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giovedì 22 gennaio 2026

Conti e le sue interviste

Oggi tocca a Conti, difensore centrale di destra nella difesa a tre del Siena, fortemente abituato ad appoggiare palla all’indietro.


Interessante la sua intervista da tanti punti di vista.

Partiamo subito dal match perso contro il derelitto Poggibonsi. Conti conferma le parole di Bellazzini, sostenendo che il Siena ha disputato “un grande primo tempo a livello di gioco”. Per cui, come dicevamo ieri, evidentemente lo stato allucinatorio dei nostri tesserati non riguarda solo il Mister, ma anche qualche giocatore. La ragione di questo splendore ci viene finalmente svelata: “Ogni volta che il Poggibonsi provava a pressarci trovavamo l’uomo libero e riuscivamo a mantenere il dominio del gioco”. Eccola qua la conferma di quanto dicevamo: al Siena interessa dominare il gioco, ovvero passarsi palla continuamente, una volta saltato il primo pressing avversario. Tralasciando il fatto che quasi sempre torniamo indietro come il gioco dell’oca, ma questo è un altro discorso. Vero - dice Conti - pericolosi non siamo stati quasi mai (ma che ce frega, aggiungiamo noi) e poi ci sono stati negati due rigori, che francamente ha visto solo lui.

Nel secondo tempo qualcosa nei nostri piani non è andata. Soprattutto - ma guarda un po’ - non è calato il Poggibonsi, ma siamo calati noi. E si sta parlando del Poggibonsi, rammento, ovvero di una modesta squadra di Eccellenza. Siamo calati noi, dal punto di vista fisico. Mah… 

E poi arriviamo al punto più importante dell’intervista, che svela la grande magagna del gioco bellazziniano. Allora, vi ricordate sopra quando Conti dice che si gioca bene quando saltiamo il primo pressing? Bene. Ma se poi a un certo punto l’avversario in pressing non viene più? E se - come tutti ormai fanno - gli altri si mettono in undici fermi come birilli, senza fare un passo in avanti e chiudendo ogni linea di passaggio? Beh, in questo caso il Siena di Bellazzini può stare anche venti anni a passarsi palla fra i difensori, anche in caso di svantaggio. I tifosi impazziscono, ma noi non abbiamo un piano B. Lo conferma Conti: “Gli avversari sanno che siamo bravi nello stretto e ad entrare dentro al campo, quindi spesso si abbassano e ci aspettano con dieci uomini dietro la linea della palla. Per noi non è facile entrare, soprattutto contro un blocco basso, e forzare la giocata diventa rischioso perché siamo molto offensivi. Io e Zanoni, quando abbiamo il possesso, siamo molto alti e dietro resta l’uno contro uno con Michele [Somma], che le altre squadre cercano di sfruttare con la palla sopra. Per questo non cerchiamo quasi mai di forzare quando abbiamo il pallone”.

Capito? Badate che è semplicissimo. Allora, non avendo altro che un Credo, gli avversari mettono undici giocatori fermi, noi ci scambiamo palla per interi minuti a velocità sotto zero. Non facciamo nessun movimento, non possiamo azzardare un passaggio audace perché se no, come ci intercettano palla, calciano lungo e si giocano l’uno contro uno con il nostro difensore centrale, dato che i cosiddetti braccetti sono saliti per dare palla a mezzo metro all’esterno, che la ripassa indietro bla bla bla.

Oh, ma quanto è facile fare l’allenatore avversario di Bellazzini?



4 commenti:

  1. Si è detto da tempo che è chiaro da leggere il gioco di Bellazzini, basta saper aspettare e non infilarsi nella trappola che lui prova a tendere; e così fanno tutti o quasi.
    In merito al rigore io negli highlights ne ho visto uno solare su Andolfi che è stato abbracciato e buttato giù su un calcio d'angolo.
    Uguale a quello che ci dette l'arbitro in casa con l'Orvietana, forse pure più evidente, ma l'arbitro ha fatto finta di nulla.
    Questo per dire le cose come stanno.
    Poi sulle idee e interviste di Bellazzini e del suo primo uomo di fiducia non mi aspettavo nulla di diverso.
    Dare be interessante sentire cosa ne pensano altri giocatori magari dopo averlo buttato fuori il mister; io dico che ne sentiremmo di ogni tipo in merito al gioco che gli impone.
    Ma perché uno come Vari, Noccioli, Nardi, etc pensate non riuscirebbero a creare pericoli grazie alla tecnica di cui dispongono.

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  2. Intanto un Giacomini Boyzzz è andato, mancherebbe un altro...

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