Riceviamo e pubblichiamo.
A 19 anni il cristiano Karl Marx improvvisamente divenne antireligioso. Non si conoscono con certezza i motivi di quella scelta, ma certamente fu un fatto di una potenza traumatica sconvolgente, venato da un senso di disperazione, come testimoniano i seguenti versi: "Ecco che un dio m'ha strappato il mio tutto, nella maledizione e nello strazio del destino. I suoi mondi son tutti scomparsi per sempre, mi rimane ormai soltanto la vendetta. Su in alto costruirò il mio trono, fredda e tremenda sarà la sua vetta. Terrore superstizioso ne sarà il baluardo, suo ministro, l'angoscia più nera...". Qui appare chiara l'autoidentificazione con Satana del padre del comunismo, perché il versetto " Su in alto costruirò il mio trono" riprende quasi in copia le parole espresse da Isaia in 14,13 con riferimento all'orgoglio demoniaco di Lucifero: "Io salirò fino al Cielo, innalzerò il mio trono sopra le stelle di Dio".
Abbiamo già visto alla fine della prima parte una poesia di Marx che faceva un riferimento espresso a Satana, in cui si diceva: "Vedi tu questa spada? Me l'ha venduta il principe delle tenebre". Questo verso è importante, perché la spada fa parte del rituale delle messe nere, alle quali probabilmente il filosofo di Treviri partecipava.
Sua figlia Eleanor racconta che Lui era solito narrare alle figlie varie favole, la preferita delle quali parlava di una strega che aveva un negozio di giocattoli ed era senza soldi, per cui era costretta a venderli al diavolo. "Alcune di queste avventure erano orribili, e facevano rizzare i capelli", ricorda Eleanor. Il Demonio era ormai presente nell'anima nera di Marx e non l'abbandonerà più.
L'orgoglio luciferino dell'economista tedesco, unitamente all'ansia distruttiva nei confronti della Creazione divina, trova spazio anche in un'altra poesia: "Potrò allora marciare in trionfo, come un dio, fra le rovine del loro regno. Ogni mia parola è fuoco e azione. Il mio petto è uguale a quello del Creatore".
Perché mai Marx vuole salire in cielo per sedersi sul trono che appartiene a Dio? La risposta la troviamo leggendo il dramma Oulanem.
E' necessario qui ricordare che i sacerdoti della chiesa di Satana celebrano la messa nera, che segue la falsariga della Messa cattolica. La loro liturgia prevede di leggere le preghiere della Chiesa dalla fine al principio e i nomi di Dio, Gesù e Maria con le lettere al contrario. Utilizzano anche un'ostia consacrata rubata e vi incidono sopra il nome di Satana. Lo stesso titolo del poema è un anagramma rovesciato del nome biblico di Gesù, l'ebraico Emanuele, che significa "Dio con noi". "Ed essi son anche Oulanem, Oulanem, Il nome risuona ancora come la morte, risuona ancora sino a spegnersi miseramente...".
Marx svela drammaticamente e con una vena di sadismo quale sarà il destino finale suo e quello dell'intera umanità, qui personificata: "Ho però nelle mie giovani braccia, di che stringervi e schiacciarvi con la forza d'una tempesta, mentre per entrambi l'abisso si disserra nel buio. Sprofonderai, ed io ti seguirò ridendo, sussurrandoti all'orecchio: "Discendi, vieni con me, amico!". E' evidente qui il suo desiderio irrefrenabile di andare, "ridendo", "nell'abisso", da intendersi qui nel significato di inferno, luogo destinato a Satana. Il filosofo ottocentesco, se non altro per il suo passato di fedele di Cristo, conosceva senz'altro il significato teologico del termine abisso da lui inserito nel poema tragico Oulanem. Infatti quel contenuto semantico si rifà ai versetti 20,1-3 dell'Apocalisse di Giovanni Evangelista: "E vidi un angelo che scendeva dal cielo con in mano la chiave dell'Abisso e una grande catena. Afferrò il dragone, il serpente antico, che è il diavolo e il Satana, e lo incatenò per mille anni; quindi lo gettò nell'Abisso, lo rinchiuse e pose il sigillo sopra di lui, perché non seducesse più le nazioni...".
Chi può andare così allegramente nell'inferno, trascinandosi dietro tutta l'umanità se non un fedele della chiesa satanista che rende il culto al Demonio?
Ancora in Oulanem leggiamo: "Se vi è qualcosa che possa distruggere, vi piomberò dentro, anche se porterò il mondo alla rovina. Il mondo che sorge fra me e l'abisso, lo farò a pezzi, con le mie durevoli maledizioni". Ecco il vero significato della rivoluzione comunista; un turbine apocalittico permanente contro Dio per annientare il suo Creato, che è lo stesso scopo perseguito da Lucifero.
Arriva il momento della morte di Oulanem, che Marx così descrive: "Rovina, rovina. Il mio tempo è trascorso. L'orologio s'è fermato, la minuscola casa è crollata, Presto stringerò al mio petto l'eternità, presto ululerò colossali anatemi sull'umanità. Stringerò fra le mie braccia la sua dura realtà, abbracciandomi, il mondo perirà in silenzio, e sprofonderà nell'estremo nulla. Perire, senza esistenza: questo sarebbe realmente vivere". Queste sono parole di un nichilista disperato, che si è preso il compito proprio di Satana di distruggere il mondo e l'umanità intera in preda ad un odio infinito contro Dio. "Nutro odio contro tutti gli dei"; è l'abominio la stella polare che lo guiderà in tutta la sua vita. E allora, la rivoluzione comunista predicata dal filosofo tedesco aveva davvero lo scopo di redimere le classi sociali più disagiate? Io credo di no: le parole di Marx confermano che quando diffondeva la rivolta violenta contro il capitalismo, non aveva in mente il benessere dei lavoratori, ma solo l'obiettivo del suo dio infernale. E l'immenso campo di concentramento costruito dal comunismo reale ne è la riprova!
In nessuno dei suoi scritti giovanili troviamo un accenno sincero al bene dell'umanità, ai bisogni del proletariato o al socialismo. Il suo unico scopo è teologico, affermare la bontà di Satana avverso la presunta crudeltà di Dio.
Concludo con un'ultima citazione: "Nelle notti tempestose vado talvolta alla quercia di Wotan nel silente giardino per stringere un patto con le forze oscure... Tutti coloro che erano straordinari durante il giorno diventano piccoli di fronte alla formula magica ...". Chi ha scritto questa poesia esoterica? Direi Marx certamente. Invece è opera di un certo Adolf Hitler, pure lui un satanista, tanto che Papa Pio XII provò a fargli esorcismi a distanza.
A questo punto, affermare che i due inferni novecenteschi siano stati ideati dal Principe del Male credo non sia blasfemo.
(Fine seconda parte)
Marco Sbarra

Marx sarebbe fiero del PD.
RispondiEliminaPippo del PD
Ciao Pippo del Pd, credo che il Karl Marx satanico da me descritto sarebbe guardato con sospetto pure dal disastrato partito dei dem, senza arte né parte.
EliminaMarx sarebbe fiero anche di Silvestri, vero kommunista ed eroe a difesa della Balzana.
RispondiEliminaMammì
Non saprei dire Mammì se Silvestri sia un seguace di Marx, ma da come ne parli meriterebbe senz'altro di essere onorato come un eroe di Siena. Città che il Pci/Pd è riuscito a disonorare, facendo fallire una banca che fino a non molto tempo fa era la più rigogliosa di tutte. Meditate senesi, meditate.
EliminaSicuramente Marx non sarebbe felice se Silvestri fosse un suo seguace!
EliminaHo studiato, e tanto, all'Università le teorie del caro Karl Marx, soprattutto però da un punto di vista matematico visto l'approccio statistico della mia laurea. La filosofia "colossale" che gira attorno alle sue teorie matematiche mi ha sinceramente disorientato da sempre per la complessità che implica e soprattuto per gli scimmiottamenti cui è stata sottoposta in modo meschino e vergognoso.
Detto ciò grazie per le tue pagine che leggo sempre con interesse e perdonami se - troppo spesso - rispondo solamente con digressioni fuorvianti o volutamente disconnesse ;-) .... la stima resta!
Mammì
(p.s. ora che ci penso, c'era anche la squadra del Karl Marx Stadt..... mi pare un anno ci giocò nelle Coppe pure la Juve)
Io ero un grandissimo tifoso del Karl Marx Stadt. Oggi Chemnitz, ahimè. Al-Mutanabbi
EliminaTi ringrazio Mammì per la tua gentilezza. Continua pure a commentare le imprese della Robur, ma ogni tanto mi farebbe piacere se tu esponessi il tuo pensiero anche su altri temi. Se a favore o contro non importa. Ciao.
EliminaDice che Crescenzi sia stato messo fuori rosa.....
RispondiEliminaSe son rose fioriranno
Perbacco, mi dispiace.
EliminaForza Robur
DIO NON ESISTE.
RispondiEliminaÈ nel didascalico mondo dei cilicio- frustrati, diviso tra bianco e nero, buono e malvagio, che nasce il bisogno di etichettare l'anima di Marx. Oulaem è Marx? Potrebbe. Tira fuori le prove fratello. Per me si tratta di un personaggio di un poema così come nosferatu o l'innominato del Manzoni.
Poemetti a parte, per Marx Dio non esiste, nelle tonnellate di altri scritti M. analizza un milione di problemi riguardante la mondanità dell' aldiqua'. Se non esiste Dio, se la vita eterna è un'invenzione dell'uomo, possono esistere le forze delle tenebre? «Il fondamento della critica irreligiosa è: l'uomo fa la religione, e non la religione l’uomo. Infatti, la religione è coscienza di sé e il sentimento di sé dell'uomo che non ha ancora conquistato o ha già di nuovo perduto se stesso. Ma l'uomo non è un'entità astratta posta fuori dal mondo. L'uomo è il mondo dell'uomo, lo Stato, la società. Questo Stato, questa società producono la religione, una coscienza capovolta del mondo, poiché essi sono un mondo capovolto. La religione è la teoria generale di questo mondo, il suo compendio enciclopedico, la sua logica in forma popolare, il suo point d'honneur spiritualistico, il suo entusiasmo, la sua sanzione morale, il suo solenne completamento, il suo universale fondamento di consolazione e giustificazione. Essa è la realizzazione fantastica dell'essenza umana, poiché l'essenza umana non possiede una realtà vera. La lotta contro la religione è dunque, mediatamente, la lotta contro quel mondo, del quale la religione è l'aroma spirituale.
La miseria religiosa è insieme l'espressione della miseria reale e la protesta contro la miseria reale. La religione è il sospiro della creatura oppressa, il sentimento di un mondo senza cuore, così come è lo spirito di una condizione senza spirito. Essa è l'oppio del popolo.
Eliminare la religione in quanto illusoria felicità del popolo vuol dire esigerne la felicità reale. L'esigenza di abbandonare le illusioni sulla sua condizione è l'esigenza di abbandonare una condizione che ha bisogno di illusioni. La critica della religione, dunque, è in germe, la critica della valle di lacrime, di cui la religione è l'aureola.»
(Karl Marx[2])
Sbarra voto 10
Iuri
PER IURI
RispondiEliminaPrima parte
Ma Tu credi Iuri davvero che Dio non esista? Allora forniscimi le prove. Non ti puoi nascondere dietro lo scudo delle parole di Marx, perché il filosofo non fa altro che proporre assiomi non provati, astrusità preconcette, buone solo per depistare una verità inconfessabile, cioè che il vero scopo del comunismo è quello di distruggere la religione e Dio in Persona. Ecco a cosa serve l'odio satanico contro Dio. Ma questo obiettivo non poteva diventare di dominio pubblico - perché il Demonio non deve apparire in chiaro -, ma doveva essere conosciuto solo da un ristretto circolo di Illuminati massonici che inventarono la foglia di fico falsamente altruistica dell'interesse per il bene della classe operaia. Marx era un adepto della massoneria, culla dell'esoterismo e fu iniziato a Colonia nella setta denominata Lega degli Uomini Giusti, che era un succedaneo della famosa consorteria degli Illuminati di Baviera. Ti sembra logico e concludente odiare Dio e nello stesso tempo affermare che non esiste? Odiare presuppone che l'obiettivo odiato esista, in caso contrario saremmo nel campo delle favole tanto care al rivoluzionario di Treviri, in particolare quelle a sfondo demoniaco.
Spiegami perché qualsiasi regime comunista che arrivi al potere per prima cosa perseguiti la Chiesa e uccida o sbatta nei gulag sacerdoti e cristiani. Se Dio davvero non esistesse, quali problemi potrebbe creare al bene dei proletari una innocua e pia illusione? Che bisogno c'è di sottoporre i cristiani a delle orrende e blasfeme torture nei campi di prigionia, quale è il vero motivo per cui si cerca di estirpare dal cuore dei fedeli un'idea definita misera fantasia? Forse che uccidere un cristiano procura del bene al proletario?
Per Marx è l'uomo a creare la religione e non è questa che raggiunge l'uomo perché esistente. Ma questo è solo un tentativo di circonvenire il popolo e tutt'a più vale quanto un bislacco aforisma. Ne vuoi una prova Iuri? Il Cristianesimo è nato perché Gesù, Figlio di Dio (titolo incontestato) si fece Uomo e visse 33 anni in Palestina, in carne ed ossa, compiendo un'infinità di miracoli, scacciando demoni e risuscitando i morti. Ciò è testimoniato dai Vangeli, che sono documenti pieni di riferimenti storici incontestabili. La fede in Gesù non è nata per una suggestione dell'uomo, ma per la constatazione. de visu, che il Cristo era davvero l'Uomo-Dio. Se Gesù non si fosse incarnato nel mondo, il Cristianesimo non esisterebbe e quindi è vero che la religione ha creato l'uomo e non viceversa.
Marx non ha portato alcuna prova dell'irrealtà della religione, enunciando solo sue convinzioni senza dimostrare alcunché.
RispondiEliminaVuoi altre prove sulla demonologia di Marx? T'accontento. La prossima parte tratterà della cerchia marxiana dei compagni d'arte, ma tranquillo, nessuno di loro reciterà poesie!
Prima di chiudere vorrei sollevare lo strano caso riguardante il teorico propugnatore della rivoluzione. Come mai una gran parte dei suoi manoscritti non sono ancora stati pubblicati e giacciono nella cassaforte dell'Istituto Lenin di Mosca? Potrebbero forse riguardare aspetti della personalità di Marx non in linea con la vulgata classica sul suo presunto ateismo?
Che ne dici Iuri? Perché non fai una bella rimpatriata a Mosca per sollecitare i compagni russi a pubblicare l'edizione integrale di tutti i sui scritti?
Non ti sembra strano poi che l'aspetto "spirituale" dell'economista tedesco sia stato trattato sistematicamente solo da Richard Wurmbrand? Come mai vi è stata su di un argomento obiettivamente intrigante un'autocensura da parte degli studiosi marxisti? Mistero.
Sta a vedere che i supremi garanti russi dell'ortodossia comunista sono ancora indecisi sul da farsi.
Io aspetto pazientemente ...
Dio non esiste dunque neanche il diavolo.
Elimina"Marx ha enunciato convinzioni sue", ecco il punto, da uomo che interagisce con altri uomini, da uomo che analizza il comportamento umano, da uomo che studia le leggi che regolano la natura, da uomo che osserva i rapporti sociali. Attenzione, non sono convinzioni assolute ed immutevoli come la terra e le stelle fisse intorno, non si tratta di leggi eterne ed immutevoli. Non si tratta della Veritas. Sono il frutto del mutevole e fallibile ragionamento umano suo e di quello di altri pensatori che ne hanno fornito un modello o una critica, sono il frutto della pratica della vita quotidiana e della passione politica. Le sacre scritture raccontano di uomini illuminati sulla via di Damasco, o bianco o nero, la verità assoluta, il male assoluto, il bene assoluto, siamo in un altro campo.
Dai pochi scritti noti anche da quelli postumi, possiamo affermare con ragionevole certezza che per Marx Dio non esiste e nemmeno il diavolo, in attesa sempre di cambiare opinione non appena Biden conquisterà il Cremlino, per quello che si dice in giro dovrebbe stare poco, e pubblichera' gli sconcertanti documenti che riveleranno la natura diabolica del nostro carlone.
Hasta Siempre Sbarra
Paolo di Tarso voto 10.
Iuri
Ciao Iuri, noto con piacere che questa volta il titolo del tuo commento non è più scritto in maiuscolo, il che mi fa pensare, fantasticando, che il suo valore apodittico sia un tantinello più smussato.Sta a vedere, mi sono detto, che il "becero" comunista non va più a Mosca e arriva in Siria per percorrere la stessa Via di Damasco attraversata a suo tempo dall'Apostolo Paolo.
EliminaTi devo invece tirare le orecchie per le mancate risposte alle mie domande, in particolare a quella che metteva in dubbio dal punto di vista logico l'obiettivo pratico del marxismo-comunismo. Sarà per la prossima volta.
Tu scrivi che "possiamo affermare con ragionevole certezza che per Marx Dio non esista e nemmeno il diavolo". Ebbene io ti ripeto invece che Dio esiste, con una certezza fondata. Lascio perdere, per motivi pratici, le prove in vari campi esibite a tal proposito, per tener conto di quelle storiche, che comprendono vari contributi attinti al di fuori dei Vangeli.
Gesù è certo che sia esistito in Palestina sotto il governatorato di Ponzio Pilato, è certo che abbia espresso temi e concetti di un'altezza tali che nessun'altro uomo abbia mai potuto raggiungere, è certo che abbia compiuto miracoli, che per definizione sono al di fuori delle facoltà umane. E' certo che sia stato inchiodato in croce e pure che sia risorto dopo tre giorni. E' certo che vi siano varie testimonianze al riguardo ed è certo che già i primi cristiani venerassero Cristo come Dio. Nessuno, neanche i fondatori di altre religioni, ha parlato con l'autorità divina propria di Gesù, che fu messo a morte dai capi ebraici proprio con l'accusa di VOLERSI FARE UGUALE A DIO. Non valgono niente queste prove, Iuri, mentre valgono quelle senza fondamento autentico portate da Marx? A questo proposito ti invito, vista la tua conoscenza approfondita, a farmi il favore di segnalarmi i passi delle opere di Marx che trattano il concetto di Dio e della religione.
Mi rendo conto che chi osa paragonare Marx a Cristo operi inevitabilmente partendo da un pregiudizio aprioristico che rende difficile un confronto dialettico (alla Marx?), ma credo che comunque sia positivo un dialogo sincero e rispettoso.