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venerdì 20 novembre 2015

Quando sarò vecchio

Il bimbo sogna di diventare grande. L’adulto invece ne ha troppa paura.

Quando sarò vecchio, detesterò chiunque mi chiamerà in questo modo. Osserverò la gente con uno sguardo diverso e proverò ad essere meno severo con me stesso e più rigido con gli altri. 
Recinterò il mio mondo ideale allo scopo di proteggere lo spazio faticosamente conquistato negli anni. Non importa se darò l’idea di esser pazzo, perché ad un vecchio tutto sarà permesso. Indosserò occhiali da sole scuri, per proteggermi da sguardi indiscreti. Vivere facendo finta di non capire, sarà fantastico.
Quando sarò vecchio potrò dire la verità a tutti, senza curarmi di essere carino. Smetterò di lavorare per imparare ad annoiarmi e con i soldi della liquidazione acquisterò una grossa berlina tedesca appartenuta ad un ragazzo: guidandola respirerò la sua gioventù. E mi farò aiutare per mettere benzina ai self-service; un pieno mi durerà settimane. 
Da vecchio andrò alle fiere di paese per comprare pezzi di croccante alle mandorle. Non avrò più paura di mangiarlo: dietista e dentista saranno soltanto brutte parole, troppo simili fra di loro. Porterò mio nipote allo stadio e gli racconterò del tempo che fu, parlandogli sempre delle solite cose. Sorriderà di nascosto mentre gli rammenterò ancora di un Siena – Triestina. Eviterò di ricordargli di quando lo andavo a prendere all’asilo e gli cambiavo di nascosto i pantaloni sporchi di terra, per non far arrabbiare sua madre. Mia figlia.
Da vecchio rileggerò i libri letti da ragazzo, per capire se sono cambiato io o sono cambiati loro. Non avrò un cellulare: chi mi vorrà, saprà dove trovarmi. Avrò più pensieri al condizionale che azioni all’indicativo. Curerò 85 piante di olivo, né una di più, né una di meno. E tutti gli anni a novembre assaggerò l’olio nuovo pensando: l’anno scorso era più buono. Porterò la tuta in acetato dentro i calzini di spugna e i mocassini marroni; ma essendo vecchio, sarò perdonato. Andrò a messa tutte le domeniche mattina per scoprire che in chiesa siamo tutti fratelli e fuori tutti figli unici. Capovolgerò le mie giornate e salterò spesso la colazione. Mi raderò la barba tutti i giorni: non per decenza, ma solo perché portarla lunga sarà considerato un crimine contro l’umanità. E utilizzerò lo stesso dopobarba di mio nonno. Se lo produrranno sempre. 
Da vecchio scoprirò che “Gli spari sopra” di Vasco Rossi è una cover di un pezzo degli An Emotional Fish e ascolterò la versione originale negli interminabili e oziosi pomeriggi autunnali, mentre mia moglie canticchierà in cucina. La amerò ancora come il primo giorno. Non avrà più un nome: sarà soltanto “lei”. E accanto a lei mi sentirò ancora come se fosse Natale tutto l’anno. Cammineremo mano nella mano in faccia alla sera, infischiandocene degli sguardi della gente. Faremo tenerezza ai ragazzi e invidia alle ragazze. L’accompagnerò a fare la spesa e l’aspetterò fuori dal parrucchiere con il motore dell’auto acceso. Avremo imparato a ballare la salsa e la domenica pomeriggio torneremo adolescenti, dentro le balere di provincia. Avremo amici da andare a trovare. Porterò ancora la fede a sinistra e forse saremo felici.
Quando sarò vecchio riderò del governo e litigherò con la televisione. Infrangerò la legge, ma saranno soltanto piccoli reati contro il patrimonio. Accatasterò legna da ardere pur non avendo un caminetto e berrò vino rosso con le castagne. Alzerò spesso gli occhi al cielo, convincendomi di saper prevedere la pioggia osservando il colore le nuvole. Saprò riconoscere i venti e mi farà paura la grandine.
Quando sarò vecchio mi laverò le mani dieci volte al giorno e lascerò il cappello sopra al termosifone, per indossarlo caldo prima di uscire. L’estate sarò sempre più torrida e l’inverno sempre più lungo. Ma durante la primavera ci saranno delle splendide giornate. Varrà la pena viverle.
Quando sarò vecchio per il compleanno mi faranno la torta con le candeline a forma di numero e i bambini mi aiuteranno a spengerle. Riceverò in regalo sciarpe e acque di colonia. Ringrazierò tutti educatamente e andremo a mangiare in centro. Sarà divertente.
Quando sarò vecchio andrò ancora vedere la Robur. Ma solo in casa. Occuperò il mio posto e terrò il ritmo dei cori con il tallone del piede destro. Nelle domeniche di gennaio una copertina a quadri mi proteggerà dal freddo e stenderò ancora il Fedelissimo sul seggiolino per non macchiarmi di bianco i pantaloni buoni. Mi alzerò in piedi all’ingresso dei giocatori, mentre lo speaker annuncerà le formazioni. Batterò le mani ad ogni goal fatto e maledirò il destino per ogni rete subita. L’arbitro sarà ancora un nemico venuto da lontano. Durante le partite sgranocchierò semi di zucca salati o succhierò dolci caramelle al rabarbaro, rubate dal mobile di sala. Tornerò a casa felice dopo una vittoria e affranto in seguito ad una sconfitta. E quest’ultime proverò a farmele scivolare addosso. Ma non ci riuscirò.
Quando sarò vecchio mi vorrò ricordare di Siena – Arezzo. E per farlo sfoglierò l’album dei ricordi, leccandomi le dita prima di girare i fogli. Arriverò alla pagina precedente e mi soffermerò un secondo, incerto se proseguire o meno. Da vecchio vorrò poter ricordare che in quei giorni là, piano piano, stavamo tornando grandi.

Siena – Arezzo: per girare tutti insieme quella pagina, scoprire le carte del destino e dare un senso al nostro futuro.

Tutti insieme uniti avanzeremo.



Mirko

4 commenti:

  1. e bravo Mirko ....

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  2. Normalmente ci si aspetterebbe malinconia e nostalgia quando si pensa alla 'vecchiaia'..normalmente. Qui invece la malinconia permea il presente e ci si aspetta la 'felicità' solo negli ultimi anni che precedono la morte. Sentirsi vivi solo prima di morire. Amare,perdonarsi,gustare,oziare e fregarsene di tutto solo in procinto di morte. Ansia,tristezza,si spera la partita lasci un sapore di gran lunga migliore in bocca,perchè se queste sono le premesse,aiuto!! Forza Robur

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  3. Un soliloquio acuto ed allo stesso tempo carico di nostalgia. Bravo

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  4. Bravo Miro ottimo pezzo il tuo...a parte però il fatto di diventare come in foto!
    Di sti tempi oramai ci sta tutto...ma convertito all islam, col turbante in testa e la barba incolta di almeno 5 mesi ancora non mi ci voglio vedere!
    D'altronde di Primo ce ne è uno solo...e basta e avanza:-)

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