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giovedì 26 gennaio 2023

Stop agli sbiancamenti anali

Uno di questi giorni mi casca l'occhio su un articolo. Lì per lì non ci fo caso. Poi, poco alla volta, mi ritorna in mente (bella come sei). Ed inizio una mia elucubrazione.


Penso: caro Al-Mutanabbi, ma te, quando avevi 20 anni, avresti mai pensato che il mondo piegasse in questa direzione di iper merda, in cui la follia impera dominante, nel silenzio ottuso della iper stragrande maggioranza delle persone? No, vi dico la verità. Al tempo lottavo poco perchè le cose cambiassero, poi qualcosina mi sono anche messo in testa di ponzare, ma ogni mio sforzo è stato vano, vanissimo. Il mondo è in preda ad una totale mancanza di logica, pensiero critico, amore. Meno male che io stianterò fra pochino, perchè probabilmente il peggio deve ancora arrivare.

Insomma, di cosa sto parlando? No, niente guerra oggi. Tanto è inutile, va bene a tutti andare verso il conflitto fra superpotenze atomiche, perchè ormai le persone non hanno la minima percezione di cosa voglia dire farsi fisicamente e psicologicamente distruggere dalle armi. Parlo di qualcosa di infinitamente meno importante, eppure molto importante.

Mesi fa un professore dell'università di Bergen, tale Ingrid Haland (vogliamo darvi nome e cognome di questo deficiente), ha dato luce ad un progetto di ricerca costato più di 1 milione di euro (!!!) intitolato "How Norway made the world whiter (norwhite)". Bello no? Alzi la mano chi di voi non ha pensato alla questione: come la Norvegia ha fatto il mondo più bianco... Bene, approfondiamo.

C'è un problema di bianchezza. "La bianchezza è una delle principali preoccupazioni sociali e politiche di oggi... Nelle opere fondamentali negli studi sulla bianchezza all'interno della storia dell'arte e dell'architettura, la bianchezza è intesa come struttura di privilegio culturale e visivo". Chiaro, no? Basta con questo bianco. Bianco nelle pareti, bianco nelle case, bianco nella pelle, bianco nel latte, bianco nel bianco.

Ecco, ma su cosa si basa questo grande progetto? "Due premesse fondamentali sono alla base del progetto: la bianchezza non è solo una condizione culturale e sociale legata al colore della pelle, ai privilegi e all'esclusione sistematica, ma si materializza ovunque intorno a noi. In secondo luogo, non si può comprendere questa materializzazione senza comprendere la società". Tutto chiaro. Ora, giratevi di scatto alla vostra sinistra e... eccola qua, una bella macchia di bianco materializzarsi dal nulla! Bello. Ecco, ora che avete compreso questa macchia di bianco, intendete meglio la società.... Oh, non vi vedo convintissimi. Fidatevi, è così.

Insomma, alla fine il messaggio è chiaro: il bianco è razzista. Quindi meno bianco, per cortesia. Soprattutto per gli sbianchettatori anali: basta ano bianco, cribbio! Oppure per quelli dalla carnagione latte come me, che non passano nemmeno un secondo al sole in agosto. No, è finita la pacchia, da quest'anno razzate di sole a nastro e via col rosso.

Amici, siamo in mano a questi deficienti, questi Bravi che ci stanno portando all'autodistruzione mentre pensano alla responsabilità di avere fatto i palazzi di colore bianco. Mi ci viene da piangere.

4 commenti:

  1. Risposte
    1. Mmmmm...di solito colui al quale garba il cosiddetto "culo ficato"è ma un bel bucone!

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    2. Con quante volte s’è preso in culo… altre culo ficato ci sà… apprestiamoci all’ennesimo fallimento… oioia come godo…

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  2. e niente, trapasseró senza sapere chi pulisce più di Scianteclerre

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