Come spesso facciamo - scusateci, siamo un po' antiquati - prendiamo volentieri come modello alcuni documenti scritti oggettivamente importanti nello studio dei fenomeni descritti, in questo caso il fenomeno del totalitarismo.
Agli inizi del 1900 nasce in Germania una no vax di nome Hannah Arendt. Ebrea, borghese, intellettuale marxista. Scrisse molte cose interessanti, ma il suo capolavoro (immenso, a giudizio di chi scrive) fu "Le origini del totalitarismo", del 1951, che ancora oggi è considerato una delle opere storico-politiche più importanti del Novecento. Da me letto durante gli anni universitari (da buon putiniano che ama capire la genesi e lo sviluppo dei processi ho studiato storia e scienze politiche) di quella università che amava approfondire concetti complessi che oggi non vanno più di moda (oggi si risolve tutto con aggressore-aggredito, buono-cattivo, vax-no/vax, ecc), il libro mi lasciò un segno indelebile, proprio nella comprensione di come si possa arrivare a regimi totalitari quali, secondo la Arendt, furono il nazismo e lo stalinismo.
In altro articolo, qualche settimana fa, mi stupivo di verificare come la catastrofe si stia aprendo sotto i nostri occhi in forma di guerra mondiale fra l'indifferenza della gente, che anzi invoca più distruzione, più armi, più morte. E facevo un collegamento con altre ere pre-belliche, iniziando a comprendere come si stessero sentendo allora le masse di persone schierate pro o contro la guerra. Anche la Arendt partì da un domandone: come è potuto succedere? E partì componendo questo capolavoro, verificando la genesi dei regimi totalitari, individuando i germi che già prima esistevano e che poi deflagarono durante i regimi stessi, per finire poi alla verifica del loro funzionamento.
Un regime totalitario, secondo la Harendt, è quello che mira ad ottenere il dominio permanente di ogni singolo individuo in qualsiasi aspetto della vita.
Nazismo e stalinismo nacquero mobilitando ed organizzando masse di individui provate da congiunture economiche, sociali e politiche eccezionalmente difficili. Se vi viene in mente un periodo di distruzione pandemica e di emergenza bellica ed economica = siete dei putiniani.
Fondamentale nello stato totalitario è il ruolo del capo, infallibile ed al di sopra delle leggi, che tutti sono tenuti a rispettare ed a far rispettare. Se vi viene in mente Mario (e simili) = siete dei putiniani.
Rispetto ad altri tipi di dittature, la violenza non è temporanea, ma continua e terrorizzante, in grado di piegare la volontà dei cittadini verso la volontà della politica e del capo. Il terrore mira a spezzare la volontà individuale per uniformarsi al volere del sistema nella speranza (da parte del soggetto) di essere considerato un cittadino leale e non un nemico interno. Se vi viene in mente un periodo in cui persone sane non punturate sono state scaraventate ai margini della società oppure persone che osano avere un pensiero divergente rispetto a Myrta = siete dei putiniani.
L'individualità deve essere distrutta, l'uomo è considerato come un oggetto, ogni forma di spontaneità deve essere cancellata. Prima che del suo corpo, dell'individuo deve essere distrutta la libertà e la sua umanità. Se vi viene in mente un periodo in cui siete stati rinchiusi in casa senza poter andare a visitare i vostri cari e poi forniti di un lasciapassare basato sul nulla = siete dei putiniani.
Fondamentale è la costruzione di una ideologia totalitaria, basata sul totale distacco dalla realtà dei fatti e dall'esperienza concreta e la tendenza a piegare i dati sensibili secondi i propri principi, con coerenza assoluta e logica ferrea, di modo tale che, quando si presenti una discrepanza fra realtà e visione ideologica, si suppone l'esistenza di complotti da smascherare e punire. Se vi viene in mente un periodo in cui concetti complessi ed empirici (es. scienza) si trasformano in dogma intoccabile = siete dei putiniani.
Gli individui vedono sparire le basi di una vita politica democratica, la loro libera comunicazione, sostituite da paura e sospetto reciproco, che portano alla dissoluzione dei legami effettivi e spesso della propria vita privata. Prevale la solitudine e la percezione di essere costantemente circondati da potenziali nemici. Se vi viene in mente un periodo in cui un nano, un tisico, un maiale un venditore di vaccini e Mario hanno diffuso e favorito violenza psicologica estrema creando la distruzione di soldi legami affettivi = siete dei Putiniani.
Insomma, direi una bella putiniana questa Arendt, no?
"Il suddito ideale del regime totalitario non è il nazista o il comunista convinto, ma l'individuo per il quale la distinzione tra realtà e finzione, tra vero e falso, non esiste più"
(H. Arendt)

Guelfaccio sovrappeso
RispondiEliminadove sei, ti sei arreso?
Le tue rime, che cagate,
sono già dimenticate!
Suka Forte