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giovedì 15 gennaio 2026

Le strane minacce alla segretaria della commissione

“Credo che per minacciare Silva non siano partiti da Siena, ma da qui vicino. In una banca di Viadana c’era un conto intestato a terzi, ma usato da Salvatore Grande Aracri. E proprio a quella filiale riportava un certificato di deposito il cui numero fu digitato sul cellulare da Rossi la sera in cui morì”.


Così dice il deputato Vinci, presidente della commissione di inchiesta parlamentare sulla morte di David Rossi, riferendosi alle minacce denunciate da Catia Silva, capo della segreteria della stessa commissione. “Si tratta di un fatto grave, anche perché la chiamata anonima ricevuta da Silva risale a prima della svolta dell’attività della Commissione da cui è emerso che non si trattò di suicidio, ma di omicidio. Lei non riceveva minacce da tempo e poi il ruolo di Silva nella Commissione non era mediaticamente noto”.

Silva, in passato consigliere della Lega Nord a Brescello ed in prima linea da anni nelle battaglie pubbliche contro la ‘ndrangheta, un mesetto fa ricevette una scampanellata a casa in orario serale da un uomo presentatosi al citofono e poi dissoltosi nel buio, dicendo: "Morirai". Qualche mese ancora prima aveva ricevuto un messaggio sul telefono che diceva: “Non andate avanti e state attenti". La donna da anni è oggetto di attenzioni da parte della ‘ndrangheta di Brescello, fin dal 2009 quando iniziò a segnalare l’azione della cosca facendo condannare a 6 mesi Salvatore Grande Aracri e Alfonso Diletto, entrambi giudicati anche responsabili di far parte del sodalizio di ‘ndrangheta rispettivamente nei processi Grimilde e Aemilia, oltre a 4 mesi e mezzo Girolamo Rondinelli e Salvatore Frijo.

Perché è nota da anni la grande infiltrazione della mafia nella zona dell’Emilia e della Lombardia. Soprattutto nella zona di Viadana, dove la cosca Grande Aracri si è mischiata alla famiglia Pugliese.

Chiude ancora Vinci: “Se la Commissione d’inchiesta da me presieduta o la Procura di Reggio Emilia, dove sono state sporte le querele da parte di Catia Silva, riescono a scoprire chi ha telefonato e, due mesi dopo, ha suonato al citofono di Catia Silva, si arriva a chi era nella stanza di David Rossi quando è morto”.



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