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mercoledì 8 aprile 2026

Lockdown energetico: la preparazione

Dai citti, mi pare tutto pronto. Ovviamente per stiantare tutti. Prima però dobbiamo passare attraverso il purgatorio del lockdown, che tanto garba ai potenti che si trastullano con le nostre vite. E che tanto garba ai poveri strullarelli che sostengono, cosciamente o inconsciamente, la fine di tutti noi.



Lockdown energetico. Ecco la formula magica di questa primavera-estate 2026.

Le parole sono importanti, gridava un Nanni Moretti d’epoca ad una giornalista superficiale. Ed il Potere sa benissimo quale parole usare per andare a colpire le nostre paure più interiori.

Razionamento. Restrizione. Riduzione. Contingentamento. Misure emergenziali. E così via. Vedete quante parole potevano essere usate per giungere al medesimo obiettivo? E invece no. Invece si riparla di lockdown. Quello che nel 2020 ci convinse a essere chiusi in casa, a divenire schiavi di una burocrazia demenziale, a permettere ad altri di prendere possesso delle nostre vite e dei nostri corpi. Da quel momento questo termine crea un click emotivo nella massa, risvegliando ricordi recenti di terrore, paura, paralisi, panico, trauma collettivo. Ed anche di godimento, per gli sceriffi del Potere.

Gli scemi non distingueranno la metodologia ed andranno subito dietro alla narrazione imposta dall’alto. Presto vedremo sui nostri schermi tecnici, ingegneri, elettricisti che ci diranno che d’altronde ha stato l’Iran e che per il bene di tutti dovremo restare in casa, senza gas. E “lockdown” sarà l’innesco per un’altra ipnosi collettiva.

Si inizia pian pianino, come da sistema.

Giorni fa Crosetto disse che non stava dormendo la notte per avere saputo ciò che ci capiterà a breve. Si muore tutti? Boh, non si sa, perché il buon Guido, esattamente quello che era in vacanza a Dubai allo scoppio della guerra, lo ha detto, buttando là questa mezza frase che è servita a farci capire il suo drammone per quanto accadrà. Se andate indietro con la memoria, rivedetevi le facce dei servi Fornero e Conte di qualche anno fa e capirete ciò di cui si sta discutendo.

Il compito di preparazione più importante lo fanno i servi dell’informazione. In primis tutti quelli (il 90%) sottomessi al sistema di potere vigente. Ecco quindi spuntare Open, di Mentana, Fabbri, Puente, ecc. Servi della gleba al soldo di chi ci vuole in difficoltà. Si inizia con calma, con una previsione soft, come da articolo. Per poi dare la caccia ai non allineati, che saranno traditori della patria e nemici iraniani a brevissimo. Per finire stavolta non si sa dove.

Insomma, tutto è pronto. Wiatutti c’è. E voi?

2 commenti:

  1. Droni sopra ai benzinai e via così.

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  2. Una stagna piena di benzina varrà come all'epoca valeva un cane al guinzaglio da portare a cacare

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