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giovedì 22 ottobre 2026

Crosetto e l’opinione pubblica

L'intervista rilasciata qualche giorno fa dal Ministro della Difesa ed ex venditore di armi Crosetto alla BBC è straordinaria. 



Inizia dicendo che da parte di Trump è un errore togliere l'assistenza all'Ucraina, perché così Putin vedrà debolezza dall'altra parte e non sarà invogliato a chiudere la guerra ma a continuarla. In un Paese servo come il nostro, però, la critica va solo fino a un certo punto, perché alla domanda della giornalista ("Pensa che Donald Trump stia dando a Vladimir Putin un modo per vincere la guerra?") il nostro si imbarazza, si schermisce, ride, dice che no, mah, boh, però se indebolisci uno, ecco, avvantaggi l'altro. 

Poi Guidone ci notifica che l'Europa non ha una voce sola e non si sa chi decide, la Russia è il male, spende un sacco di soldi in armi, presto avrà un milione e mezzo di soldati sotto le armi, quindi ovviamente è una minaccia per noi perché, se finisse la guerra in Ucraina, cosa farebbe di questo milione e mezzo? Questo "gli dà l'idea" che Putin non voglia fermarsi all'Ucraina, quindi ci dobbiamo preparare "alla possibile follia della Russia". Ancora una volta, di fronte alla domanda diretta della giornalista ("Ma c’è il pericolo che la Russia possa attaccare fisicamente un paese NATO?”), risponde dicendo Putin ha attaccato l'Ucraina, la Crimea, la Georgia, l'Afghanistan, perché “nella mentalità russa c'è l'idea di attaccare per occupare”, per cui...

Sulla “guerra ibrida”, sostiene sia in corso da tempo e alla domanda della giornalista se possa fornire qualche esempio di attacco all'Italia, dice che ci sono centinaia e centinaia di attacchi russi ogni giorno, “l'abbiamo visto in Francia l'altro giorno” (???) e tutti i giorni combattiamo contro questi attacchi che “sono quotidiani, non sono neanche più una notizia”. 

E ovviamente la cosa più pericolosa è “la guerra della disinformazione” in vista delle elezioni nei vari Paesi europei, visto che la Russia punta su certe figure politiche e su certi discorsi per indebolire l'opposizione contro di lei. Ancora una volta, alla richiesta di prove e di esempi specifici dice che non può darne, perché “il problema della guerra ibrida è che è sotto traccia, il problema è che non è attribuibile”. Lo scopo della Russia è “rimettere insieme quello che era la Russia prima dell'esplosione dell'Unione Sovietica”, perché “non è un grande Paese” al pari della Cina e degli Stati Uniti.

Il meglio, però, Crosetto ce lo riserva alla fine. Dopo essersi lamentato del fatto che la maggioranza dell'opinione pubblica, ovviamente “influenzata anche dall'esterno” è contraria “agli aiuti all'Ucraina” dice tranquillamente che “non si può cedere all'opinione pubblica quando tu pensi che l'opinione pubblica stia sbagliando”. Ci torneremo dopo.

La fine dell'intervista è sublime. Altra domanda secca: “Crede che l'Ucraina possa vincere questa guerra?”. Risposta: “L'Ucraina non potrà mai vincere la guerra. Il mio obiettivo è far sopravvivere l'Ucraina e far finire la guerra. Perché quando in Italia qualcuno ha detto ‘l'Ucraina vince la guerra’ qualcuno ha pensato che l'Ucraina volesse sconfiggere la Russia, no? Zelensky quasi entrare a Mosca con la bandiera ucraina, no? Per l'Ucraina la vittoria è che la Russia esca, la smetta di tirare bombe, e che l'Ucraina sia final... nuovamente un Paese libero di vivere e libero di avere un futuro. Quella è la vittoria dell'Ucraina che vorremmo tutti”.

Risate. Un sacco di (amare) risate. Se non fosse che le nostre vite dipendono anche da questo ex venditore di armi.

Ma approfondiamo un passaggio, quello della pubblica opinione. “Sappiamo perfettamente che la maggioranza della nostra opinione pubblica, influenzata anche dall'esterno, è contraria agli aiuti all'Ucraina. Ma non si può cedere all'opinione pubblica quando pensiamo che l'opinione pubblica stia sbagliando”. Mannaggia questa opinione pubblica… Che poi in altra accezione è il popolo. Che poi sarebbero i votanti. I votanti, quelli che hanno fatto sì che Crosetto sia andato al governo. Quindi, se i votanti accettano sempre ciò che fa Crosetto, allora sono buoni. Se invece osano contraddire la sua condotta (come in questo caso), sono dei babbalei che sono influenzati da Putin (eccolo qua) nelle loro opinioni. L’intervista di Crosetto alla non è una semplice gaffe, non è solo la solita arrampicata sugli specchi di un politico in difficoltà: è un insulto aperto al popolo italiano. Sentir dire a un Ministro della Difesa della Repubblica Italiana che "non si può cedere all’opinione pubblica quando pensi che stia sbagliando" fa venire i brividi. Chi ha dato a Crosetto il diritto di trattare i cittadini italiani come un gregge di deficienti da rieducare? Per questo signore, l'opinione pubblica - cioè il popolo sovrano, l'unico padrone a cui un ministro dovrebbe prestare giuramento - non è altro che una massa ignorante incantata dalla "disinformazione russa". Se gli italiani sono stanchi di finanziare una guerra infinita, se sono devastati dai costi dell'energia e dell'inflazione, se chiedono la pace, la risposta del Governo è una sola: siete dei creduloni, non capite niente, decidiamo noi per il vostro bene. È il paternalismo più bieco e autoritario. Quando servono i voti per prendersi le poltrone, il popolo è sacro; quando quel popolo esprime un'idea diversa dalla linea dettata dai palazzi, diventa un disturbo da ignorare con sufficienza.



“Abbiamo già fornito 12 pacchetti di aiuti all’Ucraina e, probabilmente, entro la fine dell’anno potremo stanziarne un altro".

(G. Crosetto, 19.10.2026)


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