E così anche il giovedì sta per finire nel secchio dell’umido mentre il venerdì è già pronto per arrivare a dar la nanna a questa settimana. Dalla fine della partita contro il Cesena me ne sono rimasto qui, nella periferia del mondo (anche se a volte ho come la sensazione che tutto il mondo sia periferia di qualcosa), prigioniero nel mio piccolo appartamento comprato a metà con la banca per i prossimi decenni.
Subito dopo la partita S. si è dileguata, lasciandomi sospeso su un incerto "Ci vediamo domani" mentre mi dava la schiena e usciva di casa. Oddio, ad essere onesti non è che la vista del suo lato B mi sia dispiaciuta, tuttavia dal momento in cui la porta si è chiusa alle sue spalle non ho avuto più notizie di lei. Ogni tanto la sento zampettare sulle piastrelle del pavimento e dal momento che - al pari di me - prova un’avversione tremenda per le scarpe, la immagino sempre scalza. E sorrido.
Questa mattina insieme al mio piccolo cane dal nome troppo lungo ho atteso che la signora delle pulizie, che due volte a settimana ci viene a ridare un minino di decenza alle scale, se ne andasse, per poter scendere in cortile a ritirare la posta dalla cassetta delle lettere. La mia condizione di ergastolano sanitario non mi consente certo di mettere il naso fuori di casa ma all’esterno di queste quattro mura, pagate come antisismiche ma che verranno giù alla prima scossa (come sempre succede in questo drammatico Paese, bravissimo a scrivere leggi ma un po’ meno a farle rispettare) la vita va avanti. E che vita: le giornate sono meravigliosamente piacevoli, il sole scalda i profumi caldi dell’autunno, dando l’impressione di poter vivere all’interno di una cartolina e la Robur naviga a vele spiegate in una posizione di classifica molto invidiabile (effettivamente essere primi è un gran bel piacere e lo dico con tanta tanta spocchia) verso una salvezza lontana soltanto 25 punti. E visto che siamo sempre ad ottobre, mi pare un gran bel inizio.
Tra le lettere infilate in cassetta, fra bollette e pubblicità, ho recuperato una busta gialla di carta spessa, di quelle imbottite di pluriball. Incuriosito ne ho soppesato il contenuto con la mano, tenendola sul palmo come fosse una mela. Non avendo né timbro né francobollo ho pensato subito ad uno scherzo, ma rigirandola sull’altro alto ho letto il nome del mittente e il cuore ha saltato più alto di Sergey Bubka ma senza asta, per poi precipitare dentro allo stomaco, inabissandosi come un sasso tirato nell’oceano. Con una calligrafia femminile, rotonda e piacevole, l’altro lato della busta, che ho esplorato con la stessa attenzione di un astronauta che si trova a passare davanti al lato nascosto della luna, recava soltanto "Da S. X Q.", con le quattro lettere p,e,r,q inserite all’interno dei quattro spicchi della x, esattamente come facevamo da piccoli. Con il sangue che martellava nelle tempie, mi sono improvvisamente sentito di nuovo uno studente delle scuole medie, nell’attimo in cui l’insegnante di matematica iniziava a scrivere sulla lavagna gli esercizi del compito, lasciando che quel mix di eccitazione, paura ed euforia mi si diffondesse lungo tutto il corpo, dal collo alla punta delle dita dei piedi. All’interno della busta, poche cose. Un paio di fogli a righe con i margini, come i quaderni dei bimbi (che mi ha provocato un incontrollabile moto di affetto) scritti fitti fitti, un sacchettino di cellophane con dentro una chiavetta USB nera della SanDisk da 8 giga legata ad un laccetto arancione e un elegante penna Parker con l’inchiostro blu. Rincasando ho appoggiato la busta imbottita sul tavolo, prestando molta attenzione a non tifare fuori le lettere ma limitandomi soltanto ad estrarre la chiavetta. Incuriosito ho provato ad inserirla in una porta del mio pc in pausa ma ancora acceso. Con un leggero tocco al mouse il video si è illuminato, mostrando le scritte di un sito ricco di notizie sul Roburrone, che ancora in piena emergenza di attaccanti domenica prossima tornerà nuovamente in Sardegna per affrontare la Torres di Sassari; squadra per me molto antipatica poiché da piccolo la scambiavo sempre con la Turris di Torre del Greco e combinavo dei gran pasticci con l’album delle figurine Panini. Figurine la cui crescita totalmente ingiustificata del prezzo a pacchetto descrive perfettamente la follia economica vissuta negli ultimi decenni da questo Paese. All’interno della chiavetta S. ha inserito tutte le canzoni che abbiamo ascoltato durante le ore passate insieme, da quando abbiamo deciso di condividere almeno una parte della nostra positività al Covid. Ha avuto l’idea di chiamarla "Quarantenni in quarantena’s Song" e per permettermi di ascoltarle nell’esatto ordine, prima di ogni titolo ha messo un numero crescente da 1 in avanti. E questa cosa mi ha fatto sorridere perché approfondendo giorno dopo giorno la sua conoscenza, capisco quanto bisogno abbia di mettere sempre in ordine la sua vita E forse è proprio questo il motivo della sua latitanza di queste ore: forse deve sistemare qualcosa del suo passato che ogni tanto fa capolino nel suo presente e tenta di rovinare (il mio) futuro. O forse questo è soltanto ciò che spero io. Dimenticandomi persino della lettera, ho ascoltato l’intera sequenza per ore, tornando all’inizio ogni volte che raggiungevo la fine. A dirla tutta all’interno della chiavetta c’era anche un’altra cartella, ma il nome "Ascoltami dopo aver letto" mi ha impedito di aprirla. Dopo pranzo, in seguito all’ennesimo pasto a base di ceci e salmone (il convento passa questo, e anzi, se ancora mangio devo ringraziare la vicina radio piazzale del palazzo di fronte, che ogni tanto si ricorda di me e va a farmi la spesa), mi sono seduto sul divano in quello che una volta era il mio posto (riappropriandomene, finalmente) e ho cominciato a leggere. Dopo un formale "Ciao Q." (la ragazza continua a chiamarmi Q come Quello di sotto esattamente come io seguito a chiamarla S come Super) sul rigo successivo (anche andare a capo mi ricorda tanto le scuole, fatte al tempo in cui i genitori tornavano a casa per la pausa pranzo e le famiglie mangiavano insieme anche nel centro del giorno e non solo a cena: siano benedette per sempre le vecchie pubblicità della Barilla) ha continuato: "Scusa se per un po’ non mi sono fatta sentire ma stavo cercando di fare un po’ di pulito in camera, gettando via un paio di scheletri dall’armadio per far posto ai sogni conservati nei cassetti. Ti ho scritto con la stessa penna che hai trovato nella busta. Non so perché ma dopo aver finito di scrivere ho avuto la sensazione che fosse giusto regalartela. Considerato che tu non fai altro che regalarmi allegria, riuscendo sempre a migliorarmi le giornate, ho voluto contraccambiare. Ti ho messo nella busta anche una chiavetta. Sono le nostre canzoni - nel leggere la parola "nostre" ho sentito la stessa gioia provata al goal di Tiribocchi con la Sampdoria, in 9 contro 11. Spero tu possa apprezzare lo sforzo di memoria, visto che mi sono ricordata di ogni singolo pezzo che hai chiesto alla tua mia amica Alexia (della quale sono anche un po’ gelosa, perché ti asseconda sempre, la zoccola!). Ti osservo spesso quando siamo insieme e a volte dietro alla tua meravigliosa voglia di ridere noto il passaggio di qualche ombra strana. Vorrei tanto tu riuscissi a dirmi ciò che pensi, ciò che vorresti, ciò che ti aspetti dalla tua vita, ma ogni volta che sei sul punto di farlo butti tutto in caciara, facendo un casino gigantesco che in confronto i mondiali del '90 furono un concerto di musica classica. Anche io vorrei tanto poterti parlare liberamente, di me, della mia vita, di tutto. E anche io mi blocco, perché in fondo, io e te, seppur così diversi, forse ci portiamo dentro le medesime paure. Ho visto che sul blog dove ogni tanto scrivi - ogni tanto è un eufemismo, direi - spesso parli di noi e ciò mi fa anche un po’ piacere, ma vorrei che questa lettera, nelle quale ti parlerò di me, restasse fuori, perché non mi è facile scriverti ciò che sto per scrivere. A tal proposito, visto che la nostra - rileggo ancora quella parola: e due! Seconda gioia immensa, tipo il rigore parato da Pegolo a Cavani - Robur domenica giocherà a Sassari - e noi la guarderemo assieme spero, naturalmente se lo vorrai - vorrei che da qui in avanti continuassi a leggere dopo aver fatto partire la canzone contenuta all’interno della cartella "Ascoltami dopo aver letto". Io non ci sono mai stata nel posto della canzone, ma mi piacerebbe un giorno poterci andare, magari insieme a te.” Con il cuore che dava i calci ai polmoni, ho fatto partire la musica indicata da S, ma come a voler cercare di preservare una sorta di catena con lei, anzichè ascoltarla sul pc ho chiesto: "Alexia riproduci "Sardegna" di Cesare Cremonini" (Alexia volume 7, almeno se S. sente, sorride). Poi mi sono versato un qualcosa di dolce, trasparente e terribilmente alcolico la cui bottiglia recava in etichetta soltanto Filu ferru e ho inziato a leggere, incerto di quale direzione stesse prendendo la mia serenità.
Torres - Siena: di nuovo in Sardegna, di nuovo lontano. Dopo aver fatto tutto bene per oltre un mese, torniamo in terra sarda per continuare la scalata e riprendere il dialogo con la vittoria, che tanto ci piace e tanto ci fa star bene. Tre punti per un nuovo domani! Sempre con te nonostante il vento, sempre con te nonostante il mare.
Segue
…Siena calcio il nome, lotta con onore!

Noi trentenni siamo parecchio lezzi e i quarantenni sò vecchi. Ma quel bossolo guelfo che scriveva pseudorime a casazzo s'è svaporato dalle puniette hahaha, peccato era ganzissimo.
RispondiEliminaMarko
Bello essere CONPLICI o ma co la M nel mezzo però! Sempre con te Robur!
RispondiEliminaFonte Gaia è li che aspetta da sempre e per sempre…
EliminaSegnalo ai naviganti che sul 55 del digisat ho trovato una trasmissione di calcio che annovera tra gli opinionisti il mitico centravanti Giampiero Forte di cui mi raccontò il mio poro babbo, grande tifoso robur.
RispondiEliminaGrande giampiero Forte che fu radiato perché tirò un cazzotto a un arbitro nello spogliatoio... Io c ' ero.. Poi riabilitato ma la carriera era finita... Fece la ' avvocato nelle vita
EliminaG del ponte di romana.
Q e S e il cielo in una stanza!
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