Maurizio Sarri ha vinto scudetti in Itaglia e competizioni internazionali all’estero. Partito da Cavriglia, con umiltà e fatica ha saputo scalare le vette del calcio mondiale. Domenica, dopo averne prese tre dal Como, è andato in tribuna stampa e si è scusato con la tifoseria laziale.
Questo è Sarri.
Poi arriva Bellazzini.
Che, dopo che la sia squadra ha perso (dopo 38 anni, io c’ero) con i cugini del Poggibonsi, si è seduto per l’intervista post match e non solo non si è minimamente scusato con i 400 dementi arrivati da Siena (io c’ero), ma anzi ha rincarato la dose ponendo il proprio ego al centro di un mondo - il suo - che sarebbe importante che qualcuno in società smontasse. Definitivamente.
Ho riascoltato l’intervista di Bellazzini più volte. E vi dico che ogni volta mi ha procurato un certo fastidio. Sia perché delle scuse di cui sopra non si vede traccia, sia perché si coglie pesantemente l’idea che il nostro Mister sia fortemente disancorato dalla realtà. E questo secondo noi è assai pericoloso.
Solo lui difatti ha visto un Siena “straordinario” nel primo tempo, su un campo “al limite del praticabile”(?). Ora, tutto il mondo ha ben visto che nel primo tempo il Siena, tranne una decina di minuti in cui ha alzato l’intensità del gioco, è stato noioso e prevedibile, davanti ad un modestissimo Poggibonsi, ultimo in classifica con soli 10 punti e soprattutto con una caterva di reti subite. Ed il campo al limite del praticabile (?) esisteva anche per gli avversari; ed en passant, si trattava di un campo gibboso, come spesso se ne trovano in inverno in serie D. Il gioco del primo tempo, secondo Bellazzini, è stato di alto livello, come sa “chi è dentro il campo”, ovvero come sanno i giocatori. Si, noi non sappiamo se i giocatori siano d’accordo, ma ci importa poco, dato che le 400 persone accorse hanno pagato un biglietto per vedere un colpo di testa contro l’ultima in classifica. E del giudizio degli addetti al lavori, che magari si fanno le seghe quando vedono che abbiamo l’80% del possesso palla, ci importa ormai veramente poco.
Continuando con l’analisi della intervista, al di là delle risposte stizzite ad ogni domanda minimamente più ficcante dei giornalisti, balza agli occhi la frase sulla mancanza di motivazione della squadra arrivata questo punto del campionato senza un obiettivo da raggiungere. Ordunque, a parte che fino a pochi giorni fa mi pareva di avere sentito che l’obiettivo a questo punto fossero i pleiof, domando: ma non è proprio l’allenatore che deve dare la corretta motivazione ai giocatori? Immagino che lo stipendio di Bellazzini, poco o tanto che sia, preveda anche questa parte motivazionale, oltre all’insegnamento del giro palla fra i difensori…
Incredibile la parte del presunto intervento sulla gestione tattica, con i cambi effettuati in massa per cambiare la tendenza del match. Ok, peccato che i cambi sono arrivati a dieci minuti dalla fine e peccato che gente come Nardi, Lipari e Ciofi (tutti in grado di poter inventare qualcosa dal nulla) siano entrati appunto all’80esimo minuto di una squallida partita contro l’ultima in classifica.
Ora, Bellazzini ovviamente fa il suo. Nel senso che allena, butta sangue e sudore sul suo lavoro, lo fa in silenzio. Tutte cose che apprezziamo. Ma il nostro Mister non ha alcuna flessibilità, nessun piano B, nessuna dote di autocritica e soprattutto pare avviluppato nel suo mondo, in cui contano i suoi numeri e non le reti fatte che determinano l’essenza di questo sport. Il contorno è desolante. Il Ds che lo ha scelto non appare quasi mai a schermarlo da queste figurette in intervista. La società è lontana ed apparentemente avulsa dal contesto, incapace o disinteressata a fare/dire qualcosa pubblicamente che possa tutelare i propri interessi. Noi subiamo delusioni continue, vivendo in questo perenne limbo in cui la luce in fondo al tunnel non pare arrivare mai.
Domanda. Ma per quanto una situazione del genere può andare avanti? Beh, non crediamo ancora per molto.

"Sia perché delle scuse di cui sopra non si vede traccia, sia perché si coglie pesantemente l’idea che il nostro Mister sia fortemente disancorato dalla realtà. E questo secondo noi è assai pericoloso."
RispondiEliminaUn personaggio così è talmente pieno di sé che al massimo dirà che gli interpreti non hanno compreso il suo credo e quindi sbagliano. Ed è ciò che ogni volta dice quando le cose non vanno bene.
A me però ora questo aspetto non mi interessa più perché penso alla Robur e ritengo che con Bellazzini non ci sia futuro.
Si rischia di arrivare a fine stagione e di smontare una squadra a mio avviso valida e che con qualche aggiustamento/miglioramento potrebbe competere in alto quando il problema è il pilota.
Vedrai quanta gente chiederà di andare via se resta lui come ha già fatto Menghi.
A questo punto quindi dobbiamo agire per mandarlo via.
Ai tempi della serie A siamo andati insieme al campo di allenamento dopo che Simoni ci dette dei panettieri, ricordi Almuta?
Così come te affrontasti di petto il fissato di Giampaolo dopo l'ennesima prestazione mediocre; e si trattava di gente con un bagaglio di esperienza di un certo livello.
Non c'è bisogno di atti violenti ci mancherebbe ma presentarsi al campo di allenamento ed esprimere il proprio dissenso verso questo personaggio credo sia ancora consentito così come farlo la domenica alo stadio. È così difficile?
Nessuno chiede Dal Canto, togliere questo elemento pericoloso e ridare fiducia e serenità alla squadra per valutare poi a fine campionato come intervenire.
Stessa cosa vale per la proprietà che ha definitivamente rotto i coglioni.
Ricordo gente che si fogava alla tribuna d'onore ai tempi di Paganini (ricordo l'episodio del microfono preso da un tifoso) così come contestazioni più recenti a proprietà che perlomeno si comportavano da proprietà.
Il silenzio dell'indifferenza non può essere il nostro futuro.
Piccolissimo "aneddoto". Ieri mi scrive un mio amico che non segue il Siena se non tangenzialmente, riporto letteralmente quello che mi scrive su "WhatsApp": "oh, ho visto l'intervista di Bellazzini, ma so dichiarazioni da manicomio".
RispondiEliminaPer dire che non siamo noi gli strani, che sia fuori dal mondo lui, è un dato di fatto
Ultimamente polemizzo, forse anche troppo, però...sarà possibile che il nostro Presidente per parlare del Siena usi LinkedIn!? Ci sono giornali, sito ufficiale, canali social ufficiali, sarà normale fare un aggiornamento di tutto su LinkedIn?! Non entro nemmeno nel merito di ciò che dice. La forma, ogni tanto, ha la sua importanza
RispondiEliminaIl pesce puzza dalla testa. Non esiste un "problema Bellazzini", perchè pur essendo d'accordo al 100% con quello che leggo, l'unica questione che esiste è il "problema svedesi" ovvero la proprietà ridicola che abbiamo. Oltre agli sbrodolamenti che fanno su Linkedin, per il resto c'è il nulla, lo zero assoluto...... non so se ce la faranno a terminare il campionato, ma di certo se non vendono questi la squadra non la iscrivono il prossimo anno, iniziamo a dire le cose come stanno veramente
RispondiEliminaIniziamo a dirle. Ed a proposito, questi non iscrivono la squadra il prossimo anno… potrei sapere su quali basi scrivi tutto ciò?
EliminaLe basi sono solo le mie umili e fallibili idee, cioè non c'è una singola cosa che questi poracci facciano a modo, ergo mi aspetto il peggio.
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