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mercoledì 25 febbraio 2026

Quasi impossibile

“Quasi impossibile l’atto volontario”. Così parlò il medico legale.


Robbi Menghi, questo il nome dell’ennesimo complottista pseudo medico legale che ha proferito questa frase. Stiamo ovviamente parlando del suicidio di David Rossi, per il quale si affastellano ormai questi personaggioni che si fingono medici, carabinieri, periti.

Nello specifico, sto Robbi (evidentemente un nome da complottista), consulente della sedicente commissione parlamentare d’inchiesta, sostiene in una ultima perizia che le ferite sul volto di Rossi sono “compatibili con una pressione del viso e della testa esercitata da terze persone contro la sbarra di sicurezza o il telaio in legno della finestra”, in tal modo osando addirittura ipotizzare che si sia trattato di omicidio.

Ebbene, pare che la perizia abbia rilevato che i segni sul viso di Rossi non siano stati causati dalla caduta avvenuta di spalle, come la logica e la medicina assolutissimamente presuppongono, ma che siano stati dovuti alla violenta compressione contro i fili anti piccione e la sbarra metallica della finestra. Trattasi nello specifico dei tagli sul labbro e sul naso, ferite non statiche ma dovute al dinamismo di una lotta. Pensate che cazzata! Cioè, a Siena sappiamo benissimo che questi segni sono dovuti a una caduta di culo, oppure a una smania di autolesionismo di Rossi, che prima di essersi buttato avrebbe preso il filo e se lo sarebbe barbato nel naso, ovvero avrebbe centrato il perno della finestra in modo involontario. Robbi invece afferma: “Bisogna che Rossi abbia appoggiato il volto volontariamente su qualche oggetto. Quindi lo trovo quasi impossibile”.

Eh… quasi impossibile… non impossibile… carobello. Facile eh fare il medico legale così. Quasi è quasi. Ma chi gliela ha data la laurea a questo?

Quasi… ma via via…

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