Come tutti saprete, una perizia dei Ris ha da poco confutato una perizia dei Ris, in riferimento alla morte di David Rossi.
Già, anche i Ris sbagliano; e qui una delle due perizie è ovviamente fallata. Perché una disse che Rossi si buttò di sotto e una dice che Rossi lo hanno buttato di sotto. Insomma, non esattamente coincidenti. Alla base di tutto, studi certosini sulla dinamica della caduta del manager. Con tecnologia all’avanguardia.
Anzi no. Perché, come afferma l’ing. Monfreda, che ha condotto una analisi indipendente sulla dinamica della caduta verificando la non compatibilità con un gesto volontario, i primi Ris avrebbero utilizzato un software obsoleto e di cui non avevano neppure la licenza d’uso. Per realizzare la perizia del 2022 sarebbe stata difatti utilizzata una versione superata e non aggiomata di “Virtual Crash”. E se ci permettete, siamo davanti alla ennesima svista clamorosa nel contesto di indagini che fino a oggi sembrano state fatte da una gruppo di cittini dell’asilo (anzi, i cittini dell’asilo avrebbero fatto meglio).
“I carabinieri del Ris non risulterebbero tra gli acquirenti di una licenza del programma”, ha detto Monfreda, titolare unico per l’Italia del software. “Se lo avessero utilizzato lo avrebbero fatto in violazione del contratto di licenza. La licenza e personale e non trasferibile: se non l’hai acquistata, non puoi usarla”. Quindi, delle due l’una: o i Ris hanno utilizzato una cosa non idonea, o la hanno utilizzata contravvenendo alle basilari regole di utilizzo… Monfreda, leggendo la perizia del 2022, ha notato che è stata effettuata “con una versione obsoleta del software, la 3.0, quando era già disponibile la 5.0 da circa un anno e mezzo”. La 3.0, in particolare, non consente la simulazione di corpi animati e quindi non può produrre movimenti precedenti a urti o cadute, come lasciarsi cadere mollando la presa della sbarra. Vabbè dai, quisquilie, soprattutto se parliamo di una simulazione di un corpo animato…
La testimonianza di Monfreda ha lasciato esterrefatto il senatore Pierantonio Zanettin (Forza Italia) che nella scorsa legislatura era presidente della Commissione parlamentare d’inchiesta sulla morte di Rossi ed aveva dato l’incarico al Ris: “Per cercare di comprendere cosa fosse accaduto, la Commissione aveva incaricato di svolgere una superperizia ai reparti di polizia scientifica più accreditati e più esperti del Paese: oltre al Ris, anche il Raggruppamento operativo speciale (Ros) ed il Raggruppamento carabinieri investigazioni scientifiche (Racis). Che a distanza di tre anni gli stessi soggetti producano una nuova perizia con esiti esattamente opposti, lascia sconcertati”, prosegue Zanettin, ricordando “che spesso è sulla base di perizie che i processi penali nei tribunali vengono risolti, con conseguenti condanne”.
La prima perizia era stata tranchant. “Tra le varie ipotesi sulla morte di Rossi la più compatibile è quella riferibile a un gesto auto-conservativo in cui Rossi, cosciente, si tiene a penzoloni fuori dalla finestra, aggrappato alla barra di protezione con entrambe le mani e infine si lascia cadere nel vuoto sottostante”, aveva detto il colonnello Sergio Schiavone, allora comandante del Ris, illustrando in conferenza stampa a Montecitorio la maxi perizia di circa 900 pagine. “Abbiamo ipotizzato due moti di precipitazione del corpo, uno a candela ed uno con scorrimento sullo sbarra”, puntualizzò il colonnello, ricordando di aver realizzato al computer delle “simulazioni con manichini antropomorfi virtuali. La dinamica più compatibile è quella riferibile a un gesto auto-conservativo in cui Rossi, cosciente, sottolineo questo aspetto, si tiene a penzoloni fuori dalla finestra, aggrappato alla barra di protezione con entrambe le mani, e la punta dei piedi e le ginocchia poggiate verso il muro e infine si lascia cadere nel vuoto sottostante rivolgendo la parte anteriore del corpo verso il Palazzo”, concluse Schiavone, precisando che “le altre ipotesi relative alla presenza di terzi che spingono o lasciano cadere il corpo inanimato di Rossi producono dinamiche di caduta non compatibili con la precipitazione del corpo riscontrata nel filmato di video-sorveglianza”. Tutto perfetto, se non fosse per il fatto che il colonnello basasse il proprio ragionamento su una base fallata, grottescamente fallata.
Tutto un altro scenario con l’ultima perizia ed un altro comandante dei Ris, il colonnello Adolfo Gregori: “Il dato certo è che quando Rossi è precipitato qualcuno lo teneva per il polso sinistro appeso al balcone, almeno nell’ultimo istante, provocando le lesioni con il distacco dell’orologio”.
Ora sta a voi scegliere. Ma attenzione, in un caso diventerete di sicuro terrapiattisti e complottisti.

Io sono terrapiattista e complottista. E difatti, poco tempo dopo questo drammatico avvenimento, mi sono fatto un’idea su questo. Tutt’ora è rimasta invariata. Gli altri, che sono intelligenti sostengono che Gesu’ di Nazaret sia morto di freddo.
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