Mosso dalla cupa tristezza di un pezzo contro lo studio di fattibilità, pubblicato in forma anonima, in barba a tutte le regole del buon giornalismo, su un noto giornale locale, mi sono ricordato le parole del Sommo Intellettuale del 1974.
I tempi e l'occasione erano totalmente diversi ed assai più drammatici, niente di paragonabile a questa "inezia", che non mi deve sconvolgere più di tanto, perché contestualizzata in un filone di continuità di tale "giornale". Ma tant'è, il richiamo mi è venuto spontaneo.
Io so.
Io so chi ha scritto il pezzo anonimo sul Corriere di Siena.
Io so chi ha deciso di pubblicarlo.
Io so chi ha scientemente distrutto una comunità, prima che una città.
Io so chi ha devastato la natura, chi ha costruito case arroccate sul tufo, chi ha cementificato San Prospero, San Miniato, Vico Alto, i Cappuccini.
Io so chi c'è dietro agli uomini che, strumenti di un Potere assoluto, hanno svuotato una banca.
Io so perché Siena non produce, da tempo, che poche eccellenze e perché queste poche eccellenze, per brillare della loro luce, sono costrette ad andarsene dalla città.
Io so chi non vuole che la gente conosca nuove opportunità di sviluppo e di consapevolezza personale.
Io so tutti questi nomi e so tutti i fatti di cui si sono resi colpevoli.
Io so. Ma non ho prove. Nemmeno indizi.
Io so perché sono un tifoso della Robur, che cerca di seguire tutto ciò che succede, di conoscere tutto ciò che se ne scrive, di immaginare tutto ciò che non si sa o che si tace; che coordina fatti anche lontani, che mette insieme i pezzi disorganizzati e frammentari di un intero coerente quadro politico, che ristabilisce la logica là dove sembrano regnare l'arbitrarietà, la follia e il mistero.
Probabilmente i giornalisti e i politici hanno anche delle prove o, almeno, degli indizi.
Ora il problema è questo: i giornalisti e i politici, pur avendo forse delle prove e certamente degli indizi, non fanno i nomi.
A chi dunque compete fare questi nomi? Evidentemente a chi non solo ha il necessario coraggio, ma, insieme, non è compromesso nella pratica col potere, e, inoltre, non ha, per definizione, niente da perdere: cioè un tifoso della Robur.
"Il coraggio intellettuale della verità e la pratica politica sono due cose inconciliabili in Italia"
P. P. Pasolini

Sostenere una speculazione edilizia enorme a vantaggio di pochissimi soggetti privati, peraltro nazionali ed internazionali (e di qualche solito intrallazzatore locale), pensando che sia un'opera a vantaggio della collettività di Siena, significa non aver capito nulla del pensiero del grande Pierpaolo Pasolini, non aver capito nulla di come gira il mondo, nè di dove si vive.
RispondiEliminaCaro anonimo, anzitutto condivido in toto l'aggettivo "grande" da Lei conferito a Pier Paolo Pasolini.
EliminaPuò darsi che non abbia capito niente del pensiero del Sommo, né di come gira il mondo, né di dove vivo - diciamo allora che ho ampi margini di miglioramento - ma provo a risponderLe sul merito di ciò che Lei scrive.
Come saprà, il Pasolini pensiero è ampio e complesso (a prima vista, poi tutto scorre facile). Nel caso specifico, io ambivo a creare una similitudine fra eventi "tragici" e subdoli, che non avevano chiaro né l'esecutore, nè il mandante. Da una parte le stragi degli anni '70, dall'altra il comunicato anonimo. Capirà bene che si tratta di una comparazione solo di forma, non di sostanza. Tutto qui.
Ciò che Lei scrive, invece, attiene ad altra questione. Che, al momento, non è dato sapere e quindi dibattere, dato che non esiste ancora un progetto su cui ragionare. Nè io, né Lei, pertanto, sappiamo se ci sarà una speculazione edilizia enorme.
Entrambi, sicuramente, speriamo di no.
Saluti
Nel corso dei miei studi ho incontrato Ludovico Zdekauer, docente di storia del diritto della nostra università. Non credo che ai giorni nostri avrebbe approvato la costruzione della cittadella dello sport nei dintorni di Isola d'Arbia. Uno stadio cabriolet poi...mah. Per cercare di capire il presente sarebbe utile conoscere il passato (Borgovecchio perché?).
RispondiEliminaah no, se non approva Zdekauer non mi piace nemmeno a me...però scommetto, anonimo, che ti piaceva lo stadio cesso all'isola, la facoltà di giurisprudenza, il monumento funebre di VIA MAZZINI ecc.
RispondiEliminaCome sarebbe a dire che "non sappiamo se sarà una speculazione"? basta dare un'occhiata allo Studio di fattibilità dell'area stadio presentato una settimana fa. I numeri e le cubature di cemento parlano chiaro. Per Pasolini, basta pensare a ciò che diceva della "FORMA DELLA CITTA":
RispondiEliminahttp://www.youtube.com/watch?v=ccTfrb8NIuM
Bene, vedo che siamo un po' granitici. Forse per davvero, forse per finta, chissà.
EliminaLo studio è modificabile, non è un progetto definitivo.
Indi per cui, come possiamo oggi stabilire se sarà una speculazione edilizia?
Ma è un concetto davvero così difficile da capire?