E l'impotenza e la frustrazione ci toglie il sonno.
Scusate lo sfogo”.
Analizziamo.
Anzitutto ci dispiace assai che l’artista abbia perso il sonno, poffarbacco.
Inizia poi un discorso, che dura per tutto il post, basato sulla incredulità della realtà dei mostri (quelli che lei sponsorizzava) ben più dura dei film horror. Davvero eh, nel mondo liberal petaloso di Fiorella, queste cose non erano mai apparse.
E dire che c’erano delle persone che lo dicevano. No, non sto parlando io, che sono stato una di quelle persone che lo dicevano. Parla la Principessa. Che accenna a riti, satanismo, massoneria, sacrifici. Tutta roba di quelle persone lì, quelli che lo dicevano. E lo dicevano per avvertire, per incitare alla ricerca, per far crescere consapevolezza nel popolo.
Però, sostiene Fiorella, non è che lei non poteva credere a queste teorie, non voleva. Perché queste teorie erano quelle del complotto e quindi questi complottisti, nel mondo dei liberal come lei, sono dementi, scemotti, strani, inferiori. E quindi, il cervello di un liberal, che deve etichettare tutto il mondo per poter sopravvivere nella illusione di una superiorità intellettuale da film di Muccino, non può dare ragione a un complottista. Come chi è stato distrutto dal vaccino ed ha ben compreso di averlo preso nel culo: non può apertamente dirlo, perché se no il grande cerebroleso è lui ed il furbacchione rischia di essere quello lì che al tempo tentava di avvertirlo del pericolo.
La verità, dice Fiorella, è che esiste un limite di sopportazione per la mente umana, che si rifiuta di credere a certe oscenità. E così, aggiungiamo noi, non fa altro che nasconderle e perpetuarle. E così la Principessa, insieme a tutti i liberal di destra e sinistra, mette un tappo alle ipotesi di indagini alternative e di fatto si rende complice (conscia o no) di quanto accade.
Ma ora la realtà è manifesta, il mondo è in mano a questi ricchi esseri immondi. Ullalaaaaaa che scopertaaaaaa. Che scuppone, cara Fiorella. Ah già, per te magari questi mostri un mese fa erano filantropi che salvavano il mondo, mentre tante persone, che avevano studiato gli eventi, tentavano di far capire che no, la realtà era un’altra. Ma te, cara Fiorella, eri straimpegnata a cambiare le frasi di un collega perché non woke.
Vedi Fiorella, il mondo va in questa maniera sia perché c’è gente come Epstein ed i suoi amichetti, ma soprattutto perché c’è una massa informe di ritardati come te. Ritardati e quindi complici.
Quello che le donne non dicono, 1987
“Cambia il vento ma noi no. E se ci trasformiamo un po’”
Quello che le donne non dicono, 2025
“Cambia il vento ma noi no. E se ci trasformiamo un po’”
Spiegazione di Fiorella: “In quella frase ci vedo una ammissione di debolezza che non trovo appropriata”.

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