Riceviamo e pubblichiamo.
Nella seconda parte del mio intervento abbiamo constatato come le poesie del giovane Marx avessero come oggetto Satana e solo Satana. E' vero, non abbiamo ancora trovato la pistola fumante dell'appartenenza del rivoluzionario di Treviri alla chiesa satanista, (che naturalmente è segreta), ma il quadro presentato ci legittima ad indagare sul mistero di un Marx seguace del Demonio. Nelle sue opere poetiche, accanto all'inferno, si respira sempre un odio irriducibile contro Dio e un'ansia di distruzione dell'umanità, che è l'obiettivo primario di Lucifero. E' la stessa voglia che ispira e guida la rivoluzione permanente comunista, che sotto le mentite spoglie di un preteso interesse per il bene del proletariato, persegue il suo vero obiettivo: quello di annichilire Dio e fare precipitare l'uomo in un vortice di autodistruzione.
Mettiamo altra carne al fuoco. Sappiamo che Marx preferiva raccontare alle figlie paurose fiabe con la presenza del Demonio nella narrazione: ora, quale altro padre oserebbe declamare storie terrificanti con al centro il Principe del Male?
A questo proposito il biografo di Marx Robert Payne ci illumina: "Scarsi dubbi possono esservi che quelle storie interminabili fossero autobiografiche ... Egli aveva la visione del mondo del diavolo, e la sua malignità. Talvolta sembrava sapesse che stava compiendo opere di male".
Nel 1839 il filosofo tedesco scrive l'opera "La differenza fra la filosofia della natura di Democrito e quella di Epicuro", nella quale fa proprio il pensiero di Eschilo: "Nutro odio contro tutti gli dèi". Qui non siamo più di fronte a poesie diaboliche che qualche scettico potrebbe riferire a personaggi letterari fantastici. No, qui è senza ombra di dubbio l'economista di Treviri a parlare, annunciando il suo odio contro Dio che l'accompagnerà fino alla morte.
Marx aveva fatto la scelta fondamentale della sua vita (Satana), ma intraprese l'attività di rivoluzionario solo dopo l'incontro con Moses Hess, l'uomo che lo iniziò al socialismo. Ecco un suo giudizio sul nume tutelare del comunismo: "Il dottor Marx, il mio idolo, che darà l'ultimo calcio alla religione e alla politica medievale". Un altro della sua cerchia, Georg Jung, nel 1841 scrive: "Marx di certo scaccerà Dio dal suo cielo e gli farà addirittura causa". Pare proprio che il giovane Marx fosse considerato nel suo giro come un satanista provetto e cacciatore dello scalpo di Dio. Quel Dio che i rivoluzionari credevano esistere, tanto che lo volevano distruggere.
L'anarchico Bakunin, compagno di Marx nella Prima Internazionale, spiega chiaramente che sul cocchio che guida la Rivoluzione vi è assiso il Principe del Male: "Il Maligno rappresenta la ribellione satanica contro l'autorità divina, ribellione nella quale vediamo il germe fecondo di tutte le emancipazioni umane, la Rivoluzione. I socialisti si riconoscono l'un l'altro con le parole: Nel nome di Colui al quale stata commessa una grande ingiustizia". "Satana è l'eterno ribelle, il primo libero pensatore ed emancipatore dei mondi".
Si può ancora dubitare che il primo Rivoluzionario comunista sia stato il Principe delle Tenebre?
Ancora Bakunin: "In questa rivoluzione dovremo risvegliare il Diavolo nelle persone, dovremo attizzare in loro le più basse passioni. La nostra missione è distruggere, non edificare". E' lo stesso tragico principio del cupio dissolvi che abbiamo osservato nelle poesie di Marx. Ma queste frasi non sono poetiche, sono scritte da uomini che rivendicano la "bontà" del Demonio! L'anarchico russo straccia il velo sulle buone intenzioni del comunismo, che è nato in odio al Creatore e all'umanità.
Un altro del giro dei rivoluzionari e amico per un certo periodo di Marx, il socialista Proudhon, in un libro agghiacciante arriva a scrivere: " Vieni, Satana ... calunniato dai piccoli e dai re. Dio è stupidità e codardia; Dio è ipocrisia e falsità; Dio è tirannia e povertà; Dio è malvagio". Questi sono i tipici sproloqui in bocca agli affiliati alla chiesa di Satana.
Marx la pensava esattamente come i suoi sodali, tanto che Lunacharskij, un comunista bolscevico, scriveva che il filosofo tedesco aveva chiuso ogni rapporto con Dio e aveva posto Satana alla testa delle colonne in marcia del proletariato.
Credo sia giunto il momento di abbandonare la vulgata comunista sull'ateismo del rivoluzionario di Treviri. Lui, come i suoi compagni, credeva nell'esistenza di Dio e in quella di Lucifero e scelse il secondo, facendo suo l'odio satanico contro il Primo, del Quale voleva abbattere la supremazia. Cosa c'azzecca il comunismo con il benessere dei proletari e il paradiso dell'umanità? Gli esiti buonisti celebrati sono solo orpelli, sovrastrutture di comodo per nascondere il più micidiale attacco mai portato dal Male nell'eterna lotta contro il Bene.
Engels, teorico del comunismo in coppia con Marx, è sicuramente una fonte inattaccabile sul pensiero del secondo. La sua testimonianza è particolarmente preziosa, e aggiunge altri particolari: "Un uomo tenebroso di Treviri, un notevole mostro. Non cammina né corre, balza sui talloni e infierisce, pieno d'ira come se volesse afferrare la tenda ampia dei cieli e gettarla sulla terra. Distende le braccia in alto nell'aria; stringe i pugni minacciosi e infuria incessantemente, come se diecimila diavoli lo trascinassero per i capelli". Ora, non voglio credere a tanto, ma Engels descrive un uomo che è preda di una possessione diabolica.
Un altro biografo dell'economista tedesco, Franz Mhering, storico comunista scrisse: "Sebbene il padre di Karl Marx fosse morto pochi giorni dopo il ventesimo compleanno del figlio, sembra che abbia osservato con segreta apprensione il demonio nel suo figlio favorito".
Credo di aver fornito molti indizi, precisi e concordanti, sulla genesi spiritica del marxismo-comunismo voluto da Marx.
E' tragico constatare quanto fosse estesa la celebrazione di Satana fra quelli che volevano distruggere il mondo intero per edificarne un altro migliore. Ma come avrebbero potuto ricreare un nuovo mondo a misura d'uomo quando la rivoluzione era guidata in persona dal Principe delle Tenebre, il distruttore del Creato di Dio? Come si può considerare buono l'albero della rivoluzione comunista quando la stessa ci ha lasciato i frutti di un immenso lager che opprime il popolo e lo priva del tutto dei suoi bene più preziosi, la libertà e la vita? I 100 milioni di morti provocati dalla religione satanica comunista sono la prova inequivocabile che quando l'uomo si mette contro Dio, a trionfare non può essere che il suo Avversario.
(Fine terza parte)
Marco Sbarra
Le citazioni virgolettate provengono dal libro "L'altra faccia di Carlo Marx", di Richard Wurmbrand.

Se tu avessi letto anche solo poche righe originali di Carlone, invece di riportarne interpretazioni tutte estrapolate dal contesto(peggio delle intercettazioni telefoniche di certi magistrati dei nostri tempi) , avresti capito subito che per Lui DIO NON ESISTE DUNQUE NEANCHE LUCIFERO. Ora mi metto qui a fare inutili polemiche(però come vedi ho contato almeno fino a dieci) parlando dei morti di questo o di quello(i morti son morti e non parlano) ma se uno dovesse fare il conto della serva sulle stragi perpetrate nei secoli almeno da quando religio instrumentum regni( in hoc signo vinces) non basterebbe lo spazio per contenere gli zeri. Epicuro era quello che non aveva paura della morte perché quando sarebbe arrivata lei non ci sarebbe stato più lui, l'opera era una tesi di laurea in filosofia (differenze tra la filosofia naturale di Democrito ed Epicuro) due filosofi vissuti parecchi secoli prima della nascita di Gesù il Nazzareno, Marx non è Epicuro, Marx non è Democrito, Marx si laurea in filosofia e discute una tesi su Democrito ed Epicuro, c'era qualcuno che avrebbe dovuto impedirglielo? Spiace deluderti, anche per Iuri che non è Sbarra, ma neanche un filosofo, dunque neanche Marx, Dio non esiste e nemmeno Lucifero. Campo, anche piuttosto bene, almeno da mezzo secolo sotto la spada di Damocle del peccato originale, in memoria di tutti i torturati del mondo nei secoli dei secoli mi piace rimarcare qui che anche per Iuri, che non è né Marx né Lenin né Stalin, Dio non esiste e nemmeno il diavolo.
RispondiEliminaSe una persona odia un'altra persona, al di là della sua professione di ateismo, è perché la ritiene esistente. Questa è pura logica, Se Marx scrive, facendo propria l'idea di Eschilo, che odia gli dei e quindi Dio, afferma che Dio esiste. Questa è pura logica.
EliminaLo testimoniano le citazioni chiarissime e non contestate da alcuno dei compagni della sua cerchia. Quando Proudhon scrive che Dio è ... Dio è ... Dio é... può solo voler dire che credeva in Dio.
Capisco il tuo sconcerto e pure la tua irritazione nel vedere Marx accostato a Lucifero, ma sono troppo evidenti gli indizi citati. A meno che tutti quei personaggi non fossero dei mitomani che si inventavano pure loro la presenza di un Marx satanico.
Ancora oggi la gran parte degli scritti autografi dell'economista tedesco sono rinchiusi nelle casseforti a Mosca. Ti sei domandato il perché? Io sì e non posso non pensare che quei documenti rappresentino un Marx non fedele alla vulgata classica sul suo presunto ateismo. Ammetterai che è alquanto sospetto che nessuno, a parte l'autore del libro che ho citato, si sia occupato del lato spirituale di Marx. Eppure non puoi negare che sia un argomento bomba, che riverbera i suoi effetti sulla Rivoluzione comunista e sul comunismo reale. E invece regna il silenzio, ma è un silenzio che illumina più di una lampada led e che parla con il suono di una tromba assordante.
La prossima volta parlerò del trattamento "speciale" riservato ai cattolici/cristiani nell'Unione Sovietica e in altri Paesi.
Perché perseguitare persone solo per la loro fede in Dio e nella Chiesa? Qual è il vero motivo dell'accanimento nei loro confronti? Se Dio non esiste, che male può procurare alla Rivoluzione un povero "tonto" che crede alla favole? Queste sono domande che esigono una risposta.
Salutami Iuri.