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venerdì 9 gennaio 2026

Eisen und blut

Ieri abbiamo pubblicato un articolo sulla Strategia di Sicurezza Nazionale USA. Uno degli elementi di estrema novità di questa elaborazione strategica è la dichiarazione della volontà di dominio assoluto sul continente americano (dalla Terra del Fuoco fino alla Groenlandia). Tale dichiarazione, che affonda le sue radici nella Dottrina Monroe, è stata definita “Corollario Trump”, quasi a voler sottolineare che l'operatività statunitense nel continente non deve essere intesa come estemporanea, ma come sistemica.



La spettacolare operazione del 3 gennaio con la quale le truppe di Washington hanno catturato il Presidente venezuelano Nicolas Maduro consegnandolo ai tribunali newyorkesi per rispondere delle accuse di narcoterrorismo ricade pienamente nella attuazione di tale strategia.

Oddio, con questa operazione il diritto internazionale viene definitivamente meno, ma, come ebbe a dichiarare il nostro Tajani, “il diritto internazionale è importante ma fino a un certo punto”. Per quanto riguarda le accuse di tipo penale sulla base delle quali Maduro sarà probabilmente condannato, esse sono da ritenersi  funzionali al solo scopo di giustificare, sul piano del diritto interno, una operazione militare e un atto di guerra mascherandola da operazione anticrimine.

Venendo al titolo dell’articolo, il 30 settembre 1862 il primo ministro di Prussia Otto Von Bismarck parlò davanti ad un comitato parlamentare inneggiando all’importanza della preparazione militare. Il suo discorso terminò così: “Non con discorsi, né con le delibere della maggioranza si risolvono i grandi problemi della nostra epoca… ma col ferro e col sangue”. Eisen und blut. Da questo discorso nacque l’Impero tedesco.

Traslato ai giorni d’oggi, insieme al ferro e al sangue, anche la tecnologia militare agevola l’operato dei gangster ammerigani, come dimostrato proprio con l'operazione Maduro, portata a termine con una precisione notevole ed una perizia tattica impressionante.

Sul piano strategico, gli USA mirano a contenere l’influenza di Cina e Russia in America latina, privandole di un alleato fondamentale nell'area. Bisogna anche tener conto che la spettacolare operazione ha una funzione intimidatoria nei confronti di chiunque in Sud America abbia intenzione di sfidare l'egemonia statunitense consentendo a super potenze esterne di entrare nella zona magari anche con accordi di natura militare.

Sul versante economico, l’obiettivo è chiarissimo e dichiarato: riprendere possesso delle riserve petrolifere venezuelane che furono sottratte alle major energetiche statunitensi con l'avvento al potere di Hugo Chavez. Anche se il petrolio venezuelano non è di grande qualità, gli USA prendono il controllo di uno dei maggiori fornitori di petrolio alla Cina e ciò può essere un elemento che potrebbe in prospettiva controbilanciare in parte il monopolio delle terre rare cinesi. In attesa della “gestione” di un altro grande fornitore cinese, l’Iran, e della soluzione della guerra in Ucraina. In ciò, Trumpete non fa che continuare, sotto altra forma, la strategia di contenimento della Cina ideata da Obama e Brezinski (Pivot to Asia), che prevedeva un assedio militare costruendo attorno alla Cina una doppia cintura di basi nell'Oceano Pacifico.

Ora, capire come andrà a finire con questo vecchio ormai fuori controllo è molto difficile. Sicuramente prima o poi qualcuno calpestato reagirà. E lì ci converrà andare tutti a pregare.


There were any limits on your global powers?”

“Yeah. There is one thing. My own morality. My own mind. It’s the only thing that can stop me. I don’t need international law”.

Intervista a Trumpete, 8.01.2026

2 commenti:

  1. Una democrazia che non rispetta il diritto internazionale è una democrazia a metà ma noi, cronici leccaculo degli americani, facciamo finta che non sia successo niente. Non dico la rottura del Patto Atlantico, ma almeno due paroline per una presa di distanza dai deliri del presidente USA ci avrebbero salvato la faccia, e invece no, continuaiamo imperterriti a slinguazzare come se nulla fosse, diceva il manzoniano Don Abbondio: "il coraggio, uno, se non l'ha, mica se lo può dare ...".

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  2. Credo che gli USA abbiano recentemente stracciato una 30ina di trattati internazionali. L'unica che sembra ancora incartata da limiti autoimposti pare proprio la cara vecchia Europa, con finalità autodistruttive.

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