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mercoledì 11 marzo 2026

AIPAC

“We stand with white Who stand with Israel”. Così declama il sito di AIPAC, American Israel Public Affairs Committee.


A sempre più persone appare manifesto ciò che questo blog (e tanti altri) stanno dicendo da qualche tempo, ovvero che non sono i gangster ammerigani a comandare i nazisionisti ebrei, ma esattamente il contrario. Trumpete, come tantissimi altri suoi colleghi che fanno finta di fare i capi di governo in tutto il mondo (donne comprese) è semplicemente un burattino servo nelle mani del Mossad e di tutto l’apparato di potere sionista. Di cui AIPAC, negli USA, rappresenta uno strumento potentissimo.

La situazione nel 2026 mostra difatti che l’influenza dell’AIPAC non è solo finanziaria, ma agisce come un vero e proprio “pivot” nelle decisioni strategiche degli Stati Uniti, specialmente in un momento di estrema tensione mediorientale. Concretamente, è molto importante il supporto agli aiuti militari nell’approvazione del National Defense Authorization Act (NDAA) per l’anno fiscale 2026. Il Congresso ha autorizzato 500 milioni di dollari specificamente per la difesa missilistica israeliana (Iron Dome, David’s Sling e Arrow), quindi 35 milioni di dollari per la cooperazione su IA, cybersicurezza e robotica. In questo giro di denaro AIPAC monitora i voti e “incentiva” i parlamentari che sostengono questi pacchetti e chi si oppone, come accaduto a esponenti progressisti nelle primarie del 2024, si trova spesso a fronteggiare campagne avversarie finanziate con decine di milioni di dollari.

Ovviamente molto rilevante è l’influenza sulla politica verso l’Iran. Dopo gli attacchi incrociati tra Israele, USA e Iran del giugno 2025, l’amministrazione Trump ha adottato una politica di “massima pressione”. L’AIPAC sostiene apertamente la linea dura contro Teheran, influenzando anche i democratici moderati a non ostacolare l’opzione militare. Recentemente, alcuni parlamentari hanno proposto una risoluzione basata sul War Powers Act per impedire al Presidente Trump di intraprendere ulteriori azioni militari contro l’Iran senza l’approvazione del Congresso e tre deputati democratici chiave, che hanno ricevuto complessivamente 1,7 milioni di dollari dall’AIPAC, si sono opposti alla risoluzione, bloccandone di fatto il cammino.

Infine, AIPAC è molto incline alla strategia del dark money per finanziare le elezioni statunitensi, come ad esempio quelle di metà mandato del novembre 2026, per le quali ha già accumulato 100 milioni di dollari. Ma per evitare il “contraccolpo” di immagine (visto che una parte dell’elettorato è critica verso queste influenze), l’AIPAC sta usando una rete di scatole cinesi finanziarie, attraverso le quali questi fondi entrano nelle primarie rendendo difficile per gli elettori distinguere tra sostegno locale e lobby internazionale. Si consideri che nelle elezioni del 2024, il 95-98% dei candidati sostenuti dall’AIPAC ha vinto. Questo crea un effetto di “intimidazione” verso i politici: opporsi alle linee guida dell’AIPAC è diventato, per molti, un suicidio elettorale.

Spero che con questi dati si capisca ora più perché gli USA sono semplici burattini di uno Stato governato da un gruppo di subumani invasati, che sta mettendo a rischio la vita sul nostro pianeta.

2 commenti:

  1. La storia che racconti qui è molto seria e non solo perchè nessuno in realtà può sapere quale sarà l'esito di quest'ultimo conflitto (fine del mondo compresa fra le opzioni possibili), ma perchè ci racconta cosa sono diventate le nostre democrazie. Scusami per quella che sembra una divagazione: alla stesura della nostra Costituzione i padri costituenti, testimoni diretti del recente regime, introducono nell'architettura del nuovo stato una serie di accorgimenti per fare in modo che nessun potere possa concentrarsi di nuovo nelle mani di pochi o peggio di un nuovo dittatore. Nell'epoca contemporanea però la democrazia, lenta e farraginosa, sembra perdere smalto in nome di un'idea di efficientismo che non sopporta regole spesso apostrafate come lacci e lacciuoli e che sembrano intralciare inutilmente il decisore. A mio modo di vedere abbiamo già avuto degli attacchi efficaci contro l'idea che sta dietro all'architettura costituzionale originaria ovvero l'introduzione della legge elettorale maggioritaria, la riduzione del numero di parlamentari e soprattutto una disaffezione indotta alle pratiche della politica diritto di voto in primis. Riduzione dei vincoli, controllo/tacitazione degli organi di informazione, procedure decisionali semplificate non fanno altro che aprire un' autostrada per chi munito di un rilevante potere economico voglia condizionare i processi decisionali della politica. Le democrazie perdono così autorevolezza risultando facili prede per chi, fornito di mezzi di persuasione, voglia condizionarle. Personalmente sono sempre molto diffidente verso chi propone scorciatoie nei processi decisionali, il presidenzialismo americano odierno rappresenta il totem perfetto per ammonire chi fosse tentato ad intraprendere questa via. Buona giornata.

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    1. Esattamente così. Se poi aggiungi che il potere politico è stato letteralmente occupato da servetti di altri poteri (economico, finanziario, ecc), allora si capisce bene come questo svuotamento dall’interno sia stato sostanzialmente effettuato con successo. Per questo - è tanto altro - personalmente a votare non mi ci rivedono.

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