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giovedì 19 marzo 2026

Guerre navali

B3. Affondato. Ah, quanto mi garbava a squola, invece di stare ad ascoltare i professori che spiegavano, giocare a battaglia navale con il mio compagno di banco. Un po’ come fa la Marina ammerigana. Che interpreta benissimo ciò che rappresenta: un gruppo di merde assassine.


Quando si tratta di attraversare nemmeno 50 chilometri di mare, nello Stretto di Hormuz, ci si cachicchia addosso. Anche se Trumpete dice che la guerra è vinta dagli USA, da lì non passa una petroliera che sia una di quelle che non garbano all’Iran. E allora delle due l’una: o Trumpete è un pezzo di merda bugiardo, oppure sono gli USA che dettano questa regola. E siccome noi non pensiamo assolutamente che Trumpete sia questo grande figlio di puttana, allora complottisticamente pensiamo che gli USA stiano attuando un piano per il nostro bene. Ed anche per il nostro bene, pur vincendo, gli USA hanno chiamato alle armi tutti gli altri della NATO, ben sapendo che in questa maniera si sarebbe innescata in quattro e quattr’otto una guerra nucleare (che sarebbe avvenuta sempre per il nostro bene, ovviamente). Ordunque, andati tutti in tu’ kulu gli attori NATO al gangster, a parte i freak estoni - ahahahaha - cosa ti dice Trumpete? Che a lui degli aiuti degli altri importa sega, essendo gli USA i più forti, i più buoni ed i più belli che ci siino al mondo. Ma al momento da Hormuz non si passa ed il benzene costicchia sempre di più; ciò capita per il nostro bene, ovviamente.

Strana anche la parabola delle portaerei nucleari ammerigane, che costano mediamente 10 miliardi di dollari l’una. Richiamate da tutto il globo terraqueo, esse hanno per un momento fatto capolino sui 300 chilometri dall’Iran, poi non si sa perché si sono cavate dal cazzo e ora galleggiano un po’ verso l’India è un po’ nel Mediterraneo, a circa 1000 chilometri di distanza dai missili iraniani, che secondo Trumpete o non ci sono più, oppure sono solo frutto di intelligenza artificiale. E poi la beffa accaduta alla USS Gerald Ford, la regina delle portaerei, 337 metri di lunghezza, ben oltre la corazzata Potemkin di fantozziana memoria. Ebbene, sulla Ford un incendio nella lavanderia durato 30 ore ha costretto a sloggiare 600 marinai ed a far retrocedere la navona lontano dalla prima linea di guerra: davvero, pare come se avesse preso una missilata a dritto, eh. Ma ciò non pole succedere, perché ok gli incendi nella lavanderia, ma gli USA sono invincibili. Tanto che ora scatterà una credibilissima indagine interna, per verificare se l’incendio non sia stato deliberatamente appiccato dagli stessi marinai, poco felici di stazionare davanti alla teocrazia iraniana.

E allora, per dare testimonianza della grandezza della Marina ammerigana, parliamo dell’affondamento eroico del cacciatorpediniere iraniano Dena, nelle acque al largo dello Sri Lanka, con 98 morti su 130 dell’equipaggio. La Dena, totalmente disarmata ed in assetto da parata dopo una esercitazione congiunta in India, è stata silurata da un sottomarino ammerigano, che ha esattamente interpretato il pensiero dell’evangelico Hegset, bestiale Segretario alla Guerra USA: “Un sottomarino americano ha affondato una nave da guerra iraniana che pensava di essere al sicuro in acque internazionali. Morte tranquilla”. Tanto tranquilla che il sottomarino ammerigano si è anche rifiutato di andare a soccorrere i sopravvissuti (cosa che facevano anche i nazisti), facendoli morire in mare aperto. Grande sottomarino, grande Marina ammerigana, grande USA.

E noi siamo felici ed orgogliosi di essere nati nella parte giusta del pianeta.

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