Riceviamo e pubblichiamo.
Può apparire pretestuoso, se non provocatorio, far nascere il comunismo materialista ed ateo da una fede in un essere puramente spirituale come il Principe del Male, ma, come vedremo, ci sono circostanze concordanti che attestano il fondamento di tale tesi. Vi sono documenti interessanti da scoprire, che per troppo tempo sono stati "nascosti" dal mainstream culturale e politico.
La storia dell'umanità, dalla Creazione ai giorni nostri, se la osserviamo con occhi metafisici, ci appare come il teatro dell'eterna guerra fra il Bene e il Male, fra Dio e l'angelo ribelle Lucifero. Noi, uomini e donne, siamo la posta in gioco. Quegli Esseri spirituali possono intervenire nelle forme più disparate e il loro influsso può esplicarsi sia indirettamente, senza manifestarsi agli uomini/donne, sia appalesandosi loro. In casi eccezionali Dio, in modo soprannaturale, entra in contatto reale con la persona umana e così Lucifero, a determinate condizioni, si mostra ad un essere umano e lo soggioga.
La parabola della storia, dalla Creazione dell'uomo fino all'oggi, ci mostra un dato: con più gli uomini si distaccano da Dio, più il Male avanza. C'è un fil rouge che unisce alcuni grandi avvenimenti, ciascuno dei quali è preordinato per far fare un passo graduale in avanti, sempre più spinto verso il raggiungimento dell'obiettivo escatologico: la distruzione dell'intera umanità.
A partire dal Rinascimento si può notare un affievolimento della società nei confronti della religione cattolica, che aumenta gradualmente, per assumere forme sempre più ostili che raggiungono con la Rivoluzione francese vertici sanguinari, per poi finire con la Rivoluzione bolscevica, che con un odio infernale ha cercato invano di estirpare dal cuore dei credenti la stessa idea di Dio, lasciando dietro di sé terrore e devastazione.
Come giudicare i responsabili di quei fenomeni aberranti, Marx ed Engels, Lenin e Stalin e tutta la classe dirigente del PCUS?
Io quando mi sovviene di ripensare a tutti i milioni di morti, agli arcipelaghi Gulag e alle sofferenze indicibili sopportate dalle popolazioni della Cortina di Ferro e della Cina, rabbrividisco e mi domando: può un essere umano - e lo stesso vale per il Nazionalsocialismo hitleriano - aver concepito quelle tragedie inenarrabili vissute in Europa nel XX secolo?
No, mi dico, l'essere umano non può arrivare a tali abissi del male. Quel Male è, per me, la stessa essenza del Serpente Maligno, di Colui che non può non aver ispirato la creazione di quegli inferni viventi. Quei supplizi biblici indicibili sono propri della natura di un Essere abominevole preternaturale che, accecato da un odio implacabile contro Dio e la sua Creazione, rivolge la sua furia devastatrice contro l'uomo, perché fatto ad immagine e somiglianza del Suo Creatore.
Qui mi propongo di dar conto di tutto ciò, del fatto che il marxismo-comunismo sia nato grazie all'influsso diretto operato dal Maligno sui suoi padri.
Tanti si staranno chiedendo se forse io sia impazzito o diventato un mitomane, oppure se il mio anticomunismo mi abbia fatto vedere le traveggole. Vediamo.
La vulgata classica sostiene che Karl Marx fosse ateo, ma così non è, perché, come vedremo, credeva in Dio, tanto da scagliarsi con una violenza inaudita contro di Lui. Ma quello che più conta è che il padre del comunismo credeva pure all'esistenza del Demonio, tanto da invocarlo, come dimostrano varie sue poesie giovanili.
Io ho sempre considerato il comunismo più che una ideologia filosofica, più che una prassi politica, una chiesa o, meglio ancora una vera e propria religione nata per abbattere il Cristianesimo. Papa Ratti lo aveva perfettamente intuito, tanto che in una famosa enciclica del 1937 evidenziò chiaramente che il bolscevismo sovietico, dipinto come un "fanatico flagello", aveva come scopo primario quello di distruggere la stessa idea di Dio, perché "Il comunismo è per sua natura antireligioso"... ( perché quando) "si strappa dal cuore degli uomini l'idea stessa di Dio, essi necessariamente sono dalle loro passioni sospinti alla più efferata barbarie".
Ma torniamo a Marx e domandiamoci cosa pensasse, il padre del comunismo, di Dio. A questo proposito è necessario considerare la vita di Marx distinta in due parti fra loro irriducibili, la prima che va fino ai 18 anni, la seconda fino alla sua morte. Traggo preziose informazioni dal libro L'altra faccia di Carlo Marx, scritto dal pastore protestante Richard Wurmbrand, in gioventù ateo e marxista, poi convertitosi al cristianesimo, la qual cosa gli costò il carcere sia con i nazisti che con i comunisti rumeni.
Wurmbrand era convinto che per capire l'essenza del comunismo bisognasse indagare sulla vera personalità del filosofo di Treviri nei suoi aspetti più reconditi, trascurati dalla critica, e sul mondo dei suoi rapporti con gli amici e sodali Engels, Hess ed altri ancora. Quello che salta fuori è un universo inaspettato e per certi versi clamoroso, non facilmente accettabile per chi professa la fede marxista comunista.
Il primo Marx si professava un fedele cristiano. Nella sua prima opera scritta, intitolata L'unione dei fedeli con Cristo, il fondatore del marxismo vergava queste bellissime parole: "Attraverso l'amore di Cristo volgiamo al tempo stesso i nostri cuori verso i nostri fratelli che sono intimamente a noi legati e per i quali Egli dette se stesso in sacrificio". Pare una dotta omelia clericale.
Veniamo così a conoscere un nuovo volto del filosofo di Treviri, lontanissimo dal Marx del periodo maturo. Ma per quale motivo egli, appena dopo aver ricevuto il diploma di studio, si trasformò da fedele seguace di Cristo in un implacabile avversario della religione, tanto da scrivere: "Desidero vendicarmi contro quell'Uno che regna lassù"?
Ne tratterò più diffusamente nella seconda parte del mio scritto. Intanto lascio all'attenzione di chi legge alcuni versi tratti da un poema del Marx classico:
"Sorgono i vapori infernali e mi riempiono il cervello Sin che impazzisco e mi si cambia il cuore.
Vedi tu questa spada? Me l'ha venduta il principe delle tenebre. Per me batte l'ore e dà i segni.
Sempre più audacemente suono la danza della morte".
Può apparire pretestuoso, se non provocatorio, far nascere il comunismo materialista ed ateo da una fede in un essere puramente spirituale come il Principe del Male, ma, come vedremo, ci sono circostanze concordanti che attestano il fondamento di tale tesi. Vi sono documenti interessanti da scoprire, che per troppo tempo sono stati "nascosti" dal mainstream culturale e politico.
La storia dell'umanità, dalla Creazione ai giorni nostri, se la osserviamo con occhi metafisici, ci appare come il teatro dell'eterna guerra fra il Bene e il Male, fra Dio e l'angelo ribelle Lucifero. Noi, uomini e donne, siamo la posta in gioco. Quegli Esseri spirituali possono intervenire nelle forme più disparate e il loro influsso può esplicarsi sia indirettamente, senza manifestarsi agli uomini/donne, sia appalesandosi loro. In casi eccezionali Dio, in modo soprannaturale, entra in contatto reale con la persona umana e così Lucifero, a determinate condizioni, si mostra ad un essere umano e lo soggioga.
La parabola della storia, dalla Creazione dell'uomo fino all'oggi, ci mostra un dato: con più gli uomini si distaccano da Dio, più il Male avanza. C'è un fil rouge che unisce alcuni grandi avvenimenti, ciascuno dei quali è preordinato per far fare un passo graduale in avanti, sempre più spinto verso il raggiungimento dell'obiettivo escatologico: la distruzione dell'intera umanità.
A partire dal Rinascimento si può notare un affievolimento della società nei confronti della religione cattolica, che aumenta gradualmente, per assumere forme sempre più ostili che raggiungono con la Rivoluzione francese vertici sanguinari, per poi finire con la Rivoluzione bolscevica, che con un odio infernale ha cercato invano di estirpare dal cuore dei credenti la stessa idea di Dio, lasciando dietro di sé terrore e devastazione.
Come giudicare i responsabili di quei fenomeni aberranti, Marx ed Engels, Lenin e Stalin e tutta la classe dirigente del PCUS?
Io quando mi sovviene di ripensare a tutti i milioni di morti, agli arcipelaghi Gulag e alle sofferenze indicibili sopportate dalle popolazioni della Cortina di Ferro e della Cina, rabbrividisco e mi domando: può un essere umano - e lo stesso vale per il Nazionalsocialismo hitleriano - aver concepito quelle tragedie inenarrabili vissute in Europa nel XX secolo?
No, mi dico, l'essere umano non può arrivare a tali abissi del male. Quel Male è, per me, la stessa essenza del Serpente Maligno, di Colui che non può non aver ispirato la creazione di quegli inferni viventi. Quei supplizi biblici indicibili sono propri della natura di un Essere abominevole preternaturale che, accecato da un odio implacabile contro Dio e la sua Creazione, rivolge la sua furia devastatrice contro l'uomo, perché fatto ad immagine e somiglianza del Suo Creatore.
Qui mi propongo di dar conto di tutto ciò, del fatto che il marxismo-comunismo sia nato grazie all'influsso diretto operato dal Maligno sui suoi padri.
Tanti si staranno chiedendo se forse io sia impazzito o diventato un mitomane, oppure se il mio anticomunismo mi abbia fatto vedere le traveggole. Vediamo.
La vulgata classica sostiene che Karl Marx fosse ateo, ma così non è, perché, come vedremo, credeva in Dio, tanto da scagliarsi con una violenza inaudita contro di Lui. Ma quello che più conta è che il padre del comunismo credeva pure all'esistenza del Demonio, tanto da invocarlo, come dimostrano varie sue poesie giovanili.
Io ho sempre considerato il comunismo più che una ideologia filosofica, più che una prassi politica, una chiesa o, meglio ancora una vera e propria religione nata per abbattere il Cristianesimo. Papa Ratti lo aveva perfettamente intuito, tanto che in una famosa enciclica del 1937 evidenziò chiaramente che il bolscevismo sovietico, dipinto come un "fanatico flagello", aveva come scopo primario quello di distruggere la stessa idea di Dio, perché "Il comunismo è per sua natura antireligioso"... ( perché quando) "si strappa dal cuore degli uomini l'idea stessa di Dio, essi necessariamente sono dalle loro passioni sospinti alla più efferata barbarie".
Ma torniamo a Marx e domandiamoci cosa pensasse, il padre del comunismo, di Dio. A questo proposito è necessario considerare la vita di Marx distinta in due parti fra loro irriducibili, la prima che va fino ai 18 anni, la seconda fino alla sua morte. Traggo preziose informazioni dal libro L'altra faccia di Carlo Marx, scritto dal pastore protestante Richard Wurmbrand, in gioventù ateo e marxista, poi convertitosi al cristianesimo, la qual cosa gli costò il carcere sia con i nazisti che con i comunisti rumeni.
Wurmbrand era convinto che per capire l'essenza del comunismo bisognasse indagare sulla vera personalità del filosofo di Treviri nei suoi aspetti più reconditi, trascurati dalla critica, e sul mondo dei suoi rapporti con gli amici e sodali Engels, Hess ed altri ancora. Quello che salta fuori è un universo inaspettato e per certi versi clamoroso, non facilmente accettabile per chi professa la fede marxista comunista.
Il primo Marx si professava un fedele cristiano. Nella sua prima opera scritta, intitolata L'unione dei fedeli con Cristo, il fondatore del marxismo vergava queste bellissime parole: "Attraverso l'amore di Cristo volgiamo al tempo stesso i nostri cuori verso i nostri fratelli che sono intimamente a noi legati e per i quali Egli dette se stesso in sacrificio". Pare una dotta omelia clericale.
Veniamo così a conoscere un nuovo volto del filosofo di Treviri, lontanissimo dal Marx del periodo maturo. Ma per quale motivo egli, appena dopo aver ricevuto il diploma di studio, si trasformò da fedele seguace di Cristo in un implacabile avversario della religione, tanto da scrivere: "Desidero vendicarmi contro quell'Uno che regna lassù"?
Ne tratterò più diffusamente nella seconda parte del mio scritto. Intanto lascio all'attenzione di chi legge alcuni versi tratti da un poema del Marx classico:
"Sorgono i vapori infernali e mi riempiono il cervello Sin che impazzisco e mi si cambia il cuore.
Vedi tu questa spada? Me l'ha venduta il principe delle tenebre. Per me batte l'ore e dà i segni.
Sempre più audacemente suono la danza della morte".
(Fine prima parte)
Marco Sbarra

Stasera se non siamo cocchi bacocchi si fa pareggio accordato. Farà parecchio freddo e qualche gioattore potrebbe accusare bua al pancino.
RispondiEliminaUno del Settorino, senza tessere o magliettine
Tornano gli Armeni!
RispondiEliminaUno di Valli
Bravi folosoni, tutti contro Pagliuca… l’ unico che nel bene o nel male ci mette la faccia. Invece il fantasma Salvini vi va bene… Un DG che stà li non si sa a fare cosa e che addirittura si scrive con il DS… Date retta chiudete questo circo e buttate via le chiavi… ci fate più bella figura…
RispondiEliminaCarlino
Davvero è il caso di dire che non c'è più religione. Si sta parlando del grande padre del comunismo e gli aficionados compagni senesi della Robur preferiscono cianciare di Pagliuca e Salvini. Sacrilegio!. Però vi perdono. Non è colpa vostra. Purtroppo oggi non ci sono più in giro i comunisti duri e puri di una volta, quelli sempre fedeli al Partito e pronti a rifilare qualche schiaffone ai controrivoluzionari beceri capitalisti.
RispondiEliminaOggi e sempre forza Robur!
Vero, è proprio un segno dei tempi. Io, da marxiano, attendo le altre puntate. Questa è di presentazione, ma già interessante. Al-Mutanabbi
EliminaSiamo passati da Marx a Schlein!
EliminaIl salto è notevole… Te Almuta preferisci Schlein, vero? Gira questo rumor…
Ruggero
Confermo. Mi pare un donno che potrà risollevare le sorti della sinistra. Al-Mutanabbi
EliminaSchlein e ' senese per metà...da parte di madre.. Lo sapete? Tifa Robur....
RispondiEliminaAlleluia, a Siena abbiamo un tifoso della Robur che vota Pd per amore della squadra senese, condiviso dall'aspirante candidata alla guida dei progressisti.
EliminaBene, abbiamo un dolce cameo in un film senese sui buoni sentimenti.
PER AL-MUTANABBI
RispondiEliminaLo so, Tu credi in Marx, ma sei un marxiano come dire, anarchico, permetti la libertà d'opinione senza lanciare anatemi contro il pensiero critico e non ti adonti se un anticomunista religioso come il sottoscritto si permette di mettere in discussione la fonte della tua fede politica. C'è qualcosa che mi sfugge. Credo che Tu in un regime comunista saresti un dissidente. Non ne sarei sorpreso.
Va a tuo onore, ma rimango sorpreso.
Mah, sicuramente sì, sarei un oppositore. Io parto dal presupposto che ogni forma di governo e di stato sia, in nuce e non solo, oppressiva e dittatoriale. Anche quella “democratica” e liberale, come è apparso evidente in questi ultimi anni. Per tale motivo sono un marxiano e non un marxista, termine che indica una deriva prima ideologica e poi politica. Di Marx sposo in particolare totalmente la teoria economica e tutto ciò che da essa deriva. E da (ex) storico adoro ogni ipotesi che riformuli tesi consolidate, per cui sono sempre molto attento all’ascolto di ogni teoria. Questa di Marx “indiavolato” comunque un po’ la conosco… Al-Mutanabbi
EliminaCredo che la teoria del Marx spiritista sia conosciuta da pochissime persone, visto che la critica paludata ufficiale s'è dimenticata, per ovvie ragioni, di pubblicizzarla. Se si va su Google infatti l'unico studioso dell'aspetto spirituale del filosofo tedesco che viene riportato è il pastore Richard Wurmbrand. Eppure quell'elemento è fondamentale per conoscere la genesi e l'essenza del comunismo. Perché se fosse vera l'ipotesi descritta, allora cadrebbe miseramente a terra il motivo buono del comunismo, che avrebbe come padre nientemeno che il Male in Persona.
EliminaCertamente la storia ha saputo dimostrare la scelleratezza del nazismo e del comunismo, che hanno cercato di distruggere, in tutti i modi possibili, la scintilla del bene che è in ogni uomo.
L'acqua e l'olio non si mescolano però si può tentare di emulsionarli, ci provo. Nel secolo scorso marxisti e cristiani si sono scornati perchè entrambi proponevano un paradiso, ovvero un mondo in qualche modo contrapposto e dunque più giusto rispetto a quello reale, fornendo però soluzioni diverse: i marxisti hanno creduto di poterlo realizzare su questa terra mentre i cristiani hanno pensato bene di spostarne la realizzazione pratica dopo la morte. L'assioma da cui entrambe le categorie filosofiche partono però è molto simile ovvero il mondo reale basato sulla logica del profitto è un mondo profondamente ingiusto e che come tale l'uomo aspira a qualcosa di più, seguendo una condotta retta e pia secondo i cristiani possiamo raggiungere il paradiso, seguendo la strada della rivoluzione secondo i marxisti lo stesso. Ora è vero che il detto "la strada che conduce all'inferno è lastricata di buone intenzioni" sembra scritto proprio per le realizzazioni pratiche del socialismo su questa terra, ma è anche altrettanto vero che la caduta di questi regimi ha portato nel mondo occidentale un attacco indiscrimato a tutti quei diritti che le categorie più umili avevano conquistato proprio nei paesi occidentali grazie anche all'opera incessante di quei partiti e sindacati che in occidente in qualche modo traevano la loro inspirazione dal filosofo di Treviri. Tutto questo per concludere che, quando non sono strumentalizzati per altri fini, sia cristiani che marxisti in realtà non sarebbero in competizione tra loro almeno che il maligno ci metta la coda e faccia in modo che giusto ed ingiusto si confondano fino a creare schiere di giusti contrapposti. E comunque Gesù che scaccia i mercanti dal Tempio andrebbe d'accordo con entrambe le categorie secondo me, ho forzato un po' la mano? Cecco
RispondiEliminaCecco, è intrigante il tuo tentativo di conciliare il diavolo con l'acquasanta. Tu riterresti che cristiani e marxisti potrebbero perseguire lo stesso fine, anche se con mezzi differenti. Desidererei tanto che ciò fosse vero, ma la realtà mi obbliga a considerare la cosa come impossibile. Provo a dare qualche spiegazione.
EliminaPio XI scrive: "Il comunismo è intrinsecamente perverso e non si può a demmettere in nessun campo la collaborazione con lui da parte di chi voglia salvare la civilizzazione cristiana".
Ancora: "Ma se si strappa dal cuore degli uomini l'idea stessa di Dio, necessariamente sono dalle loro passioni sospinti alla più efferata barbarie".
Infine: "Il comunismo è per sua natura antireligioso, e considera la religione come "l'oppio del popolo" perché i principi religiosi che parlano della vita d'oltre tomba, distolgono il proletario dal mirare al conseguimento del paradiso sovietico, che è di questa terra".
Questi concetti tratti dall'enciclica "Divini Redemptoris" scritta da Papa Ratti, descrivono perfettamente quanto siano distanti fra loro loro la fede cristiana e il comunismo. Lo testimoniano le morti e la prigionia tanti, tanti sacerdoti e laici cristiani rei solo di credere in Dio.
La bontà dall'albero si vede dai frutti e l'albero del comunismo ha offerto tanta disperazione e morte. Che sono gli stessi ideali perseguiti scientemente dal filosofo di Treviri nella sua travagliata vita. Nella prossima puntata del mio scritto tratterò proprio della disperazione e del desiderio di morte di Marx, che in realtà odiava l'umanità intera, senza alcuna distinzione fra classi sociali, e desiderava distruggerla. Un cristiano non può seguire una rivoluzione come quella bolscevica, che aveva come scopo l'estirpare dal cuore degli uomini l'idea stessa di Dio con la violenza e la morte.
Il padre del comunismo aveva in sé, ispirato da un Essere malvagio, i germi nefasti che hanno poi causato immani sofferenze.
No, credo che non sia possibile l'ecumenismo fra cristiani e comunisti ed anche tu lo hai sospettato quando hai scritto:"...almeno che il maligno ci metta la coda e faccia in modo che giusto ed ingiusto si confondano fino a creare schiere di giusti contrapposti". Credo proprio Cecco che Tu abbia visto giusto.
Io ho scritto qui con franchezza ma, la discrasia che se ne ricava non mi impedisce di mostrare rispetto e stima nei tuoi confronti.
Caro Marco (e qui spero che Almuta mi perdoni per dare il via a questa specie di rapporto epistolare usando il suo blog) il rispetto è reciproco, è raro trovare chi ancora crede fermamente in qualcosa in questo mondo secolarizzato (io userei più propriamente il termine "società liquida" ma credo che i due termini si assomiglino molto). Vorrei semplicemente rilanciare con argomenti che magari conosci bene ma è comunque bene ribadire. Intanto il vecchio inno socialista parte con: "Su Fratelli e su Compagni ..." e penso che non sia un caso, l'altro è la parola "compagno" di cui senz'altro conosci bene l'etimologia ovvero "colui con il quale divido il pane" e certamente non ti sfuggirà il senso della proposta di Eucarestia universale di matrice socialista. Giusto per sperare di instillare il dubbio nelle tue convinzioni e magari, finiti ormai da decenni i tempi della guerra fredda che forse hanno troppo condizionato il pensiero dei papi del passato, vedere un possibile alleato nel nemico del tuo nemico, ti prometto di finirla qui almeno che non ritrovi un libercolo sovietico (scritto prima dell'ottantanove) che parlava di aperture tra socialisti e marxisti, ma erano altri tempi, esistevano ancora i comunisti sovietici ed Helder Camara era il vescovo della Teologia della liberazione, sembra di parlare del secolo scorso ... era effettivamente il secolo scorso. Con stima. Cecco
RispondiEliminaTi ringrazio Cecco per gli spunti che mi hai fornito, di cui alcuni non mi erano noti. La tesi assai interessante di una corrispondenza del socialismo con i Vangeli, mi stimola e la tratterò sicuramente in una prossima occasione dedicata.
RispondiEliminaQui vorrei solo citare due pensieri del famoso teologo protestante Karl Barth, che ho trovato in internet cercando alcuni tuo riferimenti. Il primo è collegato al tema da me trattato nella prima parte : "L’opposto di Dio non è la terra, non è la materia, non è l’esteriorità, ma è il male o […] sono i demoni, il diavolo". L'antagonista di Dio quindi è Satana, se Dio è il Bene, il secondo è il Male in persona. Ne consegue che se davvero Marx praticava il culto di Satana, credeva e seguiva il Male. Possiamo quindi concludere che la sua vita e la sua opera non possono non essere state impregnate dello stesso vulnus, che a sua volta si è propagato alla sua creatura, il comunismo reale.
Il secondo spunto di Barth è questo: "Gesù si può riassumere in queste quattro parole: movimento per il socialismo". Devo ancora riavermi per lo shock...