Qualche giorno fa il Ministro della Giustizia israeliano Ben Gvir ha festeggiato i suoi 50 anni: tanti auguri, subumano!
Il tutto con tanto di torte. Una, regalatagli dalla moglie, vede con al centro un cappio e la scritta: “A volte i sogni si avverano". L’altra, a tre piani, su cui viene raffigurato il volto di Ben Gvir, una cartina di Israele che comprende tutta la Cisgiordania e la Striscia di Gaza - quindi simboleggiando l'annullamento totale dei palestinesi e l'annessione di tutti i territori - con ai lati due pistole. In cima sta ancora il simbolo del cappio, diventato ormai il marchio di riconoscimento di Ben Gvir e del suo partito (di merda). Siamo davanti ad una rappresentazione del male, dell'orrore, della barbarie, che non ha precedenti nella storia politica recente. Ben Gvir nell'ultimo anno ha mostrato attraverso i reel sui social delle scene raccapriccianti, senza alcun filtro, diventando il simbolo della malvagità manifesta, autocelebrata ed esaltata.
Il cappio per onorare la legge che questo subumano ha fatto passare alla Knesset, legge che prevede la pena di morte per i palestinesi condannati dai tribunali militari iaraeliani. Da quando la legge è passata sono stati impiccati già 110 esseri umani.
Ben Gvir, come tanti altri politici che comandano Israele, è il male puro. Israele è il male puro. Chiunque appoggi il male puro è esso stesso male puro. Trump, Meloni, l’Occidente intero sostenitore di Israele sono il male puro.
Come saprete se ci seguite, su questo argomento non vogliamo più autoimporci dei filtri, a costo di rischiare. Per cui diciamo che ci piacerebbe che un giorno questo cappio che tanto piace a Ben Gvir scorresse sul collo di lui medesimo e di tutti quelli che contribuiscono alla sua demoniaca attività. Per poi stare penzoloni per un minuto in cerca di aria. Magari sarebbe la volta buona per comprendere cosa si prova a morire come delle bestie al macello.

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