Stop alla consultazione referendaria, che è stata un successo. Mi pare di avere sentito per la grande affluenza. E poi per chi ha vinto.
Ora, ammetto di non essere molto interessato a glorificare chi abbia vinto. E di cosa nello specifico parlasse il referendum. Eppure lo ho chiesto a molti. Ma al di là dei direttissimi interessati (avvocati, giudici ed affini), nessuno nello specifico mi ha saputo dire, anche con vaghezza, di cosa si stesse discettando.
Eppure i quesiti, sei, vergati sulla scheda elettorale erano semplici ed alla portata di tutti. Come esempio, vi porto subito il quesito 1: “Volete voi che sia abrogata la Legge 24 marzo 1958, n. 195 (Norme sulla costituzione e sul funzionamento del Consiglio superiore della Magistratura), nel testo risultante dalle modificazioni e integrazioni ad esso successivamente apportate, limitatamente alla seguente parte: articolo 25, comma 3, limitatamente alle parole “unitamente ad una lista di magistrati presentatori non inferiore a venticinque e non superiore a cinquanta. I magistrati presentatori non possono presentare più di una candidatura in ciascuno dei collegi di cui al comma 2 dell’articolo 23, né possono candidarsi a loro volta?” Mah, gioco da ragazzi…
Hanno vinto i NO. I quali hanno coscientemente risposto no anche al quesito 2: “Volete voi che sia abrogata la Legge 13 aprile 1988, n. 117 (Risarcimento dei danni cagionati nell’esercizio delle funzioni giudiziarie e responsabilità civile dei magistrati), nel testo risultante dalle modificazioni e integrazioni ad essa successivamente apportate, limitatamente alle seguenti parti: art. 2, comma 1, limitatamente alle parole “contro lo Stato”; art. 4, comma 2, limitatamente alle parole “contro lo Stato”; art. 6, comma 1, limitatamente alle parole “non può essere chiamato in causa ma”; art. 16, comma 4, limitatamente alle parole “in sede di rivalsa,”; art. 16, comma 5, limitatamente alle parole “di rivalsa ai sensi dell’articolo 8?”.
Non continuo, per manifesta superiorità. Referendum politico doveva essere e referendum politico è stato. Con milioni di persone fiondatesi alle urne solo perché altri lo avevano imposto/suggerito. I sinistri hanno votato NO perché così hanno detto loro CGIL, Magistratura Democratica, PD e e M5Stelle. I destri hanno votato SÌ perché Giorgia ed i servi del sionismo considerano la magistratura una roccaforte della sinistra da espugnare. Il voto è stato palesemente strumentalizzato dai contrapposti schieramenti politici, prima e dopo. Questo dato dimostra ancora una volta come per l'italiano medio la politica, al pari del calcio, è una questione di tifoseria. Stop.
Ma se voto politico è stato, hanno quindi vinto i sinistri? Assolutamente sì. Ma per una semplicissima ragione. Perché molti votanti destri hanno voluto impartire una lezione alla banda di inetti che ci sta portando verso una guerra termonucleare, in appoggio zerbinato agli invasati pedofili che stanno distruggendo il pianeta. Il grande “Basta” è stato urlato a destra, verso questo governo di fintissimi sovranisti. Dall’altra parte c’è il nulla, il vuoto cosmico. Eppure, pur senza fare un cazzo, i sinistri hanno avuto vita facilissima in questo round.
Leccare il culo ai propri padroni non paga. Peccato che fra poco il mondo finirà, altrimenti sarebbe stato ganzo vedere come andava a finire. Per mera curiosità, sia chiaro. Perché ormai solo ai ritardati, ai nostalgici ed ai bonaccioni non può apparire la verità: che questa gente è assolutamente tutta uguale, schiavi di altri, coloni e servitori di Stati altrui. Destri e sinistri due facce della stessa orribile medaglia.
Alla prossima votazione.
Ah, intanto vi lascio il quesito 3, studiatelo: “ Volete voi che sia abrogato il Decreto Legislativo 27 gennaio 2006, n. 25 (Istituzione del Consiglio direttivo della Corte di cassazione e nuova disciplina dei Consigli giudiziari, a norma dell’articolo 1, comma 1, lettera c) della legge 25 luglio 2005 n. 150), risultante dalle modificazioni e integrazioni successivamente apportate, limitatamente alle seguenti parti: art. 8, comma 1, limitatamente alle parole “esclusivamente” e “relative all’esercizio delle competenze di cui all’articolo 7, comma 1, lettere a)”; art. 16, comma 1, limitatamente alle parole: “esclusivamente” e “relative all’esercizio delle competenze di cui all’articolo 15, comma 1, lettere a), d) ed e)?”.

Analisi perfetta, che condivido totalmente... Applauso.
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