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martedì 13 dicembre 2022

Marocco vs Spagna

Vada come vada, nel calcio minorissimo di questi buffi Mondiali in Qatar, qualcosa di abnorme è già successo. E tutto in una sola partita. Noi siamo già contenti così.


Marocco - Spagna 3-0 dopo i rigori, ottavi di finale.

Alcuni dati. Possesso palla: Spagna 77%, Marocco 23%. Passaggi utili: Spagna 1050, Marocco 330. Per i cultori del calcio contemporaneo, per i voyeur di Pep Guardiola, una vera libido. Peccato però che abbiano vinto gli altri (ma questo poco importa, secondo la follia spagnola). Penso e spero che sia la fine del fottuto tiki-taka, che giocato da Xavi, Iniesta e Busquets è una cosa, affrontato da migliaia di squadre di sconosciuti scarponi è un'altra. Noi il tiki-taka lo odiamo, lo detestiamo, lo schifiamo. E come noi ce ne sono tanti, ma tanti.

Uno, ad esempio, è proprio l'allenatore marocchino che ha buttato fuori i tikitakatori spagnoli, Walid Regragui: "Hanno un possesso palla che danneggia l'avversario ma anche il pubblico. Rodri-Laporte; Laporte-Alba; Alba-Laporte-Rodri; Busquets-Rodri. Tac, tac, tac, tac, tac. Finché, a un certo punto, i giocatori cominciano a stancarsi. Nelle ultime 20 partite, hanno una media di possesso palla del 70%. Lo fanno contro qualsiasi nazionale".

Un calcio quindi dannoso a tutti: all'avversario (bel senso di sportività, complimenti), al pubblico, a se stessi. Un tumore, che va estirpato, ora o mai più. Ma soprattutto, una ideologia, che va contro i numeri (Spagna che non segna, non tira, non passa un turno ai Mondiali dal 2012 negli scontri diretti) e che pertanto rende pericolosissimo il suo utilizzo.

Anche perchè questo tiki-taka di merda si tira dietro altre metastasi, quale ad esempio l'uso del falso nuove. Oh, lo ha fatto vedere Van Gaal (quindi non l'ultimissimo arrivato) che, se si vuol vincere e segnare, bisogna mettere uno / due bovi davanti ed alzare palla; la filosofia che Wiatutti brama da anni nei confronti dei colori bianconeri.

Il tiki-taka come gioco universale, sostenibile, liberal, omnipervasivo. Il metodo perfetto per un'epoca che mira alla distruzione delle identità. Ed invece, proprio in questa partita - ed anche dopo - è stata l'identità della squadra e del popolo marocchino a fare la differenza. Il Marocco aveva davanti uno dei tanti colonizzatori mal sopportati per decenni e si è visto benissimo quanta forza i giocatori abbiano messo in campo per soddisfare una vittoria che sa di rivincita di un popolo intero.

Ma non solo. Il Marocco dedica ogni vittoria alla causa della Palestina, che ormai più nessuno sostiene. La falsa sinistra che fino a pochi anni fa faceva finta di avere a cuore le sorti del popolo palestinese, oggi ha tolto la maschera e si rivela vicina ad Israele. Le questioni geopolitiche complesse e critiche si sono spostate in altre aree e vibrano di altra intensità. Eppure il Marocco vincitore dedica ogni vittoria alla Palestina, perchè per il popolo arabo la Palestina è un simbolo identitario, di lotta alla sopraffazione e di resistenza ad oltranza.

Noi, lo ripetiamo, siamo già contenti così.

5 commenti:

  1. Sempre riguardo alla Spagna:
    - tolta la goleada con il Costa Rica, gli altri gol della Spagna, 2 in 3 partite, li ha fatti Morata: un vero 9;
    - il primo gol con il Giappone è stato preso per via di un'altra metastasi del tikitaka: l' estrema impostazione dal basso, nello specifico acddirittura dal portiete pressato.
    Poro Mario

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  2. Il Marocco in semifinale è una vergogna. Mi ricordano la Corea del Sud in quel famoso mondiale… Dalla Francia ne beccano 10 questa banda di scarponi

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