Gasse. Gasse. Dai, diamogli gasse a questa terza guerra mondiale. Oh, poi ci sta che il gasse manchi. Come sta capitando dopo che un Iran arrabbiatello ha colpito con qualche bombetta il Qatar, il quale ha sospeso le forniture di GNL verso diversi Stati, inclusa l’Italia, a causa di danni agli impianti e della dichiarazione di forza maggiore legata al conflitto in Medio Oriente. Si interrompe temporaneamente una delle principali fonti di gasse liquefatto per il sistema energetico italiano. Tutto ok? Mah, analizziamo.
In Itaglia si consumano circa 60-65 miliardi m³ annui di gasse, di cui il 35% circa è la quota GNL. In tutto ciò, il Qatar pesa circa il 10% del totale e fino al 25% del GNL. In questi termini, la perdita stimata è circa 6-7 miliardi di m³ annui.
Al momento gli stoccaggi sono a circa 50%, con una capacità totale di circa 17 miliardi di m³. Per cui nel breve periodo non si registra una carenza fisica di gasse.
Per compensare il Qatar serve un aumento delle forniture alternative del 15%. Che si trova… L’Algeria ha una produzione limitata, l’Azerbaigian è quasi saturo, gli USA disponibili ma con costi più elevati e legati al mercato globale. Insomma, la sostituzione è solo parziale e comporta prezzi più alti.
Gli scenari a breve periodo sono abbastanza tranquillizzanti, con un sistema stabile e stoccaggi a copertura. Nel giro di un anno dovremmo assistere ad un aumento dei prezzi, alla crescita della inflazione e ad un rallentamento economico. E dopo un anno ad una energia stabilmente più cara, con una crescita esponenziale della fragilità del sistema. Insomma, senza gasse non ci si resta, ma il futuro non è per niente roseo.
Cosa significa in soldoni tutto ciò per le nostre tasche? La bolletta del gasse di una famiglia media aumenterà da 200 euro a 500 euro. L’industria energivora avrà un aumento di costi dal 20% al 60%. Nello scenario attuale spenderemo 10-15 miliardi di più all’anno. In uno scenario di tensione di medio termine 20-25 miliardi di più all’anno. In uno scenario di crisi prolungata 30-35 miliardi di più all’anno.
Però tranquilli, non siamo in guerra e l’importante è avere i tappi delle bottiglie di plastica che non si staccano.

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