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mercoledì 21 dicembre 2022

Calcio = Vita

Ho vaghi ricordi di come sia iniziata la mia passione per il calcio. I primi calci ad una pallina in terrazza quando ancora faticavo a deambulare. Poi in corridoio. Poi nel piazzale. Quindi in un campo di terra battuta. E così via.


Per giocare a calcio, pur a infimi livelli, ho sacrificato qualcosina. Perchè mi ci sono sempre divertito. E soprattutto perchè mi è sempre piaciuta l'aria dello spogliatoio, che ti mette a nudo ed a confronto con un'altra ventina di esseri umani, tutti diversi da te. Mi sono siringato, ho giocato anni con il rischio di rompermi due tendini, alla fine mi sono arreso. E mai più ho osato fare sport. Io per lo sport non ci sono portato.
Il calcio non è uno sport. L'ho sempre saputo e sostenuto. Lo sport ha le sue regole ed una sua etica, il calcio ne ha altre, spesso opposte. E più si tenta di far diventare il calcio uno sport, più il calcio, a spregio, devia la sua tendenza.
Prendiamo gli ultimi Mondiali di calcio. Nello specifico, la finale Argentina-Francia.
Mondiali in Qatar su cui - a ragione - si è sputata più di una sentenza negativa: caldo, morti, sceicchi potentissimi, business e tanto tanto altro. Ed il calcio cosa fa? Ti mette in moto partite splendide, che fanno dimenticare le questioni sopra dette, fino all'epilogo della finale.
Già, la finale. Già da alcuni definita "La partita del secolo". Una finale che è stata, ancora una volta, metafora della vita, ma vita vera, non il metaverso. Quella in cui si muore, si rinasce, ci si esalta, ci si deprime, ci si dispera, ci si angoscia, fino alla fine, fino all'ultimo secondo. Campare è tutto questo, nonostante a tanti di noi venga narrato il contrario.
Rivedetevi gli inni prima dell'inizio, guardate gli occhi dei 22 in campo. Capirete subito perchè, per 80 minuti, sia esistita letteralmente una sola squadra in campo. Dominio imbarazzante, totale, inspiegabile. Perchè ok, la Francia è la squadra preferita dai Bravi: "multirazziale", con Mbappè che si tromba (???) una fidanzata transgender, zipillita di colored (va bene oppure rischio di essere bannato?). Però è morta dentro, come siamo tutti noi Bravi occidentali. E così, all'appuntamento di una vita, i ragazzotti francesi, un po' sonnacchiosi ed un po' annoiati, arrivano come si arriva ad un allenamento post sbornia: così, con le faccette di chi lì non avrebbe poi tanta voglia di stare.
L'Argentina gioca, romba, arrota tutto e tutti. Ma dietro l'angolo i terzomondisti hanno sempre la voglia di autolesionarsi. Ecco così la sostituzione di un fuoriclasse con un terzinaccio. E la gara cambia. Già, perchè dall'altra parte c'è un marziano e tanti noccoli che, una volta risvegliati, vanno a mille all'ora. Imprendibili. In un batter d'occhio, siamo al 2-2. Con la Francia che spinge, l'Argentina alle corde.
Ed ecco qui la trasformazione. Termina ufficialmente al 90esimo la partita di calcio, per gli Argentini inizia la partita della vita. Tanto disperata che si trascina dietro anche i giovani zombie francesi, che pregustano la follia divina della vita e si adeguano ad uno spettacolo in cui cadono tutti i veli, come quando due pugili decidono di abbassare la guardia, mettersi al centro del ring, assaporare il sangue nella gola e decidere da uomini (non da person*) di risolvere la contesa.
Solo che... Solo che la Francia è più forte, ne ha di più, questi ragazzotti viaggiano come littorine, dietro gli scalcinati difensori argentini, che hanno facce pasoliniane che questo mondo ormai non accetta più, non arginano più la marea blue che arriva da ogni lato. Capita però che un folle, un residuato del calcio che fu, un Portiere come c'erano nella mia generazione, effettui una parata mai vista, al 123esimo minuto della vita, sua e nostra. Un'uscita a spaccata, con palla incocciata a colpo sicuro, calciata da un missile di un ragazzetto colored. Vince la vita, perde il mondo di plastica in cui siamo stati cacciati.
I rigori sono la conseguenza di questo racconto. Ho personalmente indovinato tutti gli errori dei ragazzotti africani, perchè il terrore si era rimpossessato di loro, perchè quella parata aveva loro fatto capire che è la vita che alla fine ha la meglio su tutto. Ai rigori si va, ma aveva già vinto l'Argentina.
Il calcio non è uno sport.


"Era uno di quelli che si credono superiori perchè sostengono che il calcio consiste in ventidue imbecilli che corrono dietro una palla"
(O. Soriano, "Fùtbol. Storie di calcio", 1998)

3 commenti:

  1. Condivido tutto l articolo, tranne il "titolo" della partita: quello vero è: Italia - Marocco 4 - 2 dr. Ora può coincidere con l articolo. Ah.. l'Italia non è quella di Donnarumma,
    Bonucci, Chellini ecc.

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    1. Sì ciao… Magari avere un’Itaglia così… No, noi siamo morti, anche se senza colored. Al-Mutanabbi

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    2. Potere bianco vince sempre!!!

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