Oh, ho una impressione... Ma non vi pare che per la cattura di Matteo Messina Denaro l'approccio popolano non sia stato fortemente complottista? Urka, ma i terrapiattisti non siamo soltanto noi?
Davvero, sono un po' impressionato ed imbarazzato. Ero pronto a vergare un bell'articoletto con i primi miei dubbi putiniani su questa cattura a lento rilascio, ma non ve ne è stato bisogno. Oh, tutto il popolo dei social stavolta non ha mondato nespole: seeee, l'unica è credere che in trent'anni questo mostro sia stato dentro un buco e non l'abbia visto nessuno, questo è stato ma a giro a fa' la bella vita. Maaaaamma mia! Oh, da una parte so' contento, visto che questo è il pensiero di chi, pochi mesi fa, ripeteva in coro: "Il grinpas dà la garanzia di trovarsi fra persone che non sono contagiose". Bene dai, si migliora.
Ma torniamo a Matteone. A fronte di un certo dubbio sollevato dal popolaccio zozzo, c'è invece da segnalare la prosopopea dei giornalisti che tutti amate (Myrta e Chicco in primis), che imperterriti hanno seguitato, per una intera giornata, a raccontarvi la difficile cattura come hanno fatto per pandemia e guerra. Ne è uscito un racconto leggendario, in cui lo Stato itagliano ha conseguito un risultato clamoroso, arrestando l'ultimo grande latitante mafioso dopo settimane, mesi, anni, lustri, decenni di mostruosa attività investigativa.
Tuttavia qualcuno non ha gradito. Prendiamo ad esempio il putiniano Luciano Traina, fratello di Claudio, l'agente morto insieme ai colleghi della scorta nell'uccisione di Borsellino: "Sinceramente più che entusiasta sono arrabbiato. Mi sembra di rivivere una soap opera, lo stesso copione di 30 anni fa con l'arresto di Riina... Non penso si sia trattato di una cattura vera e propria, penso piuttosto che ormai ammalato si sia fatto arrestare o qualcuno lo abbia consegnato". Eccolo qua, il negazionista!
E poi c'è il famoso Salvatore Baiardo, l'uomo che aveva aiutato anni fa i fratelli Graviano in latitanza: "Che arrivi un regalino? Magari presumiamo che un Matteo Messina Denaro sia molto malato e faccia una trattativa per consegnarsi lui stesso per fare un arresto clamoroso?". Ma no dai, questo è un ciarlatano, non prendiamo sul serio.
E allora, ieri alla radio in macchina ho sentito una intervista dell'ex procuratore aggiunto di Palermo, Teresa Principato, secondo la quale Matteone avrebbe goduto di una "rete di copertura di carattere massonico che lo ha protetto in tutto il mondo". Boh, ma che ci incastra la massoneria? Oggi, all'improvviso, un fulmine a ciel sereno cade sul testone di Alfonso Tumbarello, medico di base trapanese, consigliere provinciale e poi candidato alle regionale con il PdL, iscritto nel registro degli indagati per avere curato Matteone, firmando ricette e documenti per far accedere il latitante alla clinica palermitana "La Maddalena". Tumbarello, en passant massone, poromo probabilmente ha stato incastrato, visto che, giustamente, ha subito dichiarato che lui pensava di star curando il sig. Bonafede, come si faceva denominare Messina Denaro. Come avrebbe fatto a riconoscere il super latitante? Oh allora fatelo voi il medico massone che fa finta di non riconoscere il super latitante, no? Ma voi ce l'avete la tessera di medico massone che cura i super latitanti?
Vabbuò, la magistratura, indipendente e non condizionata da questioni di massoneria, sicuramente farà giustizia. Ma a noi interessa un fatto, che ci riporta al borgo polveroso. Con decreto del 17 gennaio, il gran maestro del Grande Oriente d'Itaglia ha sospeso dalla loggia a tempo indeterminato da ogni attività massonica il dott. Tumbarello. Ooooh, cazzo! Finalmente Siena si staglia, per una volta una, per la correttezza di un suo figlio, che dimostra come si debbano prendere le misure contro le mele marce che possono infangare il nome di una benemerita associazione. Davvero, siamo contenti. Grazie.
"Ho detto, e lo ripeto, che la mafia mi fa schifo. Ho detto anche di essere pronto a dare la vita per la cattura del super latitante [Matteone]"
(Gran Maestro del Grande Oriente d'Italia, Trapani, 2016)

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