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venerdì 16 ottobre 2026

Eseguivo gli ordini

“Sulle vaccinazioni c’è diritto di critica, ma noi andiamo avanti con le evidenze scientifiche. Basta ricordare che la poliomielite è stata debellata grazie alle vaccinazioni. Ognuno faccia le scelte che crede, ma vanno messe in evidenza le affermazioni scientifiche. Vaccinandoci salviamo la nostra vita e quella di chi ci sta vicino”. Così parlava il generale Francesco Paolo Figliuolo, al tempo Commissario straordinario per l’emergenza coviddi. Era il 26 luglio 2021.



Passano un po’ di anni, arriviamo al 29 settembre 2026. Il generale va a deporre in commissione parlamentare. “A me nessuno allora disse: guarda che probabilmente la vaccinazione non previene il contagio”. Ci potremmo fermare qui per inquadrare questa macchietta italiota, un omino con la penna nel capo, apparso per decreto Draghi dal nulla a spaccare il cazzo su un argomento che (evidentemente) ignorava allora come ora.

Figliuolo, a propria discolpa, porta l’evidenza dei fatti secondo cui il suo compito era solo di coordinare e completare la campagna vaccinale e richiama il diverso quadro di conoscenze disponibile allora rispetto a quello acquisito successivamente. Insomma, spiega di avere agito sulla base delle conoscenze e delle indicazioni disponibili allora.

Ordunque, al tempo (luglio 2021) i complottisti erano arrivati alla verità già da un po’. Nella lotta contro i ritardati, avevano stravinto la tenzone. Ma non perché erano maghi. No no. Perché si documentavano. Soprattutto da fonti pro vax. 

Ad esempio, un rapporto dell’ISS del marzo 2021 stabiliva che anche i lavoratori vaccinati dovessero continuare a utilizzare dispositivi di protezione, mantenere il distanziamento e osservare le altre precauzioni. La motivazione era esplicita: nessun vaccino garantiva una protezione del 100% e, in quel momento, “non è noto se i vaccini impediscano completamente la trasmissione di SARS-CoV-2”. La stessa cautela compare nei documenti ufficiali sui due principali vaccini a mRNA. Il documento di Comirnaty, Pfizer-BioNTech pubblicato sul sito AIFA affermava che l’impatto della vaccinazione sulla diffusione del SARS-CoV-2 nella popolazione generale non era ancora noto e che non si sapeva fino a che punto le persone vaccinate potessero continuare a trasportare e diffondere il virus. Idem per Moderna. Infine Franco Locatelli, coordinatore del CTS, a marzo 2021 disse: “I vaccini che abbiamo a disposizione danno immunità da malattia, ma non sappiamo compiutamente se danno immunità sterilizzante”.

Insomma, Figliuolo è come minimo un bugiardo, di quelli pesanti. Ma d’altronde fu messo lì proprio per fare questo: obbedire, far obbedire, spargere menzogna.

D’altronde un militare di carriera esegue gli ordini, non fa domande. E in quel momento bisognava eseguire un ordine senza farsi prendere troppo da contrarietà, critiche, evidenze scientifiche e altre cosucce che in una democrazia sono solite accadere: vaccinare tutti, con la forza e senza indugio. A un generale si risponde sìssignore, così come il generale è solito rispondere signorsì ai suoi superiori. Che in quel momento erano il governo di Draghi e Roberto Speranza alla guida del Ministero della Salute. Chiede la deputata Buonguerrieri: “Lei da servitore dello Stato non si è posto il tema delle decisioni che venivano prese?”. La risposta è semplice, candida e quasi innocua come un signorsì: “Quelle erano decisioni della politica e io le eseguivo”. Ecco svelato finalmente in Parlamento il volto della campagna vaccinale: un’operazione politica calata dall’alto, incurante delle evidenze scientifiche, che si è imposta con la forza e l’aiuto dell’esercito, il cui potere, guarda caso, ancora oggi è quello di custodire insindacabilmente il criterio di decisione di chi ha eventualmente diritto ad un indennizzo per danno da vaccino o no.

Ovvero tutto ciò che questo blog (e non solo) sosteneva quando il grottesco generale, da servitore dello Stato, riceveva montagne di soldi per spargere menzogna.


“Siamo pronti a immunizzare casa per casa”

(F. P. Figliuolo, 15.12.2021)

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