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mercoledì 17 giugno 2026

Iran vs Stati Epstein 4-0

Beh, ora tutti sintonizzati per venerdì per capire parola per parola cosa ci sarà mai scritto su questo memorandum di intesa USA-Iran, passaggio verso la cessazione della guerra in modo definitivo (sperem). Ma al momento, in che condizioni si trova il Medio Oriente?


In sintesi: l’Iran (stra)vince, gli USA (forse) perdono, Israele è kaput. Ovvio che questa situazione non durerà, dato che, sic stantibus rebus, la redistribuzione del potere nella regione è troppo sbilanciata a favore degli ayatollah. Però al momento gustiamoci quanto scaturito da cento assurdi giorni di missilate.

Ordunque, l’Iran capitalizza una pioggia di missili subiti, andando a muoversi non solo per risolvere la crisi con Trumpete, ma per ridisegnare una mappatura di relazioni con molti altri Stati, confinanti e non. La soluzione del conflitto quindi passa da militare a politico, con gli USA che volentieri si accodano, stante la situazione sempre più insostenibile dei mercati, delle spese fuori controllo, della sicurezza degli alleati, del prezzo dell’energia. Trumpete gongola raccontando di avere risolto l’ennesima guerra (tutte guerre che innesca lui eh), l’Iran si autoesalta per avere fermato una superpotenza mondiale ed una regionale. Tutti contenti, non per fiducia ma per calcolo. 

Nella realtà, l’Iran ha stravinto. Mettendo nel sacco gli scemi energumeni ammerigani e le bestie assetate di sangue israeliane. Consci della propria clamorosa superiorità strategica e tattica, hanno non solo maramaldeggiato con i minus habentes occidentali, ma hanno poi avviato un’altra fase, quella delle pretese. L’Iran ora pretende di avere vantaggi prima delle trattative. Pretende di poter colpire mortalmente Israele qualora Sataniao continui ad ammazzare gente dove gli capita. Pretende soldi. Pretende assicurazioni. Ed ha la forza per farlo, trattando da una posizione di superiorità. Basta con le operazioni militari. Basta con il blocco navale. Basta con le sanzioni sul petrolio. E addirittura richiesta di 300 miliardi di dollari per la ricostruzione, come compensazione dei danni subiti.

Per Trumpete tutto ciò sarà raccontato come una grande opportunità per le imprese ammerigane. Per Israele sarà la catastrofe, dato che l’afflusso di tali cospicui denari renderà più stretto il legame fra i contendenti e servirà a stabilire un Iran ancora più forte. Israele esce a pezzi (giustamente a pezzi) dalla contesa. Escluso dalle trattative, addirittura pare non informato, clamorosamente critico sui termine del memorandum, affettato dai missili balistici, ora in apparente crisi con i servi ammerigani. Sataniao ha messo alle corde il proprio popolo, lo ha costretto per mesi a scappare nei rifugi, ha assistito impotente a nottate di inferno.

E vedrete che in questa condizione non potrà restare molto a lungo.

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