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giovedì 3 novembre 2022

La psicologia del totalitarismo secondo Desmet

Se seguite questo blog di merda (lo seguite?), vi ricorderete (vi ricordate?) di un articoletto di una settimanella fa, basato sulla modalità di nascita dei totalitarismi. Roba che avrà fatto piacere ai milioni di kapò e di spie che sono cresciute in questi anni in Itaglia, per cui oggi proseguiamo. Oggi si parla di come i totalitarismi prevedano una loro precisa psicologia di sostegno.


Nell'altro articolo ci siamo soffermati, seguendo l'insegnamento della putiniana Hannah Arendt, sulle origini dei regimi totalitari (nazismo e comunismo). Ebbene, si deve sapere che la stessa Arendt, in altri suoi libri, dimostrava come, terminata la seconda guerra mondiale, il rischio di incappare in altri e nuovi regimi dello stesso tipo, basati sul potere di ottusi burocrati tecnocrati (i Bravi, gli Esperti), fosse molto alto. Ebbene sì, cari lettori, il totalitarismo non è un accadimento estemporaneo della storia, ma una deviazione della mente umana, basata sul delirio di onnipotenza di pochi ma anche della formazione di masse che vanno convinte a sostenere determinate tesi su cui il potere poggia.

Arriva in soccorso, per proseguire il nostro ragionamento, un incredibile no-vax, professore belga in psicologia clinica, Mattias Desmet. Prima del 2019 Desmet poteva essere annoverato nella comunità degli scenziati rispettati, da febbraio 2020 è diventato un cretino. Già, perchè Desmet (master in statistica) già a fine marzo 2020 aveva iniziato a scrivere che il coviddi, seguendo i primi dati disponibili, non avrebbe mai mietuto le vittime che altri Esperti stavano indicando. Ma in quel momento c'erano i video della Cina di intere città ridotte in schiavitù (dai su, non eiaculate subito...), poi le bare di Bergamo, quindi le immagini degli infermieri distrutti in corsia (qualcuno metteva anche dei video in cui ballava, ma per disperazione). Insomma, già la neo Scienza aveva preso piede, la scienza si era trasformata in dogma ed ideologia ("Io credo nella scienza"), per cui figuriamoci se c'era spazio per la prima dissidenza.

Eppure qualcuno - anche noi - iniziava a fare domande, a tentare di capire, a verificare dati, numeri, statistiche, immagini. Niente, impossibile ragionare. Perchè, ci spiega Desmet, quando la scienza si trasforma in neo Scienza, la prima vittima è la veridicità ed i falsi scientifici, anche eclatanti, diventano la normalità. E la massa accetta questo cambiamento, lo difende con forza, con violenza. Desmet ci fornisce una spiegazione psicologica a tali processi. La massa, intessa alla Le Bon (studiate...), tende a credere ciecamente in tale narrazione, trovandovi un sostituto al bisogno del religioso e del sacro ormai soppresso. In questa ipotesi di controllo indotto, ogni dato, grafico, statistica falsa di chi viene presentato e percepito come dotato di prestigio scientifico diviene realtà indiscutibile. Gli individui che si sottomettono al dogma scientifico sono quelli più facilmente succubi dello stato totalitario, non distinguendo più fra finzione (pseudo) scientifica e realtà.

Nella nostra epoca tali individui sono molti di più rispetto al passato, vivendo noi in una società artificiale, digitalizzata e disumanizzata, in cui le fobie e le ossessioni sono dilatate ed amplificate da eventi scioccanti, quali ad esempio una pandemia. Ogni volta che nella nostra società si affaccia una nuova causa di ansia, è approntata una sola risposta: maggiore controllo, che porta più ansia, che porta maggior controllo. Tale circolo vizioso porta direttamente a derive totalitariste, che prevedono un controllo ossessivo esercitato dall'autorità, fino alla totale distruzione della integrità psichica e fisica dell'uomo.

Per Desmet, fondamentale è la formazione di massa, un tipo specifico di formazione di gruppo che rende le persone radicalmente cieche di fronte a tutto ciò che va contro ciò in cui il gruppo crede, anche per fatti assurdi. In tale condizione, l'individuo diventa disposto a sacrificare radicalmente l'interesse individuale per il bene della collettività. In più, esso diviene radicalmente intollerante verso le voci dissonanti, fino a poter commettere contro i dissidenti atrocità di vario genere, come se fosse un loro dovere etico. 

La formazione di massa può avere effetti duraturi e portare alla formazione di regimi totalitari se sostenuta  ed alimentata dall'indottrinamento e dalla propaganda diffusi attraverso i mass media. Lo stato totalitario allora controlla non solo lo spazio pubblico e politico (come tutte le dittature), ma anche quello privato, attraverso l'opera di una enorme polizia segreta, ovvero dalla popolazione in preda alla formazione di massa che crede fanaticamente alla narrazione diffusa dalle elites attraverso i mass media.

Se in tutto o in parte ritrovate gli accadimenti degli ultimi due anni, ebbene avete capito e c'è un barlume di speranza. Se invece avete abbandonato la lettura al terzo rigo, sarete ad eiaculare davanti al santino di Burioni. Fate vobis, il nostro destino è comunque di confrontarci, prima o poi.

4 commenti:

  1. Questo blog non è affatto di merda, semplicemente non esiste, è fuffa di gigabytes.
    Non ti seguo Almuta, tuttavia in un dejavù (bug di sistema) il tuo nome ho visto che era cicciolesso.
    Chicco

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    Risposte
    1. Ebbene sì, sono cicciolesso. Al-Mutanabbi

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    2. Sono sicuro, caro Chicco, che mentre scrivevi queste poche righe, hai violentemente eiaculato risolvendo così una vera giornata di merda, una delle tante.
      Felice?
      A volte basta davvero poco... vero?

      Cicciofesso

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    3. Anche a me questo blog non piace affatto.
      Pippo del PD

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