(anonimo commentatore del XIV secolo)
Mi ritrovai sicuramente oltre all'Acheronte. Ero in un posto brutto e buio. Se non avessi saputo che mi trovavo all'inferno, avrei detto che fossi al parcheggio della Pamme. Vidi attorno a me anime che sospiravano, senza pero' subire punizioni. Chiesi alla mia guida dove mai fossimo.
"Siamo nel limbo".
Notai una strano pallore in Lapo. Non capii cosa aveva, provai a domandare: "La vedo molto pallido. Cos'è, non ha digerito l'ovo di Maria Pia?".
"No, no, non eags of Maria. Ho un po' di timore".
"Paura eh! Ma di cosa?".
" Ci sono anime che I know. I live here in the limbo. E' il mio cerchio".
Mi guardò con occhi impauriti, ma mi invitò a proseguire.
"Come on, Senese. Dobbiamo proseguire. The street is lunga e faticosa. E tra l'altro è peggio della Florence-Siena".
Notai la presenza di anime che stavano lì, ma stranamente non subivano pene. Quasi fossimo alla Procura della Repubblica di un certo borgo felice. Chiesi il perché di questa loro condizione. Devo essere sincero, ci ero rimasto pure male.
"Non sono della casta, quindi non possono essere in Inferno, ma nemmeno salvate. Very coglioni".
Continuammo a camminare, quando vidi una luce. Eravamo sempre nel limbo. Capii che ci trovavamo davanti ad anime di persone virtuose.
Vidi avvicinarsi una giovin anima. Era il Palletico, uno che avrebbe voluto far parte della casta, ma non riuscì mai ad entrare. Noto per aver goduto di Foloso City, ma al contempo di averne parlato male. Amico di Piermassone della Corriera, aveva gli stessi gusti. Gli leccava spesso il deretano per sperare nella salvezza. Ma non era il deretano giusto. L'altro era ugualmente lì, non si sa dove, ma c'era.
C'era pure Gertrud, collega di Lapo. Lei era specializzata nel rompere le palle ai locali, accompagnando i turisti. Invadeva appositamente piazze e vie impedendo il passaggio, mandando in culo chi protestava. Donna di una cattiveria unica. Lapo era di un bianco cadaverico. Anzi, in confronto un cadavere era abbronzato.
Lei e altri tre anime che riconobbi in altrettante guide, si appartarono e parlarono fitto fitto. Vidi Lapo prendere uno strano oggetto e mi sembrò che le pagasse. Ritornò e mi disse: “Colpa di Siena people. Persone orrende”.
A quel punto, ci allontanammo rapidi e ci avvicinammo ad un posto incredibile. Un castello con sette porte, con mura altissime, tutto verde. C'erano pini, lecci, arbusti secchi e rovi. Era il castello degli spiriti maligni. Su di un cartello si diceva che la gestione era di una strana associazione, “Il nostro paese bello”. Lo scopo di detta associazione era non fare nulla. Non costruire nulla. Non salvaguardare nulla. Solo sparare stronzate.
Scuotendo il capo, la guida mia mi condusse allora fuori, verso altro cerchio.
E vegno in parte ove non è che luca.

Una sola parola Fantastico !!!!!
RispondiElimina.... però (chissà perchè sovviene dispettoso sempre un " però" ), mi chiedevo se viste le circostanze , considerati i personaggi , valutate caste contocaste e quant'altro ....e anche analizzata la situazione sì locale , ma anche globale ....
non sarebbe più adatto il Decamerone ? ops.... il Folamerone
Saena Infelix