che aveva fatto causa. Traduciamo? Da anni la FIGC ha ostacolato i bambini ed i ragazzi desiderosi di fare sport impedendo l’organizzazione di partitelle e partite con coetanei dagli 8 ai 18 anni, impossibili da svolgere senza il placet della stessa FIGC. Insomma, la Federazione Gioco Calcio Italiana ha impedito ai ragazzini di giocare liberamente a calcio, se non secondo le regole (ed i soldi) dettate da essa stessa. Gli Enti di Promozione Sportiva non possono svolgere libera attività, la FIGC mafiosa deve controllare e regolamentare (e beccare denari) tutto.
Il Consiglio di Stato, uno dei massimi organi di giudizio nazionali, ha condannato la FIGC a 4,2 milioni di euro di multa. E Gravina è lì, ancora lì, per sempre lì. E noi ai Mondiali non andiamo più, anche perché non abbiamo giovani di talento, come quelli che anni fa nascevano e si sbucciavano i ginocchi nelle strade, esprimendosi liberamente. Non sotto la museruola di vecchi mafiosi, che puntano solo alle stecche che arrivano da un mondo corrotto e marcio.
Però continuiamo a dare la colpa a chi sbaglia i rigori e poi seguitiamo a chiederci, in un loop depensante: ma perché in Itaglia non c’è più un giocatore estroso?
Maaaaah. Boooooh. Ma chissà perché…

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